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Scuola

Un esempio di obblighi unilaterali la' dove la cooperazione e' ugualmente necessaria

Hanno ragione gli insegnanti o i genitori ?
07.11.2017 - pag. 93909 print in pdf print on web

L

La notizia del giorno e' un pentalogo di una scuola portoghese:

Cari genitori,

  • Vorremmo ricordarvi che parole magiche come ciao, prego, per favore, scusa e grazie devono essere apprese a casa.

  • Allo stesso modo, è a casa che i bambini devono imparare ad essere onesti, puntuali, diligenti, amichevoli e rispettosi verso il prossimo.

  • È a casa che imparano ad essere puliti, a non parlare con la bocca piena e a disporre dei rifiuti.

  • È a casa che imparano a essere ordinati, a prendersi cura delle proprie cose e a non toccare quelle degli altri.

  • A scuola, d’altra parte, si insegnano le lingue, la matematica, la storia, la geografia, la fisica, le scienze e l’educazione fisica. Noi rinforziamo l’educazione che i bambini ricevono a casa dai propri genitori.

Come non essere d'accordo.

Quante volte abbiamo visto famiglie o persone che non sanno fare il minimo indicato in questo pentalogo ?

Poi sul facebook trovo anche questo, seegnalato da Egle Bortoluzzi che non conosco:

  • Cari maestri, vorremmo ricordarvi che parole magiche come bravo, complimenti, ti stimo, hai fatto un buon lavoro, continua ad impegnarti come stai facendo devono essere apprese a scuola.

  • Allo stesso modo, è a scuola che i bambini devono ritrovare i valori di onestà, rispetto, sincerità, fiducia, attenzione, amorevole cura che hanno scoperto tra le mura domestiche.

  • È a scuola che imparano a scrivere, leggere, fare di conto, ma solo se troveranno un ambiente rassicurante e stimolante riusciranno a gettare solide fondamenta su cui costruire un futuro fatto di passione per lo studio e per la vita, e cieca fiducia in sé stessi, fiducia che sta anche a Voi maestri rinforzare giorno dopo giorno.

A questo punto una mente aperte deve capire piu' di quello che i due testi rappresentano se singolarmente presi.

Che e' inutile ricordare "io faccio il mio dovere, tu fai il tuo".

Perche' onesta' intellettuale sa che entrambi (i "tu devi", e gli "io devo") possono sbagliare.

Il problema e' quando uno solo vuole giudicare l'altro senza giudicarsi.

Allora entrambi i testi potrebbero diventare persino offensivi.

Forse e' la volta buona che in molti si stanno accorgendo che le lenzioncine (dei giornali, dei politici, degli esperti, delle aziende, di genitori o di maestri) non portano da nessuna parte.

E sono invece i fatti ad essere giudicati. Senza pregiudizi pero'.

07.11.2017

Spataro

Spataro

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