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"Nell'esercizio anche del piu' umile dei mestieri lo stile e' un fatto decisivo."\ - Heinrich Boll


Riforme

La corruzione e l'abrogazione delle leggi

Usque tandem ?
16.06.2014 - pag. 90028 print in pdf print on web

D

Da anni sostengo che per riformare l'Italia non c'e' bisogno di nuove leggi, ma di abrogare quelle esistenti.

Qualcuno comincia ad accorgersene e su qualche giornale si comincia a pensare che l'annuncio di leggi incostituzionali, senza coperture, gia' vietate, mai convertite come annunciate, non serva piu'.

Si devono semplicemente togliere le leggi.

La novita' viene dal discorso di Papa Francesco.

Si parla di corruzione, il reato piu' facile per chi ha un qualunque potere, in ogni settore.

A questo punto 2+2=4

La corruzione si fonda su leggi complesse, difficili da capire, che attribuiscono a qualcuno un potere per capirle meglio degli altri.

Per questo il diritto e' di tutti, e deve restare di tutti. Deve essere chiaro, perche' nella confusione si realizza l'impunita'.

E deve essere chiaro per poterlo migliorare facilmente.

In breve:

  • abrogando le leggi
  • si toglie il potere
  • diminuisce la corruzione

Con nuove leggi, l'opposto.

Di altro, non abbiamo bisogno. Visto che l'attuale classe politica non sa ridurre il debito pubblico che trotta senza controllo oltre i 2150 miliardi di euro.

E tutti, disinteressati, come non fossero soldi nostri.


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16.06.2014 Spataro

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