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"C’è ancora il bicameralismo, utilizziamolo" - Giovanni Maria Flick


Giustizia

Uteri in affitto all'estero e i limiti del diritto

La tata ucraina ha chiamato l'ambasciata e ha preparato una valigia di fotografie e ricordi del primo anno di vita. A volte pensiamo che il diritto possa avere piu' valore di ogni altra cosa. No.

15.11.2021 - pag. 95743 print in pdf print on web

I

Il chirurgo non si deve emozionare per un cuore che batte a pochi centimetri dal bisturi.

Cosi' l'operatore del diritto, avvocato o giudice, deve vedere con distacco, soggetto solo all legge, nemmeno al proprio orgoglio.

Quando si parla di diritto ci si piega al rispetto e all'aderenza alla fattispecie. E' il metodo.

Ma quando lo si applica, possiamo e dobbiamo restare distaccati ?

La bimba lasciata in Ucraina dai genitori italiani che poi non la vogliono piu' (update: i genitori hanno comunicato sui media che avevano avviato le pratiche, i media stanno verificando) rappresenta un momento di delicatezza. La stessa che fa apprezzare gli italiani per la loro capacità di risolvere problemi in tutto il mondo.

Cosi' un dirigente incarica una persona per serietà e perche' "sa esser padre". Lo manda a recuperare questa italiana abbandonata all'estero e trova una storia di umanità pur in tanta speranza e sofferenza.

La tata, che per un anno si e' presa cura della bimba, facendo lei da madre di fatto, e' la vera protagonista.

Chiama l'ambasciata italiana: "non trovo i genitori, ho la loro figlia".

E alla consegna all'Italia piange, ma piangendo mostra le cose piu' importanti: una valigia con le foto di ogni momento importante della bimba nel suo primo anno di vita.

C'e' modo e modo di rispettare le leggi.

Ma quella tata vale piu' di tutti noi, rendendo piccine piccine le leggi in materia.

Su Avvenire l'articolo.


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