|
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" - art. 11 Costituzione Italiana
Cultura
INNOVARE IL DIRITTO - La musica e la cultura del dirittoCivile.it cambia. Possiamo innovare il diritto o dobbiamo diventarne schiavi ? Immaginare un diritto migliore non significa non fa rispettare le leggi. Significa porsi in una posizione dall'alto. Vedere le norme dall'alto permette di aprirle al mondo. Guardare le norme solo dal loro interno significa conoscerle, ma eccedendo possono diventare gabbie mentali.
V
Ventisei anni dopo, che fa paura solo scriverlo, prima di tanti altri, e dopo diritto.it e penale.it, Civile.it introduce un nuovo percorso. Non vi anticiperò ancora tutto, ci sono valutazioni che non riguardano solo la mia persona, ma anche voi. Cercatemi su spataro@civile.it se volete partecipare in vicinanza (Lombardia o Toscana) o anche in remoto. Dopo tanti anni di studi di diritto ho percepito, insieme a più esperti studiosi di diritto di tutto il mondo, che la normazione e l'interpretazione hanno raggiunto un momento di crisi strutturale. La paura governa i recenti testi. Paura di non essere ascoltati, di perdere autorevolezza, efficacia, della critica. Una pura che impedisce di costruire per il futuro, accettando errori e rischi. Un diritto che vuole innovare, ma per paura delle critiche, non consente errori anche incolpevoli, superficiali, avulsi dalla nozione di danno. Quando sentiamo "il danno è in re ipsa" sta parlando un legislatore o un interprete che hanno paura dell'anarchia, del discredito. Alla paura non c'è ragionamento contrario che tenga. Si riterrà sempre opportuno dare l'esempio, nonostante il diritto romano abbia raggiunto i massimi quando ha introdotto l'equità, che è il perdono cristiano. Perdono non è incolpevolezza, è far prevalere la fiducia nel miglioramento delle persone, oltre gli errori. Rileggete la frase, poi continuiamo. Come si può convincere legislatori e interpreti a fidarsi dei cittadini invece che preoccuparsi di proteggere l'umanità dali dagli errori ? Qualcuno dira': - tutti sbagliamo e dobbiamo pagare, ma senza eccedere nelle punizioni, perchè la perfezione non esiste e dobbiamo aiutare a migliorare, non diventare perfetti (che è impossibile) - le leggi devono essere al servizio delle persone: se condannano e non migliorano la situazione, allora le leggi pretendono il rispetto di sè stesse, invece di restare al servizio delle persone. Ma non basta. Sono argomentazioni razionali. Facilmente opponibili. Ma anche se valide, non per questo rispettano la missione di favorire e migliorare la convivenza, gestendo gli errori per superarli, non dare l'esempio (che ricorda tanto la tagliola, la "occhio per occhio dente per dente"). E allora ? E' la musica che può aprire le menti. Ibridare i pensieri. Ci sono interpreti in grado di portare regole e generi musicali ibridandoli. Ibridare significare portare le regole oltre dove sapevano andare, per creare nuove musicalità. Per il piacere delle orecchie. Per il piacere delle persone. Si chiama: innovare il diritto. Per ora innovazione è scrivere nuove sanzioni. Ci può essere una nuova innovazione nel diritto ? Si. Ecco quindi due musiche che possiamo ascoltare noi italiani amanti di RaiPlay. Ma soprattutto di Stè e Valentina. Di Bollani e Cenni. Di RaiPlay. Vi segnalo due puntate della loro trasmissione. Ascoltatele con intelligenza, e pensate al loro linguaggio e come possa innovare il nostro lavoro con il diritto. Superando le nostre abitudini restrittive. Ci sorprenderemo come Bollani spiega autori di brani famosi, e poco compresi, e perchè sono capolavori eterni. Ibridando regole con lo scopo di creare nuove emozioni. Portare nuove emozioni nel diritto. Pensateci e sognate con e come me. Iniziamo con la puntata del 10.1.2025 con Clarissa Bevilacqua 16.01.2025 Valentino Spataro
|
