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Parlamento

La politica estera di una Nazione passa dalle Camere. Una e' chiusa.

Passa dal Parlamento
02.12.2010 - pag. 75926 print in pdf print on web

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I

In un mondo ideale il Presidente della Repubblica all'estero si fa accompagnare dal ministro degli esteri; il Presidente del Consiglio fa accordi ratificati dal Parlamento; i cittadini sanno quali sono gli accordi che vengono stretti dai politici con l'estero.

Una volta le donne non avevano diritto di voto, e votava il marito.

Nel consesso internazionale e' questa la situazione: il cittadino non ha potere di voto, ma manda dei rappresentanti a votare.

Di recente non c'e' politico che non abbia fatto a gara a dichiarare qualcosa sui rapporti con Stati stranieri.

Particolarmente dannosa l'omissione dei giornali italiani. Nessuno ha scritto che l'accordo con la Libia e' fatto integralmente a spese delle aziende italiane. Nero su bianco, in gazzetta, l'ha letto qualcuno, ma tutti temono di ripeterlo.

Altri invece lamentano la mancanza di informazione sugli accordi sottoscritti. Su La Stampa di oggi anche questo approfondimento.

Ma su tutto prevale la chiusura di una Camera, la Camera dei Deputati. Nulla risulta sul sito ufficiale e i giornali affermano che tutti i capogruppi hanno chiesto di chiuderla fino al voto di fiducia al Presidente del Consiglio.

Questo non fa altro che certificare il non funzionamento della Camera per colpa del premier, ma un domani a qualcuno potrebbe venire in mente di chiuderla e votare solo per essa.

Il tutto in una situazione di totale incertezza che vede le persone difendersi da altre persone, le aziende da altre aziende, il tutto in assenza di un sistema giudiziario funzionante che non interessa ai rappresentanti di ogni categoria.

Ma a molti singoli si'.

In questo conflitto di interesse che ogni rappresentante ha in Italia avverso all'interesse collettivo c'e' il disfacimento di ogni senso dello Stato.

Perche' bisogna dirlo: sono solo una minoranza a fare i propri interessi a danno degli altri, ma hanno ottenuto i posti chiave. La maggioranza lavora, costruisce, risolve.

E in questo lo spettro del populismo, di destra e sinistra.

Populismo che non risponde mai alle domande:

 

  • come mai i rendimenti dei btp stanno salendo cosi' tanto ? 
  • come mai il debito pubblico e' fuori controllo ? 
  • chi parla di abbandonare l'euro ?

 

E tutti quanti speriamo che le cose si risolveranno con pochi dolori.

Non restano che i classici: "^ ora et labora" acquista un nuovo significato.


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