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Cultura

Jacobs sul New York Times - analisi semantica di un suprematismo americano malcelato

Ci sono tecniche oratorie per sminuire i fatti. L'articolo linkato e' esemplare.

04.08.2021 - pag. 95625 print in pdf print on web

L

Leggo con orrore come il ct italiano abbia dovuto difendere la vittoria di Jacobs dai media americani, solo alcuni dice lui.

Io che non credo a nulla vado sul New York Times e analizzo la scelta dei termini. Sara' perche' sono abituato a farlo con i provvedimenti dei garanti europei cosi' come con le migliaia di sentenze di Cassazione che leggo in questi anni.

Vediamo come riporta la notizia il NYT.

Il fatto della vittoria e' indiscutibile. Ma puo' essere riportata in un contesto nel quale le parole prendono un significato univoco ben diverso da quello preso singolarmente.

Chi capisce quello che sto scrivendo vada avanti. Si puo' dire "bianco" e riaffermare che "nero" era meglio. Se siete d'accordo potete andare avanti nella lettura.

Nessun termine da solo racconta o afferma falsità, ma fa sempre pensare anche ad altro.

  • Jacobs "Nasce in Texas da madre italiana, corre in Italia." Che razza di modo per spiegare perche' un italiano vince per l'Italia. Cosa significa che pur essendo nato in Texas pero' corre per l'Italia?" Traditore ?
  • La gara e' raccontata con una foto al secondo, mettendo insieme piu' fotogrammi per far vedere chi e' davanti. Ricostruzione stupenda dalla quale emerge la superiorità per 8 su 10 dell'americano.
  • Poi il record di velocità e' personale, non europeo, ed e' quello cha capita una volta nella vita. Una cosa che capita insomma, non perche' ci si lavora.
  • Solo gli ultimi metri Jacobs accelera di piu'. E qui tante spiegazioni sulle caratteristiche della velocità dell'americano, diverse dall'italiano.
  • Sulla linea d'arrivo l'americano corre piu' veloce dell'italiano.

Francamente trovo queste ricostruzioni quelli tipiche descritte da Cairo: "come mentono i grafici" e altri libri che consiglio di leggere in materia, che spiegano bene come fare dire ai fatti l'opposto di quello che sono.

Siamo in piena dittatura culturale nazionalista ? Mica solo gli americani, sia chiaro.

Noi e i giudici siamo in grado di leggere i testi in modo da capire quando, scrivendo bianco, vogliamo fare capire che comunque nero e' meglio ?

Si chiama scrittura emozionale, ed e' funzionale a far pensare, in chi legge, quello che crede meglio.

L'italiano vedrà la vittoria poco sminuita, poco evidenziata. Lo sportivo apprezzerà la ricostruzione puntuale. L'estremista penserà ad una vittoria rubata.

Leggete l'originale inglese e imparate cosa significa scrivere bianco per accondiscendere a chi pensa nero.

Peggio dei media anglosassoni sono quelli italiani che alimentano una guerra nazionalista culturale tra i due mondi.

Io penso solo che basta una legge protezionista europea a creare tale e tanta diffidenza tra popoli che bisognerebbe provvedere subito a migliorarla. Non e' politically correct, ma bisogna fare attenzione ad ogni nazionalismo, soprattutto a quelli fondati su buone ragioni.

Le guerre sono sempre fondate su buone ragioni apparenti e altre nascoste personali.

Ma il diritto non e' la tutela delle buone ragioni, quanto promozione della convivenza. Senza minare chi la pensa diversamente da te.

Lo pagheremo. E' certo.

Il NYT e' in grado di gioire della vittoria italiana, oltre che descrivere come sia stata conquistata solo per l'ultimo atto decisivo ?

Altri media meno velatamente non capiscono lo sconosciuto che improvvisamente vince. Doping nell'aria come droga per i Manesckin ? Perche' le testate e gli ordini non puniscono ? Perche' e' regola del mercato: se vendi di piu' allora va scritto. Pazienza se mina la convivenza.


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