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"La nostra società non ha più i pericoli di una volta, ma rischi, perché sappiamo cosa fare davanti ai pericoli" - prof. Elena Esposito, Bologna



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Grecia: un voto bambino

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18.06.2012 - pag. 81639 print in pdf print on web

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Anche io davo per scontata l'uscita della Grecia dall'Europa.

Hanno votato e, pur per poco, in condizioni di sofferenza indicibile, i Greci hanno detto che vogliono essere europei.

Io sono un europeista convinto. Non convincerò nessuno ad esserlo, ma è giusto che sappiate come la penso.

Gli esseri umani non vivono di solo pane, ma anche di sogni.

I Greci sognano di essere in una Europa Unita. Io pure. Tanti europei pure.

Gli unici a non saperlo sono i governi, che confondono crisi, moneta, mercato con nazione.

Ormai gli europei esistono. Deve esserci un governo centrale che decida e ascolti.

E' impensabile andare in Francia, Grecia, Spagna con il passaporto. E' peggio che perdere l'euro.

Se ne facciano una ragione.

Questi sono valori. Questi sono sogni.

E i bambini sognano.

I greci hanno votato. Abbiamo tutti bisogno di credere in un futuro migliore.

Basta parlare di soldi, come fosse criterio al di sopra dell'essere Uomini. Sono uno strumento, non il fine.


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