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Diritto    

Il ministero della Pace

Governanti e legislatori e interpreti vedono il diritto in un modo diverso. Ecco come.

25.06.2025 - pag. 99854 print in pdf print on web

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La pace. La promozione della convivenza.

Le leggi attuali si concentrano sui divieti, omettendo la ratio. La ratio sembra essere proteggere un diritto fondamentale, ma ad esso non corrisponde un concreto benessere sociale.

Si vieta e si protegge per affermare un diritto, assoluto, slegato dal motivo per il quale lo si difende.

Attualmente si vuole imporre una visione di  paura. Bisogna aumentare le spese militari, bisogna difenderci da chi non applica le nostre regole, dobbiamo vietare, proibire; non costruire nuove relazioni.

In una ottica simile il diritto viene usato per fermare, non per rispettare la libertà responsabile di tutti. Prima si ferma, presuntivamente per motivi di sicurezza. Poi non si affronta la questione. Non c'è tempo, bisogna prima di tutto vietare per non correre rischi.

La proposta, non a caso cattolica, di istitutuire un ministero per la pace, è rivoluzionaria.

Nessuno ignora che sarà messa da parte, ma ormai è una idea viva, diffusa, valida.

Vogliamo pretendere una politica e una normazione propositiva, costruttiva.

Se puntiamo tutto sul difenderci e sanzionare, toglieremo la libertà e la responsabilità.

Ma quel che è peggio, toglieremo il potere di governare ai cittadini e lo daremo a chi determina da cosa dobbiamo difenderci. "I rischi sono altissimi", ci diranno. E' vero, ma per altri motivi: pensare solo ai rischi, non ha mai risolto nessun problema. E lasciare che qualcuno pensi solo ai rischi per difendere tutti, l'inizio della dittatura dei cervelli.

Su apg23.org la proposta di don Oreste Benzi

Da non perdere anche https://www.ministerodellapace.org/


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