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Indennità per il trasferimento di giovani calciatori: giustificate

2009-07-21  NEW: Appunta - Stampa · modifica · cancella · pdf
      

..."tale indennità sarebbe proporzionata solo se fosse calcolata in proporzione ai costi di formazione complessivi della società e distribuita adeguatamente tra tutte le società che avevano partecipato alla formazione del calciatore"

Conclusioni dell’Avvocato generale nella causa C-325/08

Olympique Lyonnais / Olivier Bernard & Newcastle United

L’AVVOCATO GENERALE SHARPSTON RITIENE CHE NORME CHE IMPONGONO AD UNA SOCIETÀ DI CALCIO CHE FIRMA UN CONRATTO CON UN GIOVANE CALCIATORE DI VERSARE UN’INDENNITÀ AD UN’ALTRA SOCIETÀ CHE HA FORMATO TALE CALCIATORE POSSANO ESSERE GIUSTIFICATE

Tuttavia, tale indennità sarebbe proporzionata solo se fosse calcolata in proporzione ai costi di formazione complessivi della società e distribuita adeguatamente tra tutte le società che avevano partecipato alla formazione del calciatore

Nel 1997, Olivier Bernard ha firmato un contratto di formazione di tre anni come “joueur espoir” con la società di calcio francese Olympique Lyonnais. Al termine del contratto egli ha deciso di non accettare l’offerta di un contratto da professionista con la società francese ma ha firmato invece un contratto con la società inglese Newcastle United.

In tale periodo, la Carta dei calciatori professionisti francese prevedeva che i “joueur espoir” - promesse del calcio di età compresa tra i 16 ed i 22 anni assunti come tirocinanti da una società professionista - fossero tenuti a sottoscrivere un contratto con la società che li aveva formati qualora essa gliene avesse offerto uno al termine della loro formazione. Se avessero scelto di declinare tale offerta essi non potevano, per tre anni, concludere un contratto con un’altra società francese senza il consenso della società che li aveva formati.

L’Olympique Lyonnais ha citato dinanzi ai giudici francesi il sig. Bernard e la Newcastle United chiedendo un risarcimento di EUR 53 357.16, somma che equivaleva alla retribuzione che il sig. Bernard avrebbe percepito in un anno se avesse sottoscritto il contratto con l’Olympique Lyonnais.

In primo grado, all’Olympique Lyonnais è stata concessa metà della somma richiesta che il sig. Bernard e la Newcastle United sono stati condannati a pagare in solido. In seguito ad un appello proposto con successo dal calciatore e dalla Newcastle United, l’Olympique Lyonnais ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione francese. Tale giudice ha chiesto alla Corte di giustizia se una disposizione che preveda che un tirocinante che firma un contratto da professionista con una società in un altro Stato membro sia tenuto al risarcimento danni costituisca una restrizione alla libera circolazione dei lavoratori, un principio contenuto nel Trattato CE e se, in caso di risposta affermativa, tale disposizione possa essere giustificata dalla necessità di incentivare l’ingaggio e la formazione di giovani calciatori professionisti.

Secondo l’avvocato generale Eleanor Sharpston, è evidente che una tale norma, secondo cui un “joueur espoir” che al termine del periodo di formazione sottoscriva un contratto da professionista con una società in un altro Stato membro dell’UE può essere condannato al risarcimento danni, è una restrizione alla libera circolazione dei lavoratori.

Ella osserva che lo sport è soggetto al diritto comunitario in quanto possa essere considerato un’attività economica. L’assunzione retribuita di un calciatore professionista costituisce un’attività di questo tipo. Inoltre, il divieto di restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori si estende alle norme dirette a disciplinare collettivamente il lavoro subordinato, incluse le norme delle federazioni calcistiche. Infine, l’avvocato generale ricorda che una norma può ostacolare la libertà di circolazione anche qualora si applichi a prescindere dalla nazionalità e che norme che impongono il pagamento di un’indennità di trasferimento, di formazione o di sviluppo tra società all’atto del trasferimento di un calciatore professionista costituiscono, in linea di principio, un ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori.

Per quanto riguarda la giustificazione potenziale della restrizione, l’avvocato generale osserva che tali norme assicurano che le società non siano disincentivate nell’ingaggio e nella formazione dalla prospettiva di vedere il proprio investimento nella formazione utilizzato da qualche altra società, senza alcuna indennità per loro. Prendendo in considerazione l’importanza sociale del calcio e l’ampio consenso sociale sul fatto che la formazione e l’ingaggio di giovani calciatori debba essere incoraggiato, la sig.ra Sharpston ritiene plausibile che le norme relative alle indennità da versare alle società per il loro investimento nella formazione di giovani calciatori possano essere giustificate da un interesse generale.

Tuttavia, ella considera che la norma francese di cui trattasi vada oltre quanto necessario per il perseguimento di tale obiettivo per quanto riguarda l’indennità concessa. Solo una misura che accordi alle società un indennizzo corrispondente ai costi di formazione effettivi è appropriata e proporzionata. Di conseguenza, un’indennità basata sulla futura retribuzione del calciatore o sulle future perdite di profitti della società non sarebbe accettabile, in quanto nessuno di tali due fattori ha una qualche rilevanza quanto all’obiettivo di incoraggiare l’ingaggio e la formazione di giovani calciatori.

Sviluppando tale argomentazione, la sig.ra Sharpston osserva che, giacché solo una minoranza dei calciatori tirocinanti risulterà avere una carriera professionale di successo, sarebbe opportuno che l’indennità venga calcolata in proporzione ai costi totali di formazione della società piuttosto che ai costi effettivi di formazione del calciatore specifico interessato. Inoltre, nel caso in cui uno specifico calciatore sia stato formato da più di una società, l’indennità dovuta dovrebbe essere adeguatamente suddivisa tra le società coinvolte. Infine, l’avvocato generale non trova irragionevole che, in talune circostanze, il tirocinante sia tenuto egli stesso a versare un’indennità, ammesso che - in tal caso - tale indennità sia calcolata sulla base del costo individuale della sua formazione e non del costo complessivo di formazione sostenuto dalla società.

IMPORTANTE: L'opinione dell'Avvocato generale non vincola la Corte. Il compito dell'avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte di giustizia cominciano adesso a deliberare in questa causa. La sentenza sarà pronunciata in una data successiva.

Documento non ufficiale ad uso degli organi d'informazione che non impegna la Corte di giustizia.

Lingue disponibili: BG ES CS DE EL EN FR IT HU NL PL PT RO SK

Il testo integrale delle conclusioni si trova sul sito Internet della Corte

C-325/08


Link: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?refe

2009-07-21 - Fonte: Curia.eu

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