Diritto Tributario

Dal 19.3.2000 la banca dati tributaria doc.

A cura dell'avv. Franco Ionadi e del dott. Spataro



Riscossione tributi - Perentorietà dei termini di notifica della cartella - Corte Costituzionale ord. n. 107 del 1.4.2003 (Tributario)

2003-04-04
abstract: Riscossione tributi - Perentorietà dei termini di notifica della cartella - Cor ...

Segnalato da FrancoIonadi Euro


C

Con la pronuncia interpretativa in questione la Corte sembra voler sancire la perentorietà del termine di notifica della cartella di pagamento, di cui all'art. 25 DPR n. 602/73, sulla scorta del principio per cui "...il carattere perentorio di un termine non deve necessariamente risultare esplicitamente dalla norma, potendosi desumere dalla funzione, ricavabile con chiarezza dal testo della legge, che il termine è chiamato a svolgere (così, Cass. - Sez. Un. 3 febbraio 1994, n. 1111)...";

Ecco il passo più significativo dell'ordinanza.

".....che in effetti, da un lato, l’art. 24 del d.P.R. n. 602 del 1973, prevede un termine ("almeno novanta giorni prima della scadenza", prorogabile nell’ambito di quello decadenziale di cui all’art. 17, comma terzo, del medesimo d.P.R.) per la consegna del ruolo all’esattore e, dall’altro lato, come il rimettente stesso ricorda, l’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 dispone che "l’esattore, non oltre il giorno cinque del mese successivo a quello nel corso del quale il ruolo gli è stato consegnato, deve notificare al contribuente la cartella di pagamento";

che, in particolare, tale ultima norma, per il suo tenore letterale ("non oltre il giorno …", "deve notificare"), ben si presta ad essere interpretata in senso tale da escludere la paventata "indefinita soggezione del contribuente all’azione esecutiva del fisco, essendo l’esattore soggetto ai ristretti termini di cui all’art. 25 per la notificazione della cartella" (così, Cass. 19 luglio 1999, n. 7662);

che il carattere perentorio di un termine non deve necessariamente risultare esplicitamente dalla norma, potendosi desumere dalla funzione, ricavabile con chiarezza dal testo della legge, che il termine è chiamato a svolgere (così, Cass. - Sez. Un. 3 febbraio 1994, n. 1111);

che il rimettente, in applicazione del principio giurisprudenziale appena ricordato, ben avrebbe potuto adottare una interpretazione dell’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 (peraltro adottata da Cass. n. 7662 del 1999 e da giudici di merito) idonea a fugare i dubbi di costituzionalità sollevati;

che, essendosi, viceversa, il rimettente limitato a rifiutare tale interpretazione sulla base di un inconferente argomento (la perdita del diritto al discarico dei ruoli non implica affatto che il contribuente non possa opporre l’inosservanza del termine) e a genericamente invocare una indimostrata giurisprudenza costante pro ordinatorietà del termine, deve ritenersi "incompiuto quel doveroso tentativo di ricercare un’interpretazione adeguatrice del testo di legge denunciato, al quale ciascun giudice è, comunque, tenuto prima di proporre l’incidente di costituzionalità" (si veda, tra le tante, l’ordinanza di questa Corte n. 592 del 2000);

che l’interpretazione dell’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 appena enunciata vale, altresì, a fugare ogni dubbio di legittimità costituzionale prospettato anche sotto il profilo dell’art. 3 Cost.;..."


Link: http://www.giurcost.org/decisioni/2003/0107o-03.ht

2003-04-04 Segnalato da FrancoIonadi Euro









  Il testo dei provvedimenti (leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze, ordinanze, decreti, le interpretazioni non rivestono carattere di ufficialità e non sono in alcun modo sostitutivi della pubblicazione ufficiale cartacea. I testi proposti non sono formulari se non la' dove espressamente indicato. I puntini sostituiscono le parti del testo non visibili per verificarne in anticipo la lunghezza.< Riproduz. anche parziale riservata - @ IusOnDemand.com - condizioni d'uso della sezione - Elenco testi - condizioni generali - privacy policy - Cookie - Login -