Segui via: Newsletter - Telegram
 

"La verità è come la poesia. E a nessuno piace la poesia, vero ?" - In un bar di Manhattan



Avvocati    

Matrimoni forzati, malattie mentali e culturali e i nuovi avvocati

Una storia di olii, ingranaggi, persone e malattie, non ideologie astratte.

31.05.2023 - pag. 96863 print in pdf print on web

A

Anni fa c'erano avvocati che proteggevano i clienti parlando con il comandante del commissariato locale, con il giudice tutelare, con gli enti che si potevano occupare del problema.

Potevano contare sul fatto che una richiesta di un avvocato non poteva essere ignorata, se non altro per le conseguenze. La professionalità dell'avvocato rendeva il tutto meno "forzato" e più corretto nell'interesse delle istituzioni ma anche del singolo.

Direi: l'olio negli ingrannaggi.

Questi ingranaggi si sono arrugginiti. Il podcast "Veleno" ha raccontato le piccinerie degli interessi piccoli di chi ha sottratto figli a famiglie povere.

Per interessi economici personali.

Leggo spesso provvedimenti giudiziari. Mi chiedo perchè il tal fatto non è semplicemente documentato invece di tante costruzioni legali sovrastanti. Mi chiedo: ma cosa ha fatto veramente ? Non lo trovo nel provvedimento se non stravolto dal e nel contesto.

Peccato non ci siano sanzioni per chi argomenta stravolgendo il contesto. Non si puo', ma va segnalato.

I matrimoni combinati sono un fatto odioso che porta alla morte di una figlia (mai sentito un figlio) che non fa quello che vuole la famiglia.

E' una malattia culturale così come è una malattia mentale quelle dei matti che stanno minacciando in questi mesi i professionisti. La psicologa uccisa dal paziente difficilissimo, noto alle forze dell'ordine, e lasciata sola da chi è preposto, denunciava un ingranaggio inceppato. Con il senno di poi, avrebbe dovuto avvalersi di un avvocato per pretendere di poter fare e far fare il proprio lavoro.

Così come in "Veleno": il consulente non si discute. Pazienza che manchino i fatti e abbondino le opinioni.

Fatti e opinioni. Contesto. Tre parole indice di una incapacità argomentativa serena.

Al link su Avvenire una storia di altri tempi: qualche giorno fa un avvocato, insieme a tante altre persone sensibili, ha semplicemente preso le persone nei posti giusti e motivate, non senza abbandonare nell'olio necessario.

Leggete l'articolo come me e impariamo da loro.

Oltre al giusto interesse economico, si lavora per risolvere i problemi dei clienti. I problemi umani, non solo commerciali.

Questa storia parte da 4 donne: l'avvocato Barbara Iannuccelli, un’insegnante e una preside.

Non si sono voltate dall'altra parte quando un'altra giovanissima donna si è rivolta a loro. Senza paura di non avere nulla, nemmeno dove dormire.

"Rivedo lo sguardo di Arya quando ha chiesto aiuto, terrificante nella sua dolcezza"

Non aggiungo altro. Queste sono belle notizie.

Aiutiamoli a crescere e non solo oliare questi ingranaggi, ma farli conoscere e metterli in movimento.


Condividi su Facebook

Segui le novità di Civile.it via Telegram oppure via email: (gratis Info privacy)

    






"La verità è come la poesia. E a nessuno piace la poesia, vero ?" - In un bar di Manhattan








innovare l'informatica e il diritto


per la pace