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Embrioni

AIGOC: solo 9.567 dei 99.251 embrioni trasferiti in utero nascono.

Si producono decine di embrioni per averne anche uno solo vivo.
16.09.2013 - pag. 88179 print in pdf print on web

C

COMUNICATO STAMPA N.3/2013 del 30 Luglio 2013

La lettura dell’annuale relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (Legge 10 febbraio 2004, n. 40, articolo 15) – pur alternandosi i Ministri – è sempre difficoltosa e rattristante perché continua ad ignorare i protagonisti principali, o meglio le vittime di queste tecniche di riproduzione applicate all’uomo.

Dai dati riportati nella tabella, tratti dalla relazione ministeriale del 19 luglio 2013 e che si riferiscono all’anno 2011, risulta evidente che solo 9.567 dei 99.251 embrioni trasferiti in utero ha avuto la possibilità di vedere la luce del sole, mentre 89.684 embrioni, cioè il 90,4% degli embrioni trasferiti in utero, è stato sacrificato consapevolmente e volontariamente - perché previsto ed accettato - per poter ottenere la nascita dei 9.567 fratellini sopravvissuti! Questo numero diventa ancora maggiore ove si tenga conto che gli ovociti a fresco fecondati (zigoti) sono stati 154.404 (tab. 3.44) e non 118.049 (tab. 3.55), cui bisogna aggiungere gli 11.482 embrioni scongelati ed i 4.221 (tab. 3.55) embrioni formati da scongelamento di ovociti, che portano a 170.107 il numero dei concepiti prodotti ed a 141.652 il numero dei concepiti sacrificati – i cui diritti (anche quello alla vita?!?) l’articolo 1 comma 1 della legge 40 dichiara di assicurare - per far aver in braccio uno o più bambini a 8002 (14,94%) delle 53.552 coppie, che hanno fatto ricorso alla fecondazione in vitro nel 2011! Dei 9.657 bambini nati vivi (cfr. tab. 3.66) 38 sono morti entro il 28° giorno di vita, 113 presentavano malformazioni e più del 52% presentavano problemi legati al sottopeso o alla prematurità (prevalentemente gemelli).

Dalla relazione si evince molto chiaramente che anche nel 2011 è stato registrato un aumento del numero delle coppie che hanno fatto ricorso alla Fecondazione in Vitro, del numero degli embrioni prodotti, del numero degli embrioni trasferiti in utero; mentre per la prima volta si registra la diminuzione del numero dei nati vivi. Si è registrato, inoltre un ulteriore incremento del numero degli embrioni crioconservati: 18.798! Al notevole incremento degli embrioni crioconservati si associa il maggior ricorso fatto nel 2011 ai cicli iniziati con scongelamento di embrioni rispetto ai cicli iniziati con scongelamento di ovociti.

Anche nel 2011 si assiste ad un ulteriore incremento dell’età delle donne che accedono alle tecniche di PMA: aumenta infatti l’età media delle pazienti che passa dai 35,3 anni del 2005 ai 36,5 anni: il 30,5% delle donne che nel 2011 hanno fatto ricorso alla Fecondazione in Vitro ha 40 o più anni e l’8,6% più di 43 anni.  Se teniamo conto del fatto che ad una età superiore a 42 anni il rischio di sospensione del trattamento dopo stimolazione ovarica si aggira intorno al 17,9% (cfr. tab.3.39), che la possibilità di gravidanza per prelievi si aggira intorno al 7% (fivet) ed al 6,2% (icsi) e che il 55,2% delle gravidanze iniziate ha un esito negativo e non si conclude con la nascita di un bambino vivo non riusciamo a comprendere come mai il denaro pubblico in un momento di grave crisi economica continui ad essere sperperato per offrire tecniche così poco efficaci.

Ma la cosa che più ci preoccupa, ci rattrista e ci fa temere il peggio é che anche questa Ministro della Salute commenti i dati senza fare alcun cenno al notevole numero di embrioni sacrificati coscientemente e che tanti nostri Colleghi continuino a praticare queste tecniche o ad assistere passivamente a queste vere e proprie stragi di concepiti senza porsi alcun problema di coscienza e senza alzare la voce per denunciare pubblicamente questo olocausto mostrandone la mostruosità scientifica e l’inaccettabilità umana.

Ci lascia, inoltre, molto perplessi constatare che tutte le ricerche finora finanziate abbiamo come unico obiettivo finale il ricorso alla fecondazione artificiale per ovviare ai problemi di infertilità e sterilità coniugale e che nessuna attenzione venga posta dal Ministero alle possibilità di conseguire una gravidanza offerte da un approccio naturale alla sterilità ed infertilità coniugale sia attraverso una migliore conoscenza della fertilità della donna e della coppia (Metodo Billings, Metodi Sintotermici) , sia mediante l’approccio microchirurgico nei casi di sterilità tubarica, sia mediante un approccio multidisciplinare nei casi di patologie metaboliche, coagulative, immunologiche, … .  

Infine considerato che la migliore prevenzione primaria della sterilità ed infertilità di coppia – universalmente riconosciuta – è il ricercare la gravidanza nel periodo di maggiore fertilità della coppia ed in particolare della donna ( 20-34 anni) il Governo dovrebbe sentirsi più impegnato a creare le condizioni perché i giovani possano assumersi le responsabilità di formare una famiglia offrendo loro possibilità di lavoro piuttosto che sperperare il denaro pubblico per tecniche poco efficaci, non rispettose della dignità umana e della vita di innumerevoli concepiti.

Il Consiglio Direttivo dell’AIGOC

16.09.2013

Spataro

Aigoc
Link: http://www.aigoc.it/index.php/comunicati/69-cresce

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