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Religione

Abstract: Dalla sentenza: "Da questo punto di vista l'insulto alla religione della ricorrente da parte dei suoi collaboratori musulmani non stato minore blasfemo." fonte: Spataro
Fonte: Spataro - Da: Spataro - 2018-11-02 - pag. 94308 print in pdf print on web

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Tanta forza.

Straordinaria.

Ecco il testo (si raccomanda la lettura in originale inglese, anche nel pdf allegato)

NOTA: Traduzione automatica. Possono esserci errori.

23. Le dichiarazioni di Muhammad Idrees (CW1) e di Muhammad Idrees (CW1) e Muhammad Amin Bukhari, SP (Investigation) (PW6) davanti al tribunale di processo ha rivelato che la presunta bestemmia era stata commessa dalla Appellante cristiana dopo che i suoi colleghi musulmani avevano insultato la religione della ricorrente e che aveva leso la sua sensibilità religiosa solo perché credeva ed era una seguace di Gesù Cristo.

Secondo la fede del Sacro Corano musulmano non è completa finché egli non crede in tutte le Santi Profeti e Messaggeri di Allah onnipotente, compreso Gesù Cristo (Isa figlio di Maryam) (Pace sia su di Lui) e tutti i Libri Santi rivelati di Allah onnipotente, compresa la Sacra Bibbia.

Da questo punto di vista l'insulto alla religione della ricorrente da parte dei suoi collaboratori musulmani non è stato minore blasfemo.

Allah onnipotente, il Creatore degli uomini, sapeva come un l'essere umano la cui religione e sensibilità religiosa sono insultate è suscettibili di scattare e replicare ed è per questo motivo che è stato ordinato nel Santo Corano che

"E non insultare coloro che invocano all'infuori di Allah, per non insultare Allah in inimicizia senza saperlo.

Così abbiamo reso piacevole ad ogni persona comunità le loro azioni.

Allora al loro Signore è il loro ritorno, ed Egli lo farà informarli di quello che facevano".
(Surah Al-An'am: versetto 108)

I collaboratori musulmani della ricorrente avevano violato il comando di Allah onnipotente insultando la Divinità in cui si credeva e la religione seguita dal ricorrente.

Tradotto con DeepL 

Originale:

23. The statements made by Muhammad Idrees (CW1) and Muhammad Amin Bukhari, SP (Investigation) (PW6) before the trial court revealed that the alleged blasphemy had been committed by the Christian appellant after her Muslim co-workers had insulted the appellant’s religion and had injured her religious sensibilities only because she believed in and was a follower of Jesus Christ. According to the Holy Qur’an a Muslim’s faith is not complete till he believes in all the Holy Prophets and Messengers of Almighty Allah including Jesus Christ (Isa son of Maryam) (Peace Be Upon Him) and all the revealed Holy Books of Almighty Allah including the Holy Bible. From that perspective insulting the appellant’s religion by her Muslim co-workers was no less blasphemous.

Almighty Allah, the Creator of mankind, knew how a human being whose religion and religious sensibilities are insulted is likely to snap and retort and that is why it was ordained in the Holy Qur’an that “And do not insult those they invoke other than Allah, lest they insult Allah in enmity without knowledge.

Thus We have made pleasing to every community their deeds. Then to their Lord is their return, and He will inform them about what they used to do.” (Surah Al-An’am: verse 108) The Muslim co-workers of the appellant had violated the command of Almighty Allah by insulting the Deity believed in and the religion followed by the appellant and, even if the prosecution’s allegations against the appellant were to be accepted as correct, the stated reaction to the same by the appellant was not different from that warned about by Almighty Allah.

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