| minori | 2025-11-06 · NEW: |
Spiegazione dell'iniziativa del GPEN sul controllo dell'età nelle app e nei servizi |
abstract:
Il Garante oggi segnala l'iniziativa internazionale di controllo delle app.
Fonte: privacyenforcementLink: https://www.privacyenforcement.net/index.php/conte
analisi:
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Indice
- Il problema attuale e' anche l'intossica
- Il problema emergente e' invece il contr
- Invece che vietare e indagare i singoli
testo:
"Regulators will examine whether websites and mobile applications that are known to be used by children or cater to them collect children’s data, are transparent about their privacy practices, have age assurance mechanisms in place, and employ privacy protective controls to limit the collection of children’s personal information."
L'iniziativa parte in ambito internazionale dove i Garanti mondiali che si sono incontrati hanno deciso di tutelare i Minori online con iniziative di indagine ovunque.
Quindi il comunicato di oggi, già segnalato sull'Osservatorio, ribadisce l'avvio dell'attività annunciata.
"examine".
Se quindi qualcuno dice che si rivolge solo ai maggiorenni, deve dimostrare come controlla l'età. Vengono poi controllati i dati trattati e la durata del trattamento.
Il tutto ruota attorno al tema dell'identificazione dei minori, ritenuta una violazione del diritto all'anonimato online da alcuni, da altri una affermazione che impedisce di identificare abusi e mettere in atto soluzioni.
In Francia e UK e' stato imposto di offrire servizi pornografici online solo dopo identificazione. Questo e' un bene: la pornografia deve restare fuori dai Minori durante lo sviluppo.
Quello che GPEN ha iniziato e' invece un approccio diverso: per qualsiasi attività l'azienda deve dimostrare come controlla l'età. Ricordiamo che gli interpreti della prima ora del GDPR affermavano che tale obbligo era tale solo se i servizi erano diretti ai Minori (cioe' anche solo adeguati ai minori). In tal senso le prime linee guida.
L'attuale estensione interpretativa si pone quindi come estensiva, e motivata dalla lotta alla pedopornografia.
Come chatcontrol, che per contrastare un possibile reato, si controlla di massa ogni comunicazione online, o la si autorizza su base volontaria.
Si noti che l'indagine tocca temi ormai discussi da anni dagli attivisti, senza una risposta istituzionale, in tutti i casi (e solo quelli) in cui singole aziende hanno usato il nudo come strumento di intrappolamento dei minori). Il fenomeno era gia' noto ai tempi del rating dei videogames, decine di anni fa.
Il problema attuale e' anche l'intossicazione di massa con tecniche di comunicazione subliminale e intossicanti, che riguardano tutti. Invece di vietare dark pattern, il meccanismo delle ricompense variabili, e l'ossessione delle notifiche che intossicano il mercato, si usa la leva del sesso e dei Minori per imporre un controllo di massa dell'identità di tutti anche fuori dal mondo della pornografia.
Il problema emergente e' invece il controllo del traffico di rete ai fini di profilare le attività, sia nel bene che nel male, ma in modo opaco.
Invece che vietare e indagare i singoli casi di l'offerta lesiva, si impone il tracciamento di tutti. E' difficile capire la ratio, ma questo va ricordato.
Sono temi di consumerismo e concorrenza, prima che di privacy.
Difatti in questo senso il GPEM si assume espressamente la finalità di proteggere i consumatori.
Sarà interessante vedere gli esiti dell'indagine.
Link: https://www.privacyenforcement.net/index.php/conte
Testo del 2025-11-06 Fonte: privacyenforcement
Minori Pornografia Indagini di massa Controllo identità


