Diritto sportivo Dal 22.1.2004 La Banca Dati Normativa e Giurisprudenziale dell'avv. Alberto Foggia
Home Store Percorsi Giurisprudenza Normativa Prassi G.U. Demo Iscrizioni
Store · Indice   
Newsletter · Contatti   

Accesso


Password persa ?

oppure




Il nuovo codice di giustizia sportiva FIGC - luglio 2021 avv. Foggia





"Un atleta non può correre con i soldi in tasca. Deve correre con la speranza nel cuore e sogni nella sua testa". - Emil Zatopek

      

Processo Senna: il computer condanna la Williams

2005-05-28  NEW: Appunta - Stampa · modifica · cancella · pdf
      

L'ultima udienza e la sentenza raccontati dall'ottimo Dott. Pizzi

27/05/05 - Bologna

Non è stato un malore o errore del pilota, né l’imperfezione del circuito di Imola, a determinare l’incidente del 1 maggio 1994, in cui trovò la morte il giovane campione di F.1. Ayrton Senna.

“L’unico motivo in cui si può ravvisare la causa dell’uscita di pista è il cedimento del piantone dello sterzo”, così aveva detto il Procuratore Generale Rosini nella sua requisitoria di poche settimane fa. E di questo avviso è stata anche la terza sezione penale della Corte d’Appello di Bologna che oggi, con una nuova sentenza di secondo grado, ha confermato quello che, fin dall’inizio, era stato additato come l’elemento chiave dell’intero processo. Ma c’è di più.

A undici anni dai fatti, la prescrizione del reato (che, lo ricordiamo, per omicidio colposo con attenuanti generiche interviene dopo 7 anni e 6 mesi circa) non ha significato esenzione da responsabilitĂ . Non si dimenticherĂ  facilmente di questa giornata. Lui, Patrick Head, direttore tecnico del team Williams, una delle persone piĂą stimate e apprezzate nel grande mondo della F.1, porta ora sulle spalle una grande peso. Quello della morte di Ayrton Senna.

Il collegio ha riconosciuto a suo carico la colpa di non essersi adoperato a dovere nel curare la fase di realizzazione del piantone dello sterzo. Egli infatti, in qualità di responsabile tecnico-sportivo della scuderia, avrebbe dovuto effettuare un controllo preventivo sull’operato di meccanici e progettisti, verificando che tutto fosse conforme agli standard di resistenza ed affidabilità previsti.

Quanto all’altro imputato, il tecnico aerodinamico Adrian Newey, è stata esclusa qualsivoglia ipotesi di colpa, essendo stata valutata la sua completa estraneità alla gestione di quella che, come ha tenuto a precisare l’Avvocato Stortoni, è una “parte della monoposto prettamente meccanica, senza alcun risvolto aerodinamico”. Per lui, quindi, conferma della sentenza di primo grado “per non aver commesso il fatto”.

Poco più di due sono state le ore di attesa prima della lettura del dispositivo della sentenza da parte del dott. D’Orazi, presidente della Corte, dopo che l’udienza era formalmente iniziata alle ore 11.00 con la rinuncia alle repliche da parte di accusa e difesa.

Grande gioia e soddisfazione hanno subito espresso Stortoni e la collaboratrice Marelli (che lo ha sostituito in apertura di udienza), per il successo in “un processo che, nonostante la sua lunghezza, ha manifestato una grande correttezza e un notevole fair play tra le parti”.

Non sono ovviamente mancate le reazioni opposte, prima fra tutte quelle dell’Avvocato Causo, difensore di Patrick Head, che così ha commentato: “Un’amara sentenza che non ci aspettavamo. Attendiamo ora la pubblicazione del testo integrale e delle motivazioni (il termine fissato è di 90 giorni, ma non è del tutto inderogabile - ndr) in cui il giudice dovrà chiarire cosa l’ha spinto ad una tale decisione, dopo che già un Tribunale (all’epoca Pretura, 16-12-1997 - ndr) e una Corte d’Appello (3^ sezione penale, 22-11-1999 - ndr) avevano fugato il dubbio di qualsiasi responsabilità per colpa in capo al mio cliente”.

Rilevante assenza della giornata è stata quella del Prof. Oreste Dominioni, legale insieme a Causo di Head, che, dal suo studio milanese, ha così lapidariamente fatto sapere: “Me l’aspettavo”.

Soddisfazione è stata invece espressa dal Procuratore Generale Rosini (“il mio assunto è stato riconosciuto e ritenuto valido”), uscito vincente da questo processo.

Un particolare merito, in questa giornata, va, a detta dei presenti, all’ex PM Maurizio Passarini, il sostituto procuratore che, con un geniale intuito, aveva sin da subito avviato e orientato le indagini verso la direzione giusta.

Come ben si ricorderà, caposaldo di tutto il castello accusatorio era stata la rielaborazione digitale delle immagini e dei video dell’incidente effettuata dal CINECA (Consorzio Interuniversitario di Bologna) per conto del PM. Da essa – diceva Passarini – “si evince chiaramente come il piantone dello sterzo fosse ceduto o quantomeno gravemente compromesso nella sua efficienza, già prima dell’impatto della vettura contro il muro”.

La difesa Head aveva replicato con un’ulteriore ricostruzione digitale che, però, a differenza della prima, simulava tramite una vettura virtuale ed un pilota “umanoide”, le ipotetiche e possibili uscite di pista a seconda delle variabili inserite (preesistenza della rottura del piantone, ecc.). C’è però da dire che tale elemento probatorio non è mai stato ritenuto fondante da parte dei vari giudici e, per dirla con Dominioni, “sempre, ingiustificatamente trascurato”.

Ha così vinto il computer che, con un’inconfutabile dimostrazione, ha palesato come il piantone fosse gravemente danneggiato ancor prima dello schianto fatale.

Causa del cedimento venne sin dall’inizio individuata in una cattiva modifica del tubo sterzante, ridotto di diametro per consentire al pilota una più agevole posizione di guida. Operazione a cui, stando alla Corte, avrebbe dovuto sovrintendere Head e che oggi, a undici anni di distanza da quel funesto 1° maggio 1994, gli ha costato un prezzo abnorme. Il piantone dello sterzo era rotto, la responsabilità per la morte di Ayrton Senna è sua. Parola del computer.

                                                                          Dott. Daniele Pizzi

L’autore è laureando in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano con tesi sperimentale in Informatica Giuridica Avanzata sull’utilizzabilità del mezzo informatico come elemento probatorio nel procedimento penale italiano.

2005-05-28 - Fonte: Dott. Daniele Pizzi

Newsletter
Ricevi gli aggiornamenti su Processo Senna: il computer condanna la Williams e gli altri post del sito:

Email: (gratis Info privacy)

  











 Agenti di calciatori
 Anno Europeo dello sport
 Atleti professionisti
 Atleti dilettanti
 Arbitri

 Bosman
 Cartellino sportivo
 Coni
 Credito sportivo

 Diritti tv
 Doping
 Fallimento
 Federazioni
 Fisco

 Giochi e scommesse
 Giustizia sportiva
 Giurisdizione
 Impianti sportivi
 Lavoro sportivo

 Leghe
 Marchi e brevetti
 Previdenza e assistenza
 Quotazioni in borsa
 Resp. sportiva e ord.

 Soc. e Ass. professionistiche
 Soc. e Assoc. dilettantistiche
 Sponsorizzazioni
 Vincolo sportivo
 Violenza
 

Il testo dei provvedimenti (leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze, ordinanze) non rivestono carattere di ufficialitĂ  e non sono in alcun modo sostitutivi della pubblicazione ufficiale cartacea. I testi proposti non sono formulari se non la' dove espressamente indicato. I puntini sostituiscono le parti del testo non visibili per verificarne in anticipo la lunghezza. Riproduz. anche parziale riservata - @ IusOnDemand.com - condizioni d'uso della sezione - condizioni generali - Elenco testi - privacy policy - Cookie - Login