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Erede

L'erede non ancora concepito e il suo diritto a succedere

Cassazione, sez. II Civile, sentenza 1° - 22 marzo 2012, n. 4621 , sentenza purtroppo incompleta ma sufficiente nelle motivazioni che qui interessano.
18.06.2012 - pag. 81581 print in pdf print on web

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 Presidente Triola – Relatore Giusti
  Ritenuto in fatto
  1. - Con atto di citazione notificato il 28 gennaio 2004, C.C. e A.R..R. , non in proprio ma quali  rappresentanti legali della figlia minore N..C. , nata il (omissis) , convennero in giudizio dinanzi al  Tribunale di Grossetto T.A. e G..B. per fare accertare e dichiarare che N..C. era erede universale di L..C., deceduto il (omissis) , ed in tale qualita' rivendicarono il diritto della figlia a vedersi riconosciuta la  proprieta' della tenuta agricola con sovrastanti fabbricati nel Comune di (omissis) , che le controparti  avevano invalidamente acquistato a trattativa privat a dal curatore dell'eredita' giacente del suddetto  progenitore, dopo che i chiamati per testamento avevano rinunciato (in data 11 ottobre 1976, 11 gennaio  1977 e 20 novembre 1978) all'eredita'. 
 I convenuti si costituirono, resistendo e chiedendo la condanna degli attori ex art. 96 cod. proc. civ..
 Il Tribunale di Grosseto rigetto' la domanda, perche' C.N. non era neppure concepita all'epoca della  morte del nonno, essendo nata dopo circa dieci anni da ll'apertura della successione testamentaria; ma  non ravviso' nella richiesta dell'attrice i contorni della lite temeraria.  
2. - Ha interposto appello la soccombente.  
L’impugnazione e' stata resistita dalla T. e dal B. .   Nel giudizio di gravame e' intervenuta volontariamente P.I. , nata nel XXXX, moglie del deceduto C.L. ,  rivendicando a sua volta, previa dichiarazione di nullita'  della vendita effettuata dal curatore dell'eredita'  giacente, la quota di 1/3 dei beni ereditari.   La Corte d'appello ha respinto il gravame della C. e le domande autonomamente proposte da I..P. .  
2.1. - La Corte di appello ha rilevato:  
- che la capacita' di succedere dei figli non ancora concepiti vale soltanto per chi sia stato designato dal  testatore, ma nella specie la figlia di C..C. non e' stata designata erede testamentaria dal de cuius L..C. ;  
- che la P. a suo tempo rinuncio' alla chiamata ereditaria, sicche' oggi non e' piu' in grado di avanzare  alcuna pretesa di carattere successorio nei confronti degli aventi causa dal curatore dell'eredita' giacente;  
- che l'accettazione tardiva dell'eredita' da parte della  P. , per revoca della rinuncia ex art. 525 cod. civ.,  lascia comunque impregiudicati i diritti acquistati in buona fede sui beni ereditari dei terzi;  
- che, quand'anche intesa in senso non successorio, la domanda della P. non puo' essere accolta,  difettando la dimostrazione del presupposto essenziale, costituito dalla riconducibilita' degli immobili  controversi alla comunione legale tra i coniugi.  
3. - Per la cassazione della sentenza della Corte d'appello la C. e la P. hanno proposto ricorso, sulla base  di quattro motivi.   Gli intimati hanno resistito con controricorso.   In prossimita' dell'udienza le ricorrenti hanno depositato una memoria illustrativa.  


Considerato in diritto.


 - Con il primo motivo le ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione  dell'art. 462, terzo comma, cod. civ., e pongono il quesito se il nascituro figlio dell'istituito erede per  testamento rinunciante all'eredita', sebbene non ancora  concepito all'apertura della successione, sia fin  dalla nascita capace di succedere al defunto nonno, non essendo ancora decorso il termine decennale di  prescrizione a causa della minore eta'.  
1.1. - Il motivo e' infondato.  
A differenza del concepito, il quale ha una capacita' di succedere generale ed, essendo abilitato a  ricevere non solo per testamento, e' un potenziale destinatario anche della vocazione ex lege (art. 462,  primo comma, cod. civ.), il nascituro non ancora concepito ha una capacita' di succedere limitata al  campo della successione testamentaria, giacche' il codice (art. 462, terzo comma) ammette che "i figli di  una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benche' non ancora concepiti"  possano rendersi destinatari di un'attribuzione mortis causa soltanto a fronte di una espressa volonta'  testamentaria che li contempli. E poiche' il diritto a succedere di chi viene all'eredita' secondo l'istituto  della rappresentazione - con cui si realizza il subingresso legale del rappresentante nel luogo e nel grado  dell'ascendente rappresentato in tutti i casi in cui questi non possa o non voglia accettare l'eredita' - ha  carattere originario e deriva direttamente dalla legge, deve escludersi che chi non e' ancora concepito al  momento dell'apertura della successione, il quale e' privo della capacita' di rendersi potenziale  destinatario della successione ex lege del de cuius, possa succedere per rappresentazione, essendo  necessario, affinche' operi la vocazione indiretta, che il discendente, in quel momento, sia gia' nato o  almeno concepito.   Correttamente, pertanto, la Corte territoriale ha escluso che C.N. , nata nel XXXX, figlia di C.C. istituito  erede testamentario e rinunciante, nel 1977, all'eredita', avesse capacita' di succedere, non essendo ancora  concepita al tempo della morte del nonno, avvenuta nel 1976, e non essendo stata istituita erede con il  testamento dallo stesso redatto.  

2. - Il secondo mezzo (sul merito dell'azione di  eredita'; omessa motivazione circa un punto controverso  e decisivo per il giudizio, ai sensi dell'art. 360, nn. 4 e 5, cod. proc. civ.) pone il quesito se, qualora  venga respinta senza alcun esame un'azione di petizione di eredita, si ponga in essere quel vizio della  motivazione che ex art. 360, nn. 4 e 5, cod. proc. civ. consente alla parte di chiedere ed al giudice della  legittimita' di esaminare anche gli atti del giudizio di  merito, essendo giudice del fatto, inteso in senso  processuale.

  Il terzo motivo e' rubricato "sulla nullita' della vendita dei beni ereditari con l'atto 5 marzo 2001 rog. Dott. Ciampolini; omessa motivazione circa un punto controverso e decisivo per il giudizio". Esso si  conclude con il seguente quesito: "Dica la Corte, esaminati gli atti del giudizio di merito quale giudice  del fatto in senso processuale, in relazione all'azione di petizione di eredita', se sussistono i presupposti  di diritto per dichiarare la nullita' dell'atto di vendita 5 marzo 2001 rogato Dott. Ciampolini".  
2.1. - Il secondo ed il terzo motivo, da esaminare congiuntamente, stante la stretta connessione, sono  anch'essi infondati, perche' entrambe le censure muovono da una premessa - la qualita' di erede  universale di N..C. - priva di fondamento, atteso quanto esposto con il rigetto del primo motivo di  ricorso.  
3. - Il quarto motivo, riferito alla posizione di P.I. , e' intitolato "contraddittoria motivazione circa un  punto controverso e decisivo per il giudizio". Il quesito che lo accompagna e' del seguente tenore: "La  domanda della intervenuta volontaria P.I. deve essere qualificata e quindi giudicata come pretesa di  carattere successorio o come rivendicazione pro quota de gli immobili in comunione legale fra C.L. e P.I. ? I documenti allegati agli atti di causa sia dall'attrice che dall'intervenuta ... [omissis]

18.06.2012

Spataro

Cassazione

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