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Pace    

Il Papa: preoccupante prendere in seria considerazione l'eventualità di un conflitto

Dice il Papa: "È preoccupante, infatti, che a volte si torni a prendere in seria considerazione l'eventualità di un conflitto generalizzato, che si prenda gradualmente confidenza con questa inaccettabile possibilità."

L'abbiamo visto in questi giorni nelle notizie che vorrebbero presumere inevitabile una guerra da preparare. Il silenzio delle iniziative di pace invece e' assordante.

E dobbiamo pregare per loro per chi decide la gueera. Gia' lo fanno alcuni, ma non basta. Tutti dobbiamo ricordare la maggior convenienza della pace rispetto ad ogni guerra. Gia' oggi i popoli ne soffrono.

Lo dice il Papa: "Preghiamo per gli uomini che vogliono le guerre, per quelli che le iniziano, le fomentano insensatamente, le mantengono e le prolungano inutilmente o ne approfittano cinicamente. Che Dio illumini i loro cuori e metta davanti ai loro occhi la scia di disgrazie che provocano!"

06.06.2024 - pag. 98579 print in pdf print on web

D

Dice il Papa in francese, in occasione dell'anniversario dello sbarco di Normandia:

A Sua Eccellenza Mons. Jacques HABERT
Vescovo di Bayeux e Lisieux
BAYEUX

Sono lieto di unirmi al pensiero e alla preghiera di tutti coloro che sono riuniti nella Cattedrale di Bayeux per commemorare l'80° anniversario dello sbarco alleato in Normandia. Do il benvenuto a tutte le autorità civili, religiose e militari presenti.

Ricordiamo il colossale e impressionante sforzo collettivo e militare compiuto per ripristinare la libertà. E pensiamo anche al costo di questo sforzo: questi immensi cimiteri dove si allineano migliaia di tombe di soldati - la maggior parte dei quali giovanissimi e molti dei quali venuti da lontano - che hanno eroicamente dato la vita, ponendo così fine alla Seconda Guerra Mondiale e ristabilendo la pace, una pace che - almeno in Europa - durerà quasi 80 anni. Lo sbarco del D-Day evoca anche le immagini delle città della Normandia che furono completamente devastate: Caen, Le Havre, Saint-Lô, Cherbourg, Flers, Rouen, Lisieux, Falaise, Argentan... e tante altre; e vogliamo ricordare le innumerevoli vittime civili innocenti e tutti coloro che hanno sofferto per questi terribili bombardamenti.

Ma lo sbarco del D-Day evoca più in generale la catastrofe rappresentata da questo spaventoso conflitto mondiale, in cui hanno sofferto tanti uomini, donne e bambini, tante famiglie sono state strappate e tante rovine sono state compiute. Sarebbe inutile e ipocrita ricordarlo senza condannarlo e respingerlo una volta per tutte, senza ripetere il grido di San Paolo VI dal palco delle Nazioni Unite il 4 ottobre 1965: Mai più la guerra! Se per alcuni decenni la memoria degli errori del passato ha sostenuto la ferma determinazione a fare tutto il possibile per evitare un nuovo conflitto mondiale aperto, noto con tristezza che oggi non è più così e che gli uomini hanno la memoria corta. Che questa commemorazione ci aiuti a recuperarla!

È preoccupante, infatti, che a volte si torni a prendere in seria considerazione l'eventualità di un conflitto generalizzato, che si prenda gradualmente confidenza con questa inaccettabile possibilità. La gente vuole la pace! Vogliono condizioni di stabilità, sicurezza e prosperità in cui ognuno possa compiere i propri doveri e i propri destini in pace. Distruggere questo nobile ordine di cose per ambizioni ideologiche, nazionalistiche o economiche è un grave errore davanti all'umanità e alla storia, un peccato davanti a Dio.

Perciò, Eccellenza, desidero unirmi alle sue preghiere e a quelle di tutti coloro che sono riuniti nella sua Cattedrale:

Preghiamo per gli uomini che vogliono le guerre, per quelli che le iniziano, le fomentano insensatamente, le mantengono e le prolungano inutilmente o ne approfittano cinicamente. Che Dio illumini i loro cuori e metta davanti ai loro occhi la scia di disgrazie che provocano!


Preghiamo per gli operatori di pace. Al contrario, richiede il più grande coraggio, il coraggio di saper rinunciare a qualcosa. Anche se il giudizio degli uomini è talvolta duro e ingiusto nei loro confronti, “gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).Che sappiano aprire vie pacifiche di incontro e di dialogo, opponendosi alla logica implacabile e ostinata dello scontro.Possano perseverare instancabilmente nel loro impegno e che i loro sforzi siano coronati dal successo.

Infine, preghiamo per le vittime delle guerre, sia del passato che del presente.Che Dio accolga tutti coloro che sono morti in questi terribili conflitti e venga in aiuto di tutti coloro che soffrono oggi; i poveri e i deboli, gli anziani, le donne e i bambini sono sempre le prime vittime di queste tragedie.Che Dio abbia pietà di noi!Invocando la protezione di San Michele, Patrono della Normandia, e l'intercessione della Beata Vergine Maria, Regina della Pace, imparto di cuore la mia Benedizione a ciascuno di voi.

Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)


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06.06.2024 Valentino Spataro

Vatican.va (traduzione non ufficial) Link: https://www.vatican.va/content/francesco/it/events

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