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Infiltrazioni

Condominio: Infiltrazioni di acqua e parti funzionalmente condominiali

La questione riguarda nella sostanza la qualificazione o meno di bene condominiale della parte della colonna di scarico che, all'altezza dei singoli piani dell'edificio condominiale, funge da raccordo tra la colonna di scarico e lo scarico individuale dei singoli appartamenti. Al riguardo appare opportuno evidenziare che il Tribunale ha ritenuto di considerare condominiale la braga in questione in relazione alla sua funzione, ritenuta prevalente
06.03.2012 - pag. 80605 print in pdf print on web

F

FATTO E DIRITTO 


1.  Il ricorrente Condominio impugna la sentenza del Tribunale di omissis n. 4046 del 2007 con la  quale,  in  parziale  riforma  della  sentenza  di  primo  grado  del  Giudice  di  Pace  di omissis n.  458  del  2004,  accogliendo  in  parte  l'appello,  il  condominio  veniva  condannato  al  pagamento  nei  confronti  degli odierni intimati della somma di Euro 1.116 oltre interessi, spese del giudizio e rimborso spese  consulenza tecnica d'ufficio.
2.- In fatto esponeva che gli odierni resistenti, proprietari di un appartamento sito nel condominio,  lo  citavano  in  giudizio  per  il  risarcimento  dei  danni  subiti  a  causa  di  infiltrazioni  d'acqua  provenienti dalla condotta di scarico condominiale. All'esito del giudizio il Giudice di Pace rilevava  che  la  perdita  (e  conseguente  infiltrazione)  d'acqua  era  da  attribuire  alla  colonna  di  scarico  condominiale  ed  accoglieva  la domanda.  L'appello  proposto  dal  condominio  veniva  respinto  in  punto responsabilita' ed accolto in parte in ordine all'importo riconosciuto per danni.
3. Il Tribunale, nell'affermare la responsabilita' del condominio, rilevava che era stato accertato dalle  disposte  CTU  che:  "Le  infiltrazioni  non  derivano  da  condotte  delle  unita'  immobiliari  bensi'  dalla  braga  nella  quale  si  innestano  detti  condotti;...  la  perdita  d'acqua  doveva  localizzarsi  sulla  braga  della colonna di scarico verticale del condominio e precisamente nel punto d'innesto tra la braga e  lo scagno nel quale s'inserisce lo scarico del lavello della cucina dell'appartamento di proprieta' R.".
Il  CTU  inoltre  aveva  accertato  che  "anche  l'innesto  dello  scarico  del  lavello  dell'appartamento  di  proprieta'  della  condomina  R.  e'  realizzato  correttamente,  che  la  perdita  d'acqua  nell'appartamento  dei signori S. si verifica anche quando era fatta scorrere l'acqua di appartamenti sovrastanti, che la  perdita riguarda un punto della colonna condominiale verticale". Osservava ancora il giudice che il  consulente  tecnico,  nella  descrizione  della  colonna  condominiale,  aveva  affermato  che  la  stessa  "non  e'  costituita  da  un'unica  tubazione  continua  bensi'  da  una  serie  di  tratti  di  tubo,  che  in  corrispondenza dei piani ove sono poste le unita' immobiliari, sono tra loro legate mediante un pezzo  speciale denominato "braga ghis/smu doppia scaglio 45" nel quale s'innestano i vari scarichi privati  dei  lavelli  delle  unita'  immobiliari  poste  ai  vari  piani.  La  perdita...  non  e'  sull'innesto  dello  scarico  privato e la colonna verticale ne' nel raccordo di collegamento che si dirama verso le proprieta' dei  singoli  condomini,  ma  nella  braga  a  doppio  scagno,  alla  base  dello  scagno  medesimo  che  in  base  alla  descrizione  fatta  dal  CTU  costituisce  parte  integrante  della  colonna  di  scarico  verticale  condominiale  in  quanto  funge  da  collegamento  tra  i  vari  tratti  di  tubo  di  cui  la  colonna  verticale  stessa e' composta".
4. Il ricorrente denuncia "omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione circa un punto decisivo  del  giudizio.  Violazione  falsa  applicazione  dell'art.  1117  c.c.,  comma  3".  Rileva  che  il  giudice  erroneamente aveva ritenuto condominiale una braga che "non serve alla collettivita' condominiale,  che  e'  invece  servita  dalla  colonna  di  scarico verticale,  ma  che  serve  unicamente  gli  scarichi  dei  condomini  R.  e  P.".  La  braga  con  il  suo  doppio  scagno  funge  da  raccordo  di  collegamento  tra  la  colonna  verticale  e  le  condutture  di  proprieta'.  "Trattandosi  di  raccordo  di  collegamento  tratto  in  linea orizzontale/obliqua e destinato a ricevere i singoli tratti di conduttura esclusiva dei condomini  R. e P. di cui ne rappresenta un prolungamento fino all'innesto con la colonna verticale, lo stesso e'  di  esclusiva  proprieta'  dei  medesimi  e  non  costituisce  proprieta'  comune  del  Condominio  ai  sensi  dell'art.  1117  c.c.,  comma  3",  che  stabilisce  che  sono  parti  comuni  dell'edificio  i  canali  di  scarico  fino  al  punto  di  diramazione  degli  impianti  ai  locali  di  proprieta'  esclusiva  dei  singoli  condomini.
Ancora  erroneamente il  Tribunale  aveva  ritenuto  condominiale  la  braga  in  questione  per  la  sua  funzione  di  collegamento  tra  i  vari  tratti  del  tubo  della  colonna  verticale  senza  considerare  la  funzione di raccordo e di collegamento con le condutture dell'unita' di proprieta' esclusiva. Inoltre il  Tribunale aveva omesso di considerare che la fessurazione si trova proprio nel punto di diramazione  del raccordo che va a servire gli scarichi dei condomini R. e P.. Al riguardo parte ricorrente formula  il  seguente  quesito  "dica  la  Corte se  il  Tribunale  di omissis abbia  omesso,  insufficientemente  o  contraddittoriamente  motivato  circa  la  qualificazione  di  bene  condominiale  della  braga  a  doppio  scagno  dalla  quale  si  e'  verificata  la  perdita  o  essa  braga  dovesse  invece  essere  qualificata  di  proprieta' esclusiva dei condomini ai quali serve.
Dica  inoltre  se  il  Tribunale  abbia  o  meno  applicato  correttamente  l'art.  1117  c.c.,  comma  3,  in  considerazione  del  fatto  che  la  fessurazione  e'  stata  accertata  nel  punto  d'innesto  tra  la  braga  e  lo  scagno e cioe' sul raccordo di collegamento e diramazione della colonna verticale con le condutture  orizzontali".
5. Resistono con controricorso gli intimati.
6. Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il consigliere relatore delegato ha depositato relazione con  la quale  ritiene  che  il  ricorso  debba  essere  rigettato.  La  relazione  e'  stata  comunicata  al  Pubblico  Ministero e notificata ai difensori delle parti. Parte ricorrente ha depositato memoria.
7. Il ricorso e' infondato. In termini di fatto puo' considerarsi circostanza pacifica che la fessurazione  che  ha  dato  origine  alla  infiltrazione  di  cui  e'  causa  sia  collocata  nella  braga  che  funge  da  collegamento tra la colonna verticale di scarico (pacificamente condominiale) e gli scarichi collegati  agli appartamenti dei resistenti e dell'intimato non costituito. La questione riguarda nella sostanza la  qualificazione o meno di bene condominiale della parte della colonna di scarico che, all'altezza dei  singoli  piani  dell'edificio  condominiale,  funge  da  raccordo  tra  la  colonna di  scarico  e  lo  scarico  individuale dei singoli appartamenti. Al riguardo appare opportuno evidenziare che il Tribunale ha  ritenuto  di  considerare  condominiale  la  braga  in  questione  in  relazione  alla  sua  funzione,  ritenuta  prevalente, di raccordo tra le singole parti e la conduttura verticale di scarico. E' appena il caso di  osservare  che,  in  assenza  della  braga  in  questione,  non  vi  sarebbe  raccordo  tra  le  tubazioni  di  scarico verticale poste in corrispondenza dei singoli piani dell'edificio condominiale. Occorre anche  considerare  che  l'intervento  su  detto  raccordo  deve  essere  operato  sulla  condotta  verticale,  mentre  qualsiasi intervento sui tubi di scarico delle singole unita' immobiliari fino al raccordo in questione  puo' essere effettuato senza sostanzialmente impegnare lo scarico condominiale.
In definitiva quindi il Tribunale ha fondato la sua decisione con un'argomentazione con la quale ha  dato prevalenza alla specifica conformazione della colonna verticale di scarico, della quale fa parte  proprio la braga di collegamento (e senza la quale il funzionamento della colonna verticale verrebbe  meno)  rispetto  alla  funzione  di  collegamento  con  gli  scarichi  delle  singole  unita'  immobiliari.  Il  ragionamento  compiuto  dal  giudice  non  appare  affetto  dai  vizi  denunciati,  ne'  appare  violato  l'art. 1117  c.c.,  comma  3,  posto  che  correttamente  quest'ultimo  puo'  essere  interpretato  nel  senso  che  la  proprieta' dei tubi di scarico dei singoli condomini sulla colonna verticale e' limitata fino al punto del  loro raccordo con l'innesto nella stessa. La memoria depositata non fornisce elementi di valutazione  ulteriori  rispetto  a  quelli  gia'  esaminati,  che  consentano  di  giungere  ad  una  diversa  conclusione.  I  precedenti  citati  non  appaiono  in  contrasto  con  tali  conclusioni,  ove  si  consideri  che  nel  caso  in  questione, in fatto, il punto di rottura della braga non aveva alcun riguardo al tratto di tubi a servizio  dei  singoli  appartamenti,  ma  si  trovava  nella  sua  parte  bassa  nel  punto  cioe'  in  cui  tale  braga  e'  strutturalmente collegata al tratto verticale dello scarico, del quale costituisce parte essenziale, senza  la  quale  lo  scarico  verticale  non  sarebbe  in  grado  di  svolgere  la  sua  funzione.  E  del  resto  con  argomentazione  in  fatto  del  tutto  persuasiva,  occorre  tener  conto  che,  come  accertato dal  CTU,  le  lamentate infiltrazioni si verificavano indipendentemente dall'uso degli scarichi degli appartamenti  dei resistenti, essendo, quindi, la perdita riferibile ad un guasto di tenuta dello scarico verticale nel  suo complesso considerato.
8. Le spese seguono la soccombenza.
P.Q.M.
La Corte  rigetta  il  ricorso.  Condanna  la  parte  ricorrente  alle  spese  di  giudizio,  liquidate  in  800,00  Euro per onorari e 200,00 per spese, oltre accessori di legge.

 

06.03.2012

Spataro

Cassazione

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