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Cultura

Da Esopo al Giusti, passando da Fedro: le fiabe dei nostri giorni

Un podcast nuovissimo per inaugurare il 2014
09.01.2014 - pag. 89085 print in pdf print on web

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C

Che dire ai miei lettori ?

Ne parlano tutti di democrazia, anarchia e dittatura. Ma non siamo i primi.

Esopo parlo' agli ateniesi di Pisistrato, il tiranno.

Fedro riprese il tema e Giusti piu' avanti, con il suo caratteristico stile.

Ah gia', non l'ho detto.

Questo non e' un post da leggere, ma ad ascoltare.

Buon podcast !

Nel frattempo, da Wikipedia, Pisistrato:

...

L'investitura popolare e il primo esilio

Per ottenere l'appoggio popolare, Pisistrato ricorse a uno stratagemma: si procurò delle ferite per mostrarle in pubblico quale prova di un'aggressione subita da parte dei propri rivali. Il popolo decretò per lui l'istituzione di una guardia del corpo di 300 mercenari con la quale Pisistrato occupò l'Acropoli, senza resistenza da parte degli opliti, nel 561/560 a.C., ottenendo il potere assoluto.[5] La presa del potere provocò una compattazione del fronte dell'opposizione: un'alleanza tra Licurgo e Megacle sortisce l'effetto di costringerlo all'esilio.[6]

...

L'ultimo governo tirannico di Pisistrato

Durante il suo dominio i cittadini furono certamente privati di molte libertà civili e morali, tra le quali quella di potere entrare in città (creando però i giudici nei vari demi), ma nonostante ciò il giudizio degli antichi su Pisistrato non è molto severo, poiché essi lo ritenevano un tiranno dotato di grande abilità e lungimiranza, vista anche la sua moderazione a differenza delle tirannidi contemporanee, come anche la riappacificazione con la famiglia degli Alcmeonidi e l'insediamento dei Filaidi nel Chersoneso tracico.[11]

Adottò una riforma territoriale a scopi fiscali e militari, che suddivideva il territorio ateniese in 48 naucrarie, 12 per ciascuna delle 4 tribù gentilizie, le quali tra l'altro dovevano fornire i mezzi necessari alla costruzione e al mantenimento di una nave allo stato, tramite ad una tassazione del 5% delle entrate dell'associazione.[12] Sotto il suo ultimo periodo di tirannide iniziò la prima coniazione di monete ad Atene, che erano in argento.[13]

All'estero fu promotore di una politica espansionistica, affermando il dominio di Atene sulle isole dell'Egeo e sull'Ellesponto, mentre all'interno della penisola greca coltivò buone relazioni coi Tessali e Corinto, senza incrinare quelle con gli Argivi e i Beoti.[14]

A lui sono attribuite diverse riforme e miglioramenti: incentivò infatti la piccola proprietà terriera a discapito dei latifondi, incrementò il commercio, favorendo così la crescita della classe mercantile, e favorì i ceti meno abbienti con l'esecuzione di un vasto piano di opere pubbliche, come la costruzione del tempio di Atena nell'acropoli.[15] Inoltre, il suo governo segnò una tappa notevole nella storia edilizia della città e nello sviluppo dell'arte greca. Infatti è da ricordare la trascrizione su papiro dell'Iliade e dell'Odissea, per cui probabilmente è grazie al tiranno ateniese che i due poemi sono giunti fino a noi. Inoltre vennero istituite nuove feste religiose: le Dionisie, in onore del dio Dioniso, e le Panatenee.

La successione tirannica

Pisistrato morì il 528/527 a.C. trasmettendo il potere al figlio Ippia accompagnato dal fratello Ipparco.[16] Si inaugurava una dinastia tirannica che avrebbe segnato una nuova fase politica cui sarebbe toccato il ruolo di incubatrice per i fermenti che portarono poi alla svolta democratica.[17]

 

09.01.2014

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