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Famiglia

Mense dei poveri: uno su cinque e' un padre separato

Nelle mense dei poveri una persona su cinque e' un padre separato con obbligo di assegno. Vogliamo risolvere questo problema reale ? Photo courtesy of dragonaria
19.01.2010 - pag. 70836 print in pdf print on web

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Mettiamo il caso che il mondo ci prenda in gira per la dichiarazione di un ministro che se la prende con i bambacioni, figli che non escono di casa.

Mettiamo il caso che alle mense dei poveri ci sono single, non famiglie.

Mettiamo il caso che il maggior numero di sfratti riguardi single, non famiglie.

Metti il caso che un quinto (secondo altri un quarto) di chi frequenta le mense dei poveri siano padri separati con obbligo di assegno.

Allora, c'e' qualcosa di importante che non va.

Il Ministro irride una situazione disastrosa. Lo Stato non ha creato nessuno spazio per chi sta creando o ha perso una famiglia.

Non si tratta di assistenzialismo, si tratta di parametrare tasse e costi fissi sul reddito di un singolo.

Lo sappiamo tutti che sono i costi fissi a far saltare i conti di casa e aziendali. Quelli per i quali non ottieni nulla in cambio.

In un Comune toscano l'acqua si paga a trimestre almeno 20 metri cubi. Che significa (per loro) che se consumi 8 metri cubi ne paghi 28 (e non 20 come dovrebbe essere). Ma questo e' solo un esempio.

Mesi fa abbiamo segnalato "la fabbrica del divorzio", un libro pacato ma critico contro il divorzio come e' oggi, in grado solo di generare conflittualità invece di mettere il punto su una situazione.

Sabato scorso leggo l'Eco di Bergamo e scopro che un Tribunale condanna il padre che non pagava gli alimenti alla figlia. Ma come ? Dopo tre anni che non li pagava (la ragazza e' fuoricorso da tanti e tanti anni), la ragazza ha citato il padre e il tribunale ha condannato a pagare gli alimenti ad una ultratrentenne, fuori corso, compresi arretrati.

Il conosco un po' il diritto, ma mi spaventa quanto diceva pochi giorni fa un avvocato in una lista: "e' sempre piu' difficile trovare il senso (valore) delle cose delle persone dentro le sentenze, e questo mi preoccupa".

La "teoria del contratto sociale" altro non e' che la condivisione di valori comuni.

Puo' il diritto vedere solo la correttezza e la corrispondenza formale di fatti a fattispecie ? Se ci sono fatti non previsti dalla legge, puo' la legge dimenticarsi di considerare tutta la situazione ?

Nel caso di Bergamo, il diritto, ahime', potrebbe esistere. In ogni caso, visto che la ragazza non studia quanto dovrebbe (un fuori corso di 10 anni e' francamente non tutelabile) se proprio si ritiene che abbia diritto agli alimenti, almeno che sia pagato dopo la laurea.

Ma per concedere questo, ci vuole un avvocato che lo chieda negli atti di causa.

Esiste una visione complessiva e distaccata della situazione da parte di tutti gli operatori ?

Perche' mantenere una ragazza per 10 anni fuori corso, e poi sapere che una persona su cinque che frequenta mense dei poveri e' un padre separato con obbligo di mantenimento ? A me, questo, sembra una miopia criminale.

Un professionista qualche giorno fa mi dice: se rinasco, mi sposo con una ragazza giovane e ricca. Almeno non mi potra' chiedere gli alimenti. Perche' la parità c'e', ma gli alimenti li pagano gli uomini.

Spiace dirlo, ma anche la Chiesa deve fare di piu' non solo a livello locale, della singola Parrocchia.

Non tutti i padri separati vanno alla mensa dei poveri.

Secondo adnkronos del 18.1.2010  500.000 padri separati tornano a vivere con i genitori, altri dormono in auto. E pagano l'assegno per mantenere le stesse condizioni di vita del matrimonio all'ex coniuge.

Complimenti.

^ Vogliamo mettere il dito in questo tabu' per risolverlo ?

Al link indicato una delle associazioni a difesa dei padri separati.

 


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19.01.2010 Spataro

Spataro Link: http://www.padri.it

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