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"Bisogna rendere coscienti i ragazzi che vivono nella mafia che al di fuori c’è un altro mondo, fatto di cose semplici ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei, non perché sei figlio di quello o perché hai pagato per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Se ognuno di noi prova a cambiare forse ce la faremo" - Rita Atria



Migranti    

Il porto più vicino ? Amministrativamente anche Ravenna

Poche ore o 4 giorni di navigazione ? Deciso dai funzionari. L'effetto ? Invece di salvare altre vite, dovranno navigare in porti lontani, anche non attrezzati (meglio) per svolgere lentamente i compiti.

Stiamo parlando di impedire a uomini di salvare altri uomini. Oggi a scapito degli altri. Domani non esiteranno contro di noi. La storia lo insegna.

30.12.2022 - pag. 96082 print in pdf print on web

L

La convenzione sui rifugiati è chiarissima. Il porto più vicino.

I libici sono rifugiati, oltre che torturati, sequestrati, violentati, derubati.

A spese nostre.

Con le nuove regole imposte dal governo italiano alle navi delle ONG, saremo costretti a lasciare sguarnite le zone di soccorso nel mar Mediterraneo, con un inevitabile aumento del numero dei morti.

Così Medici Senza Frontiere.

Obbligare le navi a stare lontane dalle aree è un modo per lasciare crepare le persone da sole in acqua.

Ricordatelo: uno Stato che legifera così contro i diversi farà lo stesso contro i suoi cittadini. Basta dargli tempo.

Fermatevi e iniziare a rispettare le convenzioni internazionali.

L'ex magistrato Armando Spataro (solo omonimo) dichiara:

«Davanti all’ultimo dei decreti sicurezza, non resta che rispolverare “la disobbedienza civile”» Come membro del Comitato per il soccorso in mare e finanziatore dell’acquisto di una nave, «sono convinto che non serve alcuna autorizzazione per salvare vite» ( da Avvenire.it)

Ma prima come si faceva ? Lo riferisce Medici Senza Frontiere:

I comandanti e gli equipaggi delle navi si troveranno di fronte a un dilemma etico, tra il dovere di prestare soccorso secondo il diritto del mare, e quello di rispettare le regole dirigendosi verso il porto dopo aver effettuato il primo salvataggio.

E pensare che, fino al 2017, quando il nostro aiuto era ritenuto prezioso e c’era un meccanismo collaudato di soccorso, spesso era la Guardia Costiera a chiederci di restare in mare un giorno in più per coprire una zona e sopperire alla loro carenza di mezzi…


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"Bisogna rendere coscienti i ragazzi che vivono nella mafia che al di fuori c’è un altro mondo, fatto di cose semplici ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei, non perché sei figlio di quello o perché hai pagato per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Se ognuno di noi prova a cambiare forse ce la faremo" - Rita Atria








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