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Corte dei conti

La Corte Dei Conti su Expo e la P.A.

La corruzione ? I meccanismi sono chiari, tutti devono vigilare, perche' e' troppo diffusa.
27.06.2014 - pag. 90126 print in pdf print on web

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Dalla relazione della Corte dei Conti, Requisitoria orale del Procuratore generale Salvatore Nottola, cit:

È inevitabile a questo punto parlare della corruzione e non solo perche' e' un argomento che negli ultimi tempi e' tornato clamorosamente agli onori della cronaca ma perche' e' uno dei fattori che condizionano gravemente l’economia del Paese, al pari dell’evasione fiscale, dell’economia sommersa e della 14 criminalita' organizzata: fra l’altro, e' singolare come questi quattro fenomeni siano collegati e a volte s’intreccino.

La gravita' del fenomeno – sul quale azzardare delle cifre sarebbe impossibile ed inutile ma che sicuramente condiziona pesantemente lo sviluppo dell’economia anche per l’effetto deterrente che ha sugli investimenti ed in particolare su quelli delle imprese straniere – richiede una seria riflessione sui contesti che lo favoriscono e sulla sufficienza ed efficacia dei rimedi che solitamente vengono apprestati. Impone anche una chiara denuncia delle cause.

Dalla riflessione risultera' che la corruzione puo' attecchire dovunque: nessun organismo e nessuna Istituzione possono ritenersene indenni o al riparo e quindi esenti da obblighi di vigilanza. Inoltre nessuna Istituzione che abbia competenze pubbliche puo' ritenersi scevra da responsabilita' di fronte al suo dilagare.

Per un efficace contrasto alla corruzione si deve considerare che i contesti in cui essa ha occasione di svilupparsi sono i piu' vari, non si limitano al mondo degli appalti ne' all’aspetto della illecita dazione di danaro o di benefici: essa trova facile terreno nell’evasione fiscale e nell’economia sommersa ed e' un mezzo congeniale agli ambienti criminali.

Insomma, il suo terreno di coltura e' la illegalita' in tutte le sue forme.

Un efficace contrasto alla corruzione richiede l’individuazione di tutti i casi che possono derivare dalla corruzione o accompagnarla o esserne occasione: ad esempio, nomine pubbliche al di fuori delle regole, incarichi fiduciari, consulenze illecite o superflue.

Va posta attenzione alle situazioni che favoriscono o celano accordi illeciti: ritardi nelle opere pubbliche che giustificano poi il ricorso a leggi eccezionali, perizie di variante in corso d’opera di dubbia utilita' che possono celare dazioni illecite, opacita' dell’Amministrazione ed eccesso di oneri burocratici.

A tal proposito, si sostiene che la corruzione e' agevolata dall’eccesso di leggi, che causa la moltiplicazione delle competenze e delle responsabilita' ed aumenta l’opacita' dell’azione amministrativa. L’osservazione e' giusta, le norme vanno semplificate e i centri decisionali ridotti all’essenziale ma 16 cio' non deve giustificare la soppressione di regole e controlli; invece questi vengono via via smantellati, in base alla motivazione della somma urgenza ovvero dell’emergenza, che giustificano deroghe ai codici degli appalti e ai principi della concorrenza, nonche' abolizione di controlli preventivi e di gestione, anche attraverso il sistema di estendere ai c.d. Grandi Eventi la normativa speciale dettata per la protezione civile. Un esempio e' proprio l’Expo-Milano 2015;

Emblematico e' il caso dell’Expo-Milano 2015 che e' stato oggetto di numerose disposizione derogatorie: ai sensi della legge 6 aprile 2007, n. 46 l’Ente Comitato di candidatura e' stato autorizzato a derogare alle disposizioni di cui alla parte II, titolo II, del Codice dei contratti pubblici; con successive ordinanze del P.C.M. n. 3623 del 18 ottobre 2007, n. 3900 del 5 ottobre 2010 e n. 3901 dell’11 ottobre 2010 sono state autorizzate deroghe a numerose disposizioni normative e soppressi controlli preventivi e di gestione.

Un altro esempio: i provvedimenti commissariali di protezione civile erano stati assoggettati a controllo preventivo della Corte dei conti con d.l. n. 225 del 2010 ma successivamente il controllo fu soppresso (art. 10, comma 4-bis del d.l. n. 93 del 2013, conv. in legge n. 119 del 2013). La ragione addotta fu che gli interventi d’urgenza venivano ritardati dall’attesa della risposta della Corte dei conti ma questa motivazione non aveva ragione d’essere perche' il termine per il controllo era complessivamente contenuto in 7 giorni ed era altresi' prevista la possibilita' per l’Amministrazione di dichiarare i provvedimenti provvisoriamente efficaci.

Per l’appunto in merito all’Expo ^ la Corte dei conti gia' da tempo aveva lanciato l’allarme sui rischi insiti nella sua gestione (relazione della Sezione di controllo sugli enti sulla gestione finanziaria per gli esercizi 2011 e 2012) ma non risulta che se ne sia presa coscienza


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