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Famiglia

Commento: Divorzio in sei mesi o matrimonio diverso ?

Quale il senso del matrimonio ?
23.04.2015 - pag. 91493 print in pdf print on web

I

Il matrimonio concordatario arrivo' dopo anni di cerimonie separate (patti lateranensi, 1929). Prima ci si sposava in Comune, cosa che e' rimasta con altro nome, per burocrazia, poi in Chiesa.

Oggi giurisprudenza, Europa, Stato, giornali vogliono equiparare il senso della famiglia per i cattolici al senso della famiglia per i laici.

Siamo in pieno scontro, non c'e' possibilita' di conciliazione.

Il marito che diventa donna vuole restare sposato: la Corte Costituzionale ha confermato che il matrimonio non si scioglie automaticamente.

La teoria del gender, che non capisco per mia incapacita' non scusabile, vede due persone che vogliono stare insieme, progettare una vita comune, ereditare, dividere il patrimonio, come cose normali che non possono avere se non con il matrimonio civile.

Tanto che oggi si distingue tra coppie di fatto etero e matrimonio gay. 

Quello che la Chiesa sta confendendo e' il senso del matrimonio per i laici da quello per i cattolici. Ora i laici vogliono qualcosa di diverso, ma vogliono che sia uguale a quello concordatario.

Per i cattolici e' una promessa di affidamento totale all'altro, reciproca, per vivere una intera vita insieme, e generare figli che hanno bisogno di potersi affidare e fidare dei genitori per tutta la loro vita.

Non a caso la paternita' e la maternita' non e' discussa. E' per sempre, ma perche' biologica.

Non si vuole invece accettare che biologicamente il concepito sia un essere umano. Lo diventerebbe piu' tardi. 

Sono concezioni lontane.

Se poi invece di dire cattolici, dicessimo cattolici, accetteremmo che alcuni riti ortodossi consentono la separazione.

La Chiesa non potra' che prendere atto che lo Stato laico vuole creare un matrimonio uguale a quello religioso, ma senza la stessa visione o prospettiva del futuro. E dovra' prendere distanza da chi non vuole quelle religioso, lasciando sempre spazio alla misericordia, naturalmente.

Ma cosa significa "matrimonio religioso" ? Per troppo tempo e' stato considerato un passaggio necessario, ovvio, poco capito. 

Questo e' il punto.

Come poter parlare di un progetto per tutta la vita, di fiducia totale dell'uno per l'altro, di pazienza, di sopportazione, di amore e di perdono, di dialogo, quando tutta la vita di una coppia e' immersa in un mondo laico, dove questi valori ormai vengono visti semplicemente come "finche' posso ?".

E' nella visione cattolica di Gesu' che ci prova fino alla propria morte vincendola, lo scontro con chi invece pensa: "finche' dura".

La differenza non e' negli aspetti sessuali, successori, nella paternita', adottiva o meno. Nemmeno nel modulo a scuola. La differenza e' nel quanto il contratto matrimoniale resta un contratto o una promessa d'amore per sempre. Contro ogni possibilita' di farcela da soli, senza aiuto di Dio e degli amici e dei parenti.

Saremo mica tutti chiamati ad essere eroi ad oltranza ?

"Solo chi vuole", dira' qualcuno.

Appunto. Questo matrimonio civile non ha piu' lo stesso senso di quello cattolico.

Forse non solo perche' non sappiamo piu' parlare di matrimonio, per il quale si combatte silenziosamente, soffrendo, giorno per giorno. Forse anche perche' qualcuno, proprio, non gliene frega niente di sposarsi per la vita, ma solo perche' cosi' fan tutti.

E perche' il diritto non ha offerto una soluzione chiara di successioni e diritti in una realta' cambiata.

Basta smetterla di usare i canoni usati fino ad oggi. Ricominciamo dai fatti, dai motivi che ci portano veramente a cercare qualcun altro. Poi giudicheremo, se proprio ne avremo voglia. Ma manca, anche in letteratura, uno studio che descriva l'oggi per quello che e', oltre le mille menzogne che ci raccontiamo e ci raccontano.

Vogliamo salvare il matrimonio concordatario ? Forse e' ancora possibile. Ma solo se prendiamo atto del cambiamento.

23.04.2015

Spataro

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