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"La scienza e' il capitano, e la pratica sono i soldati." - Leonardo da Vinci


Crisi

Le cose che ancora funzionano bene sono tre.

Cose che vanno e che non vanno. Con quale criterio riprenderci ? Voglio metterci la faccia e parlare. Per costruire insieme.
13.06.2013 - pag. 83745 print in pdf print on web

E

E' da tempo che cerco di parlare da Civile.it, ma mi autocensuro o lascio stare perche' poi mi accorgo che Grillo, poche ore prima, ha scritto quello che avrei voluto scrivere io.

Vedo tanti lettori, collaboratori, clienti e amici inveire sul catostrofismo e sulla incapacita' del m5s di fare qualcosa, se non persino della onnipotenza di Grillo.

Invece esistono problemi reali, e persone.

Il problema e' la mancanza del Parlamento e di trasparenza di chi Governa, che non e' Letta e forse e' re Giorgio, come dicono alcuni.

In generale pero' il problema non sono loro, quando tutti i media italiani, che appoggiano la situazione attuale puntando a maggiori vendite distraendo dalle cause e asfissiando sui problemi.

Il problema e' l'asfissia. A questa ognuno risolve come puo'.

A Milano e' presto detto: chi arriva per aprire una startup dopo qualche mese capisce che le cose non girano come ci si aspetta, che i contratti servono per prendere per le palle l'imprenditore e togliergli entusiasmo e dinamismo. Caricandolo di spese per utilizzare beni personali degli investitori.

I cartelli di vendita di immobili sono infiniti. I  negozi, e le agenzie delle banche, chiudono.

Milano e' deserta. Siamo ai primi di giugno, sembra di essere ai primi di agosto. Le persone hanno gia' rinunciato. Mi aggiro per le vie come una mosca bianca che ha del lavoro concreto da fare per persone che non sono di Milano. Pazzesco.

Le gioiellerie sono luoghi la cui esistenza non interessa piu' quasi a nessuno.

Le banche sono vuote, si preferisce l'f24 e il bonifico online. Quindi i dipendenti chiamano per proporre contratti inutili.

E allora ? Quali cose funzionano ancora ?

 

INTERNET

Come nel 1999, quando ho iniziato, il web funziona, e permette di sapere, conoscere persone, imparare nuove soluzioni.

Richiede pero' una cultura personale che nessuno, meno che mai i nostri genitori, puo' insegnare.

E' il momento di fare cose senza essere stati preparati. Anche se l'universita' serve per formazione personale, non serve a lavorare meglio.

Funziona anche l'incontro con i piu' giovani e quelli che non fanno il nostro lavoro. Con essi si puo' parlare di problemi reali, e trovare soluzioni per risolverli, identificando il prezzo giusto. Pero' bisogna andare in giro e ascoltare, con umilta'. Non solo in Italia.

Funziona anche il fare. La paralisi nel parlamento e' come nei condomini, nei Comuni, nelle scuole. Non si fa nulla di nuovo perche' non e' la cosa migliore e perche' qualcuno critica talmente tanto da privare chiunque della voglia di fare.

E invece e' proprio per questo che trovarsi a fare un lavoro non solo per soldi, ma per risolvere i problemi del cliente, che porta successo.

Il problema e' invece la mancanza di cultura del pagamento. Anche i giovani temono di pagare soldi per fare qualcosa, mentre i piu' predisposti sono quelli che hanno messo da parte qualcosa e sanno che un consiglio valido fa risparmiare.

In tutto questo c'e' il vero problema.

Se qualcuno vuole fare tutti lo criticheranno per pagliuzze (che nascondono solo sterile invidia o disagio per non essere bravi come gli altri). Si parte da Grillo al consigliere del condominio alla maestra che vorrebbe parlare di sessualita' e divorzi. Facile dire che la cosa non va fatta perche' si potrebbe fare meglio. Ma e' sbagliato.

Conosco da anni un trentenne, solo pochi giorni fa ci siamo finalmente conosciuti fisicamente. Mi ha confidato che vede finito ogni entusiasmo qui. I commenti dei lettori sono stantii e lui invece avrebbe tanto da dare e aiutare.

A me servira' quello che sa fare, e lavoreremo insieme.

 

CRITICHE DISTRUTTIVE ED ESPERIENZA DEL FARE

Ma il punto sono le critiche. Oggi bisogna saperle respingere al mittente dimenticando un po' di quel rispetto che ci hanno insegnato i nostri genitori, e che non e' rispetto ma lasciare fare ai grandi le cose.

Chi critica non ha piu' esperienza di chi sta facendo qualcosa.

Questo e' il punto di partenza.

Grillo e tanti altri sbagliano nel voler cambiare tutto senza che si sfasci moltissimo. Sbaglia nel rispondere ad ogni critica. Deve andare avanti e pensare al fare. Organizzare orti collettivi, sviluppare la piccola impresa degli artigiani locali e del web. Promuovere l'eolico casa per casa. Piccole cose. Le idee ci sono. Ma sono piccole che devono far lavorare i piccoli.

Parta, come tutti, iniziando ad ascoltare il primo che gli parla. Da un problema concreto. Lasci fare ai parlamentari errori ed esperienza. Come un padre deve lasciare che i figli sbaglino, per imparare. E continui a lavorare e parlare con i propri figli, ascoltandoli.

Ma soprattutto Grillo e tutti dobbiamo smettere di parlare in pochi a tutti. Ognuno proponga ai propri vicini cose concrete da fare insieme ad altre persone vicine (negli interessi, non solo fisicamente).

Meglio di me altri hanno detto che per lavorare non si deve cercare lavoro, ma persone.

Questo e' il momento di cercare persone per comprare e vendere lavoro. Escludendo i monopoli e privilegiando i mille piccoli.

Diamoci dentro tutti, e ognuno faccia la propria parte. Basta pretendere cose gratis: alle persone si chiede di lavorare in cambio di soldi. Chiedete acconti. Io vi sto fornendo i mezzi per farlo anche via internet. E continuo.

Tu cosa stai facendo ? Ti lamenti e basta ? Provi strade nuove mai percorse ?

Prendi la tua tastiera e lascia nei commenti disagio e proposte. Ora.

 

13.06.2013

Spataro

Fatturami.it
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