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Processo civile

Disegno di legge delega al Governo su efficienza del prcoesso civile

...per l’efficienza del processo civile, la riduzione dell’arretrato, il riordino delle garanzie mobiliari, nonché altre disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata...
23.12.2013 - pag. 88978 print in pdf print on web

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. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, un disegno di legge delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile, la riduzione dell’arretrato, il riordino delle garanzie mobiliari, nonché altre disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata (collegato alla legge di stabilità 2014). La proposta normativa, che si articola in norme di delega ed in norme immediatamente precettive, ha ad oggetto misure di ordine processuale e sostanziale per il recupero dell’efficienza del processo di cognizione e di esecuzione, nonché misure finalizzate alla riforma della disciplina delle garanzie reali mobiliari, con l’obiettivo di agevolare le imprese nell’accesso al credito.

In particolare le norme di delega sono volte:

  • ad attribuire al giudice il potere di disporre, quando si tratta di causa semplice, il passaggio dal rito ordinario di cognizione al più snello rito sommario di cognizione;
  • ad attribuire al giudice il potere di decidere la lite di primo grado mediante dispositivo accompagnato dall’indicazione dei fatti e delle norme sulle quali si fonda la decisione, rimettendo alle parti la scelta se richiedere la motivazione estesa ai fini dell’impugnazione della sentenza, previo anticipato versamento di una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo; tale intervento consentirà di ridurre considerevolmente i tempi del processo, posto che la stesura della motivazione per esteso in tutte controversie è uno dei fattori che impedisce la ragionevole durata dei processi civili, tenuto conto che soltanto il 20% delle sentenze rese in primo grado sono impugnate e che circa il 77% di queste ultime sono confermate;
  • a consentire al giudice di appello che conferma il provvedimento di primo grado di rifarsi alla motivazione già esposta dal giudice del provvedimento impugnato;
  • a smaltire l’arretrato civile in appello prevedendo che in alcune materie non particolarmente complesse e delicate (sono ad es. esclude quelle che coinvolgono i diritti della persona) la controversia venga trattata e decisa dal giudice in composizione monocratica e non collegiale;
  • a prevedere che il giudice quando emette una sentenza di condanna all’adempimento di obblighi di fare fungibili (e non soltanto di obblighi di fare infungibile) possa imporre al debitore che non adempia il pagamento di una somma di denaro fino al momento dell’adempimento;
  • a prevedere che in particolari materie ad elevato tasso tecnico il processo venga preceduto dall’espletamento di una consulenza tecnica volta soprattutto alla quantificazione del danno lamentato;
  • a responsabilizzare e valorizzare l’attività dei difensori;
  • a consentire agli ufficiali giudiziari di ricercare i beni da pignorare con modalità telematiche interrogando banche dati, ivi compresa l’anagrafe tributaria;
  • riformare il sistema delle garanzie mobiliari, introducendo forme di garanzie senza spossessamento, al fine di agevolare l’accesso al credito delle PMI.

 

Con norme immediatamente precettive si incide sul processo di esecuzione forzata al fine precipuo di contenerne i tempi, eliminando inutili passaggi procedimentali. Il Consiglio ha approvato, su proposta dei Ministri per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, e dell’Interno, Angelino Alfano, un decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2011/51/UE che modifica la direttiva 2003/109 /CE per estenderne l’ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale. Con questa modifica si intende conseguire il duplice obiettivo di consentire il rilascio di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo anche ai beneficiari di protezione internazionale (rifugiati e titolari di protezione sussidiaria, che, ad oggi, ne sono esclusi), nonché di favorire l’integrazione del titolare di protezione internazionale, attribuendogli, alle medesime condizioni previste per gli altri cittadini stranieri, uno status ulteriore di soggiornante di lungo periodo che può essere mantenuto anche in caso di cessazione della protezione internazionale e che ne agevolerà la mobilità all’interno dell’Unione europea. Sul provvedimento sono stati acquisiti i pareri favorevoli delle Commissioni parlamentari competenti.

23.12.2013

Spataro

Governo
Link: http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/de

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