Leggo sul web un titolo sulla questione pubblicità informativa sì o no degli avvocati.
Il testo è abbastanza equilibrato, anche se non lo condivido, ma il titolo non è corretto.
Il CNF stesso afferma che:
"a) «preliminarmente, [...] nel caso di specie, non è censurato l'esercizio della professione in ambiente e luogo diverso dalla tradizione o con inusuali modalità comunicative: nel caso di specie, infatti, la localizzazione dello studio non comporta neppure una violazione della riservatezza dell'utente o della dignità professionale dei legali che operano nello studio»;"
Insomma: l'ufficio può essere su strada purchè garantisca la riservatezza della comunicazione tra avvocato e cliente.
Non chiamiamolo negozio, come già dicevo, ma con il nome dello studio. Da qui ad equipararli agli arrotini è tutta un'altra cosa.
Ripeto: andate a vedere in Svezia, Inghilterra e Danimarca dove ho visto personalmente come fanno. Fantastico e professionale.
Il problema non è il luogo, ma i toni e contenuti della comunicazione.
Sono dell'idea che l'avvocato possa informare senza accaparrare. Ma dagli organi rappresentativi non vi è alcun aiuto a trovare una strada che aiuterebbe tutti a lavorare meglio e di piu'.
Il nemico è la paura di andare dall'avvocato, non il collega.