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Giustizia

La negazione dei sistemi giuridici contemporanei: le idee sociali e ambientali

Una attenta verifica deile fonti normative sta cambiando il modo di pensare di alcuni. Nella foto: una tenda e alcuni fiori su una colonna. Ma il punto di vista non aiuta a riconoscerli subito. (photo courtesy by Spataro)
28.05.2010 - pag. 74059 print in pdf print on web

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L

Lessig, papa' dei creative commons, un sistema di licenze standard per distribuire liberamente opere soggette a diritto d'autore nel mondo, si e' messo a contrastare il metodo di formazione di certe leggi.

Vandana Shiva e' una ambientalista il cui motto e' quello di Gandhi: "il mondo e' sufficiente per tutti, ma non per gli avidi".

Altri economisti, contadini, ambientalisti, sociologi, stanno combattendo le basi stesse degli attuali sistemi giuridici.

Fondamentalmente il criterio e' uno: le leggi sono "spinte" da chi ha il potere economico di spingerle, e le persone che le devono rispettare sono i potenziali consumatori.

In Italia la normativa sulle caldaie sembra una delle tante: la legge non impone il controllo ogni anno, ma ogni due anni e dopo i primi 4 anni di funzionamento. Ma nessuno lo sa e grazie ad alcuni distinguo sembra che sia obbligatorio il controllo annuale.

 

NEOCOMUNISMO ?

A parlare di sociale, di lobby imperialiste che determinano le leggi e i regolamenti, mi viene da ridere. Sembra di mettere in modo banale idee banali e populiste.

C'e' pero' una frase all'inizio del pontificato di Giovanni Paolo II che mi ha sempre colpito: aprite i sistemi politici ed economici.

"aprite". Io che conosco bene l'open source l'idea che lo anima, sono rimasto sempre molto colpito.

L'idea non e' di negare il guadagno, l'interesse. L'idea e' di negare che le regole possano dare i guadagni solo a qualcuno, e le spese agli altri.

Dopo la Grecia Tremonti sta proponendo le stesse cure agli italiani, non ai politiche che hanno speso piu' di quello che si poteva, e che tutti sapevamo non poterci permettere.

In breve, se le regole non vanno, sanno i consumatori a pagarne le consulenze, perche' chi fa le regole e' stato ben alimentato e non puo' darsi del torto ne' tornare indietro.

 

^ IDEOLOGIE E VALORI

Non e' ideologia, e' costatazione.

Manca, nelle regole attuali, un poter e un criterio in grado di fermare efficacemente minoranze e maggioranze. Si sostiene che il valore delle cose sia la moneta e la democrazia un conto nei sondaggi o nelle elezioni. Ma sono questi i criteri che vogliamo per la nostra vita ?

La rete ha riconosciuto in questi anni tutti i tentativi di assoggettarla a strutture centralizzate. Facebook e' anarchica ma fortemente controllata al centro. Nel passato altri hanno ritenuto che le ovazioni ai concerti rock fossero paragonabili alle ovazioni delle folle naziste.

Credere ad una idea assoluta e' certamente una aspettativa di molti. Ma con quale gerarchia di valori ? La convivenza, la promozione, il consumo, il progresso tecnologico ?

Per dirla in due parole, se un popolo non comprende che le leggi che vengono approvate annullando ogni valore all'uomo e alle sue scelte, come fermare questo vizio ?

  • Il fermo amministrativo.
  • Le notifiche mai ricevute
  • La scuola rimandata
  • Il disincentivare la cultura
  • Il vietare opportunita' per i figli
  • Negare un futuro economico e culturale ai figli

Tutto questo e' nella storia di questi giorni. Tanti si chiedono se possa essere normale togliere lavoro ai figli per darlo ai vecchi. Negare loro una educazione migliore, il gusto per la diversita', per il rischio.

Insomma: se le basi della convivenza finiscono, quali leggi si potranno avere ?

E molti parlano di ambientalismo, di valore dell'uomo, della natura, e rispetto. Ma ne parlano in antitesi dei sistemi giuridici attuali, fonte di poverta' e carestie.

Noi cosa vogliamo pensare ? Il rispetto di norme disumane o l'anarchia delle regole fatte in casa ?

C'e' una alternativa a qualcosa che, ancora oggi, non ha parole per essere descritta se non "immoralita' diffusa e imposta" ?

Mancano strumenti di misurazione e mancano soluzioni. Il passato ci puo' aiutare ?


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