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"Il livello di civiltà di uno Stato si misura dall’attenzione con cui vengono accolti e aiutati i cittadini più fragili." - Luciano Moia


Genocidio

Solidarietà e accoglienza per le donne e degli uomini kurdi estradabili in Turchia

Da UDIK – Unione Donne Italiane e Kurde
Comunicato in difesa del popolo kurdo e dei valori dell’Occidente

07.07.2022 - pag. 95941 print in pdf print on web

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"Cedendo al ricatto della Turchia, la Nato ha aperto le sue porte alla Finlandia e alla Svezia e le ha chiuse alle leggi e ai trattati europei, alla giustizia, ai diritti umani e ai valori fondanti delle democrazie dell’Occidente.


 

"Con il Memorandum Trilaterale del 28 giugno la Turchia consente l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato in cambio della libertà di molti attivisti kurdi esuli nei due paesi e della persecuzione sistematica di partiti e istituzioni del Kurdistan.

"Cedendo al ricatto della Turchia, la Nato ha aperto le sue porte alla Finlandia e alla Svezia e le ha chiuse alle leggi e ai trattati europei, alla giustizia, ai diritti umani e ai valori fondanti delle democrazie dell’Occidente.

"Le Donne Italiane e Kurde di Udik vogliono ricordare che la Turchia persegue il genocidio del popolo kurdo anche al di fuori dei propri confini. Allo scopo la Turchia:

  • occupa con le sue truppe il cantone di Afrin nel Rojava, in Siria e vi stabilisce il governo del terrore dei suoi alleati jihadisti che equivalgono all’Isis,
  • annuncia di voler completare la conquista del Rojava per distruggere un’esemplare amministrazione democratica e portare a termine la sostituzione etnica,
  • bombarda con aerei, droni e artiglieria pesante i territori del KRG, la Regione kurda in Irak che ospita comunità cristiane e yazide, già duramente provate dalla barbarie dell’Isis, denunciando pretestuosamente la presenza di attività terroristiche nella regione,
  • entro i propri confini ha distrutto con l’esercito lo storico quartiere Sur di Diyarbakir e la città di Cizre, in entrambi i casi con innumerevoli vittime civili in un contesto di particolare ferocia.


"Le Donne Italiane e kurde di Udik sottolineano la incompatibilità tra i princìpi che reggono la Nato e la dittatura attualmente vigente in Turchia, un immenso carcere per turchi, kurdi e cittadini di altri paesi, in cui viene comminato l’ergastolo per reati di opinione.

"Per quanto riguarda la persecuzione nei confronti dei partiti del Kurdistan prevista dal memorandum Trilaterale, le Donne Italiane e kurde di Udik osservano che:

"le donne e gli uomini delle unità di difesa popolare del Rojava YPJ e YPG e il loro partito PYD alleati dell’Occidente hanno sconfitto l’Isis in Siria con il sacrificio di 12 mila vite, tanto che la Svezia ha sostenuto finanziariamente l’amministrazione del Rojava fino alla firma del Memorandum.

"Le Donne Italiane e Kurde di Udik chiedono di conseguenza al Presidente della Repubblica Italiana, al governo e al Parlamento di operare nel rispetto dell’Art. 10 della Costituzione Italiana nell’ottica della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti delle donne e degli uomini kurdi eventualmente estradati da Svezia e Finlandia e di continuare ad assicurare il sostegno al popolo kurdo e al Rojava."


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