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Quirinale

La testimonianza di Giorgio Napolitano

La trascrizione
07.11.2014 - pag. 90827 print in pdf print on web

D

Da Quirinale.it:

"Ecco la trascrizione della udienza dedicata alla testimonianza resa dal Presidente Napolitano al Quirinale, il 28 ottobre scorso nella Sala del Bronzino, davanti alla II Sezione della Corte d'Assise di Palermo e resa nota oggi.

La trascrizione della registrazione audio dell'udienza è stata eseguita a cura della II Sezione della Corte d'Assise di Palermo.

Roma, 31 ottobre 2014"

 

....

 

P.M.:  -  Buongiorno  signor  Presidente,  sono  Leonardo  Agueci  e
esercito  attualmente  le  funzioni  di  Procuratore  della
Repubblica  di  Palermo.  La  mia  partecipazione  a  questa
udienza  costituisce  anzitutto  una  manifestazione  di
riguardo  verso  la  sua  persona,  il  riconoscimento
dell'elevata  funzione  istituzionale  che  lei  esercita
quale  rappresentante  dell'Unità  Nazionale,  così  come
recita  l'articolo  87  della  Costituzione  e  come  ci
ricorda anche in modo eloquente il luogo in cui oggi ci
troviamo.  La  mia  presenza  è  però  rivolta  anche  a
conferire  piena  rappresentanza,  in  questa  occasione,
all'Ufficio  del  Pubblico  Ministero,  che  è  una
istituzione  dello  Stato  a  sua  volta  deputata  a  dare
attuazione  alla  potestà  punitiva  dello  Stato  mediante
l'esercizio  obbligatorio  dell'azione  penale,  come
dispone  l'articolo  112  della  nostra  Carta
Costituzionale, e ciò nel momento in  cui  questo Ufficio
procede ad un atto di indubbia e straordinaria rilevanza
pubblica,  come  è  la  raccolta  della  testimonianza  del
Capo  dello  Stato.  Testimonianza  che  si  è  ritenuta
necessaria  per  l'accertamento  dei  fatti  rilevanti  in
questo  procedimento  e  che  per  questa  ragione  questo
Ufficio  ha  chiesto  e  ottenuto  dalla  Corte
l'autorizzazione  alla  sua  assunzione.  Vi  è  quindi  piena
consapevolezza  da  parte  di  questa  Procura  per  la
delicatezza  istituzionale  dell'atto  che  andiamo  a
svolgere, che peraltro è previsto dalla Legge del Codice
di  Procedura  Penale,  all'articolo  205,  che  ne  regola
anche  le  modalità.  Accompagnato  però  dal  massimo  e
deferente rispetto da parte nostra per le implicazioni e
le  prerogative  di  natura  costituzionale  che  lo
accompagna,  oltre  che  ancora  e  soprattutto  per  la  sua
persona,  ma  accanto  a  ciò  è  ancora  più  forte  da  parte
nostra  l'aspirazione  all'accertamento  della  verità  per
le  vicende  indubbiamente  molto  gravi  che  costituiscono
materia di questo processo e a cui siamo certi che ella
non vorrà far mancare il proprio rilevante contributo.


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