Civile.it Civile.it
  comunicati@civile.it
 
"Il sazio non crede a chi e' digiuno" - proverbio palermitano


Le basi operative del GDPR

Valutazione: 4.55 su 5

adv IusOnDemand

Responsabilità sanitari

Denunce ai medici: Un po' piu' di verita' sul gruppo Facebook

Misura e controllo delle fonti. Verificare e' d'obbligo.
04.04.2020 - pag. 94919 print in pdf print on web

Q

Qualcosa in val Padana e' capitato, non si capisce come ci siano tanti morti e ricoveri rispetto al resto d'Italia.

Io tremo a chi pensa ora a fare giustizia. Mi vengono in mente quei momenti dopo la seconda guerra mondiale dove alcuni uccidevano altri perche' erano nel giusto, e gli altri nell'errore.

Poi furono i partigiani che aiutarono l'Italia a liberarsi, ma ci furono anche episodi che non sono degni di chiamarsi "lotta partigiana" ma piuttosto regolamento dei conti.

Anche oggi. Ma a tutti i livelli.

Notizia: un gruppo facebook aiuta a fare causa ai medici.

Reazione: gli ordini procederanno contro gli avvocati

I medici: non ci provate, sciacalli.

Qualcuno ha letto il gruppo ?

Non ne diro' il nome, ma il gruppo si apre come sfogo di chi ha perso un familiare e non vorrebbe capitasse ad altri.

I 26.000 ad ora partecipanti raccontano le storie dei loro defunti. Alcuni vorrebbero giudicare con la competenza di un medico, altri con l'ovvio, altri (molti) si chiedono perche' non e' stato fatto anche quello quell'altro.

Fino a quando il moderatore prendere la parola e in un video spiega che non e' mai stato contro i medici.

Dunque di cosa stiamo parlando ?

Visto da Milano ci sono cose che non capisco. Qualcuno parla di ricominciare la vita normale, ma mancano le mascherine e gli strumenti per valutare la positività al covid.

Altri spiegano che i familiari scompaiono negli ospedali dove la battaglia e' in corso, qualcuno riesce a parlare loro prima della puntura fatale, altri scompaiono soli e coscienti. Alcuni anche a casa, non cercano nessuno, si lasciano morire.

I preti delle parrocchie sono antenne che ricevono i racconti piu' strazianti, non so come resistono.

Ci sono dei fatti da documentare. Ci potrebbero essere responsabilità organizzative. Ci potrebbe ...

Certo, si puo' fare una causa per ogni cosa.

Si puo' condannare chiunque interpretando una legge, per questo esistono tre gradi di giudizio.

Ma tutti devono fare il proprio lavoro bene. Gli ordini controllando gli avvocati, i medici denunciando le carenze organizzative, gli organizzatori segnalando che agli annunci segue il disinteresse ai fatti.

Ora tutti documentino quello che vedono.

Ma domani si giudichi ricordando il contesto. Sara' difficile, ma solo persone dotate di profondi valori umani dovranno capire l'arte della prudenza. Perche' ogni eccesso sara' sanzionato, ma le vie di mezzo, quelle che sono la stragrande maggioranza, sono spiegate e giustificate da una parola e un aggettivo: pandemia rapidissima.

Che fossimo impreparati e' ovvio. Ma non e' con una causa che si riscrive la storia, e non sara' necessario se si riuscira' a riorganizzare spontaneamente le strutture per le prossime occasioni.

Ma chi volesse cercare risarcimento danni, consideri come e' cambiato l'assegno divorzile a seguito della crisi economica, e scoprira' che l'interpretazione cambiera' domani come allora.


Condividi su Facebook

04.04.2020 Valentino Spataro

Segui le novità di Civile.it via Telegram oppure via email: (gratis Info privacy)

Tags:





Responsabilità sanitari - Indice:
1. Roma: seminario sulla responsabilità sanitaria


Store:

    





"Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa di nuovo" - Albert Einstein




innovare l'informatica e il diritto