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"noi non possiamo fare niente da soli, ma possiamo pensare e il pensiero cambia il mondo" - Matteo Nassigh tetraplegico

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Eutanasia

Abstract: Ecco il testo fonte: Avvenire.it
Fonte: Avvenire.it - Da: Spataro - 2017-02-27 - pag. 93632 print in pdf print on web


C

C'e' una battaglia culturale da vincere. Un tabu'.

Ricordo da piccolo tanti film dove i buoni, l'esercito americano, uccideva tanti falsi indiani che ingannavano e uccidevano donne e bambini bianchi. Erano in pellerossa.

Poi se il loro cavallo veniva ferito, gli sparavano per risparmiargli altre sofferenze.

La stessa cosa che si fa oggi con tanti animali malati o gravi problemi di deambulazione.

Poi da grande ho scoperto che i cattivi erano i visi pallidi (leggete: Alce Nero parla) e che gli animali di compagnia possono avere dei carrellini con i quali imparano a spostarsi anche se hanno due zampe su 4 bloccate, e li usano grati.

Magari sono meno grati quando il padrone va in giro e parla con il cellullare invece di portarli a spasso, di lasciarli correre, di lasciarli sviluppare.

La Costituzione nostra e' particolare. Ha gia' detto che le cure mediche non possono essere obbligatorie.

Su questo non ci piove. Voglio morire di polmonite ? Al pronto soccorso, se incosciente, mi devono salvare.  Altrimenti non possono curarmi. Tema che rileva per quelle religioni che vietano le trasfusioni, l'abbiamo gia' visto, e' tutto scritto.

La medicina parla anche di accanimento terapeutico e di medicine palleative del dolore.

La religione parla di valorizzare la sofferenza e il dolore, ma vieta di violare la liberta' degli altri e soprattutto di fare male agli altri.

La religione vieta il suicidio ? Anche il codice penale.

Forse dovremmo parlare di suicidio invece che di eutanasia.

E' suicidio quello del moribondo (o malato terminale) ? No. C'e' la medicina palleativa.

E' suicidio quello del sofferente incurabile ? Non saprei. Ma se lui rifiuta le cure, ha diritto tuttavia ad essere sedato. Aiutato a morire non saprei, emotivamente mi viene da dire che e' diverso non venire curati dall'aiutare a morire. E qui mi fermo.

La distinzione tra suicidio e morte naturale sta tutto nell'intervento umano, nella nostra liberta' di fare o di non fare.

Abbiamo un dovere di vivere ? Se lo abbiamo allora ogni medico dovra' fare di tutto per farci vivere anche contro la nostra volonta'.

Se non abbiamo un dovere di vivere, abbiamo un dovere di vivere non significa che abbiamo un diritto di morire.

Significa che abbiamo un diritto di non curarci, ma anche ad avere una assistenza.

Ed e' tutto qui il punto. Se il singolo hai il diritto innegabile di decidere quando non curarsi piu', e questo bisogna ripeterlo ad alta voce, e' chiaro ?, dall'altra parte lo Stato, la famiglia, gli amici, i colleghi dovrebbero fare di tutto per stare insieme a chi ha bisogno di aiuto.

Non perche' e' un dovero. Ma perche' tutti abbiamo bisogno di aiuto. Chi piu', chi meno.

Se manca il sostegno dei vicini, me ne frego dei diritti e dei doveri. Penso solo: io ho fatto tutto il possibile ? Ho aiutato gli altri a fare tutto il possibile ? Ci sono cose che nemmeno un amico, da solo, puo' fare.

Ma uno Stato che non affronta il problema di come iutare tanti malati diversi, incurabili, ma non in pericolo di morte, solo che chiedono una condizione migliore, questo e' ancora tutto da organizzare. Facile rispondere con l'eutanasia. A me sembra l'ultimo di una montagna di fallimenti intermedi.

Prima di tutto, oggi non c'e' tempo per aiutare uno che soffre cosi' tanto.

Ah. E allora meglio l'eutanasia o ritornare ad avere cittadini piu' umani ?

Poi c'e' Matteo. Il suo mestiere, nella vita, e' pensare. A tutto il resto pensano tutti. Lui e' un eroe. Usiamolo allora. Impariamo da lui a fare lo stesso.

Ecco cosa dice Marco su Avvenire.it, parlando del perche' le persone vanno ad aiutarlo:

"È una sorta di simbiosi, «loro mi spiegano le lezioni e io li aiuto a stare meglio». In che senso? «Escono di qui carichi, perché vedendo me capiscono che nella vita ci sono cose più importanti dei loro casi quotidiani... Portano piccoli problemi ed escono con grandi soluzioni»."

Allora invece di dare diritti e doveri, vogliamo iniziare a parlare di valorizzare le relazioni costruttive ?

In Svizzera (ATTENZIONE E' SOLO UNO STUDIO):

https://www.ejpd.admin.ch/dam/data/bj/gesellschaft/gesetzgebung/archiv/sterbehilfe/entw-i.pdf

Art. 115
1 Chiunque per motivi egoistici istiga qualcuno al suicidio o gli presta
aiuto è punito, se il suicidio è stato consumato o tentato, con una pena
detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.


2 Chiunque nell’ambito di un’organizzazione di aiuto al suicidio presta
ad qualcuno aiuto al suicidio (assistente al suicidio), è punito, se il
suicidio è stato consumato o tentato, con una pena detentiva sino a
cinque anni o con una pena pecuniaria, a meno che non siano
adempiute le seguenti condizioni:


a. la persona che desidera morire prende ed esprime liberamente
la decisione di suicidarsi; la decisione è ben ponderata e
costante;


b. un medico indipendente dall’organizzazione di aiuto al suicidio
certifica che la persona che desidera morire è in grado di
intendere e volere in relazione al suo intento suicida;


c. un altro medico indipendente dall’organizzazione di aiuto al
suicidio certifica che la persona che desidera morire soffre di
una malattia incurabile con prognosi di morte imminente;


d. insieme alla persona che desidera morire vengono vagliate e, se
da lei auspicato, organizzate e attuate possibili alternative al
suicidio;

Si leggano:

Ribadisco: si parla di diritto, ma non di strumenti per aiutare.

Non c'e' solo bianco o nero.

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Eutanasia - Indice: 1. L'eutanasia in pratica 2. Cure: rifiuto o palliative, non eutanasia 3. Eutanasia, cure palliative, norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. 4. Il diritto alla vita 5. Trapianti di organi da eutanasia 6. Testamento biologico: la decisione al medico, il malato solo se puo' esprimersi 7. Il testamento biologico 8. Eutanasia: quando il solo vegetare pone problemi 9. Testamento biologico: il testo approvato in prima lettura. L'ultima parola ai medici, non a chi incaricato 10. Testamento biologico: dossier europeo - Torna alle guide

    






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