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Art. 31 Rifugiati che soggiornano irregolarmente nel paese ospitante

1. Gli Stati Contraenti non prenderanno sanzioni penali, a motivo della loro entrata o del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro liberta' erano minacciate...

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    Sciopero

    Oua ai GDP: giusto scioperare

    GIUDICI DI PACE IN SCIOPERO PER BEN 2 SETTIMANE
    DAL 25 NOVEMBRE AL 6 DICEMBRE
    27.11.2013 - pag. 88760 print in pdf print on web

    C

    COMUNICATO STAMPA
    L’OUA SOLIDALE CON I GIUDICI DI PACE: UNO SCIOPERO
    SACROSANTO!
    BASTA RINVII, SERVE UNA RIFORMA DEL SETTORE

    L’Organismo Unitario dell’Avvocatura è solidale con lo sciopero proclamato dall’Associazione nazionale giudici di pace e dall’Unione nazionale giudici di pace fino al prossimo 6 dicembre. Per Nicola Marino, presidente dell’Oua, «lo sciopero è sacrosanto.

    L’avvocatura è sempre stata al fianco della magistratura non togata ed ha avanzato, in molteplici occasioni, diverse proposte per cercare di trovare rimedi alla perenne condizione di precarietà che blocca quello che è diventato uno dei gangli nevralgici della giustizia italiana. È bene ricordare, in tal senso, come hanno giustam ente sottolineato gli stessi giudici di pace, che dal 1995 al 2011 questi hanno definito 23 milioni e 500 mila procedimenti civili e penali. Un’enormità, ma a fronte di questi numeri tutti i Governi hanno sempre eluso quelle urgenti riforme utili per moder nizzare il settore».

    «L’Oua – conclude Marino – è solidale con lo sciopero e comprende le ragioni alla base della protesta. È necessario e urgente puntare sulla qualità, sull’autonomia e indipendenza, ma anche sul riconoscimento delle tutele previdenzial i e assistenziali per i giudici di pace. Potenziare la magistratura laica è uno dei tasselli per una riforma complessiva della giustizia italiana, che , ribadiamo , passa anche per un potenziamento delle piante organiche dei giudici e che non è possibile avvia re a "costo zero", cioè senza gli adeguati investimenti».

    Roma, 26 novembre 2013

     

     

    E ora dai gdp:

     

    ASSOCIAZIONE NAZIONALE
    GIUDICI DI PACE
    Fondata nel 1994
    “La giustizia al servizio del cittadino”
    Via Teulada n. 40 - 00196 Roma

    COMUNICATO STAMPA

    GIUDICI DI PACE IN SCIOPERO PER BEN 2 SETTIMANE
    DAL 25 NOVEMBRE AL 6 DICEMBRE

    FORTE PROTESTA DEI MAGISTRATI DI PACE: INACCETTABILI PRECARIATO E CARENZA DI TUTELE PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI


    CONFERENZA STAMPA LUNEDI' 25 NOVEMBRE ALLE ORE 10:00
           PRESSO IL GIUDICE DI PACE DI ROMA, VIA TELUDA 40

    L’Astensione è stata deliberata dall’Associazione nazionale giudici di pace e dall’Unione nazionale giudici di pace per la durata massima prevista dal Codice di autoregolamentazione, un segnale molto forte per denunciare una condizione di precariato intollerabile e contrario alla Carta costituzionale, che vede i giudici di pace privi di alcuna tutela previdenziale, della maternità e della salute, e scarse garanzie di autonomia e indipendenza, pur essendo chiamati a svolgere delicatissime funzioni giurisdizionali.
    Lo sciopero determinerà il rinvio di circa 200.000 processi in tutta Italia. Eppure lo spirito autentico della protesta mira all’interesse del cittadino ad una giustizia efficiente.


    Da oltre un decennio i governi e le forze politiche, pur parlando di urgenza di una riforma, non sono stati in grado di proporre un progetto che garantisca l'attuazione dei principi inviolabili della Costituzione e delle raccomandazioni del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa (indipendenza ed imparzialità del giudice; tutela dei diritti fondamentali della persona), ricorrendo, al contrario, a proroghe annuali tanto mortificanti per la dignità stessa dei giudici quanto dannose per l’organizzazione del servizio.
    Denunciamo una ingiustificata volontà punitiva nei confronti della magistratura di pace, che pure è stata utilizzata moltissimo per sopperire alle gravi disfunzioni della macchina della giustizia. 
    Mentre, da una parte, si è fatto sempre più ricorso ai giudici di pace, al fine di evitare il tracollo della giustizia del nostro Paese, aumentando considerevolmente negli anni le competenze civili e attribuendo nuove competenze penali ed in materia di immigrazione, non si è inteso dare adeguata risposta alla richiesta dei giudici di pace di uno status conforme alla Costituzione che ne garantisse professionalità, autonomia e indipendenza della funzione, presupposto indefettibile per l'efficienza del servizio e l’effettiva tutela dei diritti di cittadini.
    E’ nota a tutti i cittadini la quantità e la qualità dell’attività dei giudici di pace.
    Dal 1995 al 2011 i giudici di pace hanno definito 23 milioni e 500 mila procedimenti civili e penali.
    Nel solo settore civile (cause di cognizione, decreti ingiuntivi ed opposizioni alle sanzioni) nel 2011 sono stati introdotti dinanzi al Giudice di Pace oltre un milione e 500 mila di nuovi procedimenti.
    I soli processi di cognizione iscritti nel 2011 negli uffici dei giudici di pace ammontano a 556.017, a fronte  dei 389.390 iscritti nei Tribunali
    Con l'introduzione del Giudici di Pace i processi di cognizione trattati dai Tribunali sono diminuiti del 45% dal 1994 ad oggi  (da 707.143 a 389.390)
    Circa 500 mila decreti emessi ogni anno per la definizione dei ricorsi per decreto ingiuntivo, essenziali per la sopravvivenza delle piccole e medie imprese, che così riscuotono crediti in tempi brevi.
    A fronte di un simile impegno, con carichi di lavoro, in ambito civile, superiori a quelli di Tribunale,
    - durata media dei processi dinanzi al Giudice di Pace inferiore all'anno (a fronte dei 5 anni di durata media dei processi in Tribunale),
    - costi oltre dieci volte inferiori (i giudici di pace gravano sul bilancio dello Stato per appena 80 milioni di Euro l'anno, a fronte dell'oltre 1 miliardo di euro destinato alla magistratura di carriera),
    i magistrati di pace chiedono che sia definitivamente cancellato il loro incostituzionale stato di precariato, mediante previsione della:
    1. Continuità del servizio, sino al raggiungimento dei limiti di età, mediante mandati quadriennali rinnovabili previa verifica, da parte del C.S.M., del possesso dei necessari requisiti di professionalità, deontologia ed imparzialità;
    2. Tutela previdenziale ed assistenziale, con riguardo ai i profili disciplinati e garantiti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo;
    3. Garanzie di indipendenza dei giudici e di autonomia degli uffici.
    Le ragioni dei giudici di pace verranno esposte compiutamente nel corso della conferenza stampa di lunedì 25 novembre, ore 10:00, presso l'Ufficio Giudice di Pace di Roma,Via Teulada 40.
    Roma, 23 ottobre 2013
    Il presidente
    Vincenzo Crasto

    27.11.2013

    Spataro

    OUA e ANGDP

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