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Storie di immigrazione e di ricongiungimenti

Casi particolari, si dice. Ma sara' vero ?
04.09.2009 - pag. 69584 print in pdf print on web

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I

I figli naturali devono essere trattati in modo uguale a quelli riconosciuti. Lo richiede la Costituzione.

In tal senso gli obblighi di mantenimento e tante altre conseguenze.

La burocrazia italiana pero' vede che due gemelli, adottati da famiglie diverse, chiedono di vedersi, e negano senza spiegazioni il permesso per motivi turistici ad un cittadino sudamericano.

Al contrario la burocrazia del paese sudamericano non ha fatto ostacoli al cittadino italiano.

E' un fatto che gli Europei, quando viaggiano, sono piu' benvoluti.

Questo un caso che ci e' stato segnalato. Speciale, si dira'. Mica tanto.

Pubblicheremo volentieri le ragioni che verranno comunicate e raccoglieremo volentieri la disponibilità di professionisti disponibili a sostenere le ragioni dei gemelli.

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Forse molte persone che conosco non lo sanno ancora  ma io ho un fratello gemello.

Siamo nati nella città di Huanuco, una città del centro del Perù nel 1981. Le  gravi condizioni economiche di nostra madre la portatono a dover fare una scelta dolorosa, quella dell’adozione.

Siamo stati adottati da due famiglie differenti, io da una famiglia italiana e mio fratello Cliver da una famiglia peruana.

Quando ci siamo separati avevamo un mese di vita.

Per anni sono cresciuto in Italia sapendo di aver un fratello ma per anni non mi sono mai veramente interessato . Ero giovane e per me il Perù era qualcosa di lontano.

Mio fratello invece, non ha mai saputo di essere adottato fino a 16 anni quando, per motivi lunghi da spiegare, ne è venuto a conoscenza.

Da quel momento si è messo alla mia ricerca riuscendo a rintracciarmi grazie a un mio zio missionario che vive in Perù.

Internet non era ancora così diffuso come oggi e quindi ci scrivevamo lettere a mano.  Ricordo che queste lettere ci impiegavano un mese ad arrivare a destinazione.

Questo scambio epistolare è durato un pò ma poi, piano, piano è andato interrompendosi. Eravamo nella nostra adolescenza e pensavamo a vivere la nostra vita.

Qualche anno dopo, grazie a internet e alle chat ci siamo risentiti. La tecnolgia ci permetteva anche di parlarci e vederci.

Ho visto mio fratello gemello per la prima volta all’età di 25 anni via webcam.

Abbiamo ristabilito i rapporti e, con audio e video ci siamo conociuti più a fondo. Qualche mese dopo sono partito per il Perù dove finalmente, dopo 25 anni potevo abbracciare per la prima volta mio fratello.

Sono stati due mesi fantastici in Perù dove io e mio fratello abbiamo scoperto avere moltissimi punti in comune, non solo per quanto riguarda il carattere ma anche per quanto riguarda il modo di fare, il tipo di camminata e molte altre cose.

Veramente giorni indimenticabili.

Una volta in Italia il nostro desiderio è stata quello di poter un giorno vivere insieme come, appunto, fratelli.

Purtroppo ci hanno detto che la nostra situazione è unica, siamo fratelli di sangue ma non fratelli formalmente, abbiamo cognomi differenti e madri differenti (quelle adottive).

Una vita come fratelli sotto ogni punto di vista non è possibile.

Abbiamo deciso quindi dare la possibilità anche a lui di poter venire in Italia qualche mese. Il problema è che gli stati del sud america e per tutti quelli del cosidetto “secondo e terzo mondo”, ottenere un visto turistico è veramente difficile perchè bisogna rispettare molti requisiti.

Mio fratello Cliver proviene da una famiglia non agiata e questi requisiti non li aveva. Con tanta pazienza siamo riusciti, dopo due anni, a raggiungere quanto richiesto per il visto di turismo e abbiamo presentato tutte le carte all’Ambasciata Italiana in Lima .

^ Un paio di settimane fà questo visto per turismo ci è stato negato.

Abbiamo telefonato varie volte all’ Ambasciata Italiana in Lima ma non hanno assolotutamente voluto dirci perchè  questo visto ci è stato negato.

Ora, io e Cliver,  ripresenteremo appena possibile la domanda  sperando di poterci riabbracciare ancora una volta molto presto.

 


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