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Immigrazione

A Riace e Cerveteri un modello messo in discussione

Non si giudica qualcosa senza i documenti e senza sapere. Quindi resta l'apprensione. "favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti"
04.10.2018 - pag. 94259 print in pdf print on web

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Da Avvenire e' iniziata la copertura mediatica di un sindaco apprezzato per il modello di intergrazione degli immigrati.

Dal ministero plaudono gli arresti domiciliari e l'obbligo di soggiorno fuori dal Comune della compagna del sindaco di Riace.

^ Il reato contestato: "favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti"

Dalla procura dicono che hanno ravvisato un reato quindi hanno l'obbligo di procedere.

Dall'Onu sottolineano la preoccupazione perche' il modello di Riace funziona.

Il sindaco di Cerveteri si autodenuncia.

Chi lavora nelle cooperativa si trova tra gli indagati.

Troppo facile commentare ora sparando idiozie.

^ Se c'e' un reato, si procede, ovvio.  Ma non e' di questo che ci si preoccupa. 

E il comunicato dell'UNHCR e' una affermazione notevolissima. Che richiede tempi adeguati.

Il comunicato:

UNHCR: ^ apprensione per l’arresto del Sindaco di Riace Mimmo Lucano
Pubblicato il 03 ottobre 2018 alle 9:18

L’UNHCR segue quanto sta accadendo a Riace con grande ^ apprensione perché il sindaco Domenico Lucano, arrestato ieri con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina,^ è diventato un po’ il simbolo dell’Italia che accoglie.

Ci auguriamo che ^ sia fatta piena luce sui fatti a lui attribuiti, e nel frattempo esprimiamo preoccupazione e rammarico per la condizione di coloro che, migranti e rifugiati, temono ora di aver perso una guida che in questi anni li ha costantemente supportati.

Nella Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza, istituita per ricordare la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e^ l’importanza dei valori di umanità e solidarietà nel rispondere alle esigenze di coloro che fuggono da guerre e persecuzione, ricordiamo con forza che l’accoglienza richiede dialogo e condivisione, anziché scontro e avversione.


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