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Avvocati

Lecita l'Amica Card per il Tar del Lazio. Ora potrebbe partire una class action.

Lascio al lettore informarsi sulla riquantifazione dell'enorme sanzione amministrativa. In sede civile l'azienda annuncia che non si limitera' a chiedere un milione di euro di danni che ha ben documentati. Ma anche gli avvocati potrebbero intentare una class action.
29.07.2015 - pag. 91633 print in pdf print on web

Q

Qualche giorno fa se ne e' parlato.

Dalla sentenza:

Il Collegio condivide poi la natura anticoncorrenziale del parere.


Non puo' infatti individuarsi, contrariamente a quanto afferma il ricorrente, in Amica Card un intermediatore che procura un incontro tra il soggetto che cerca una prestazione professionale e il professionista che offre tale servizio. Amica Card mette infatti solo a disposizione dell’avvocato, in cambio di un corrispettivo in denaro, uno spazio on line nel quale questi puo' presentare l’attivita' professionale svolta e proporre uno sconto all’utente che decida di utilizzare i suoi servigi.


Come correttamente ha chiarito l’Autorita' nel provvedimento impugnato (par. 135) il ruolo svolto da Amica Card non e' molto diverso da quello di chi affitta uno spazio di un giornale, consentendo al professionista di pubblicizzare l’attivita' svolta.


L’analitica illustrazione delle modalita' di funzionamento del servizio Amica Card (parr. 71 ss.), compiuta da Nethuns s.r.l., titolare del circuito Amica Card, porta alla reiezione anche degli ulteriori profili di doglianza dedotti. Una volta che il soggetto, che necessita della prestazione di un avvocato, ha individuato il professionista al quale rivolgersi, eventualmente anche in relazione allo sconto che questo offre, chiede autonomamente a questi un appuntamento e solo dopo aver parlato de visu con l’avvocato prescelto decidera' se rilasciargli il mandato.


La piattaforma Amica Card, dunque, altro non e' che un lecito strumento con il quale gli avvocati possono farsi pubblicita' cercando di creare un primo contatto con il potenziale cliente, fermo restando che per l’eventuale conferimento del mandato (non essendo il primo approccio per nulla vincolante) si seguiranno le vie ordinarie: non si stipulera' quindi un contratto a distanza ma ci si procurera' un incontro con il professionista per verificare se sussistono le condizioni per conferirgli il mandato.


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