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"Che le cose siano cosi, non vuol dire che debbano andare cosi'. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi e' un prezzo da pagare. Ed e' allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piu' che fare" - Giovanni Falcone


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Legge decreto anticrisi (con quote latte) ...

Sempre piu' leggi con disposizioni non omogenee comunicato fine seduta

Mercoledì 8 aprile 2009 - 189ª seduta

14.04.2009 - pag. 68229 print in pdf print on web

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Con 164 voti a favore, 119 contrari e 2 astenuti, il Senato ha accordato la fiducia al Governo, così convertendo definitivamente in legge il decreto-legge n. 5, recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi (ddl n. 1503), su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia. Si tratta del testo già approvato dalla Camera dei deputati in cui è confluita anche la disciplina di rateizzazione del debito del settore lattiero-caseario originariamente contenuta dal decreto-legge n. 4 del 2009 fatto decadere dal Governo.

In sede di dichiarazioni di voto finali, il sen. Pistorio (MPA) ha lamentato la riduzione del Senato a mero organo consultivo, di fatto anticipando la fine del bicameralismo perfetto, in ragione del travagliato iter del provvedimento che, peraltro, conferma la costante attitudine del Governo ad utilizzare per altri fini le risorse destinate al Mezzogiorno, ma ha confermato la fiducia nella speranza di un ravvedimento futuro dell'Esecutivo in linea con le speranze che gli elettori meridionali hanno riposto nella sua azione.

Il voto contrario del Gruppo è stato invece dichiarato dal sen. D'Alia (UDC-SVP-Aut), che ha stigmatizzato l'inserimento della materia delle quote latte nel provvedimento, che così risulta almeno in parte incostituzionale sia per la mancanza dei requisiti di necessità e urgenza sia perché infrange il divieto di reiterazione dei decreti-legge. Oltre che per la sanatoria in favore degli allevatori che hanno operato al di fuori della legalità, il decreto si caratterizza per una totale mancanza di incisività anche con riferimento alle misure anticrisi, che peraltro propongono una ulteriore razzia ai danni dei Fondi per le aree sottoutilizzate e trovano copertura incerta laddove si affidano ai conti dormienti nelle banche.

Premessa la richiesta al Governo di dotare di adeguati strumenti di sostegno il personale sanitario che senza sosta si sta prodigando nelle aree colpite dal terremoto in Abruzzo, il sen. Lannutti (IdV) ha espresso il voto contrario del Gruppo ad un provvedimento anticrisi del tutto inidoneo a fronteggiare la crisi economica internazionale che colpisce in particolare il settore industriale. Pur recando alcune misure apprezzabili, il decreto presenta in maniera preponderante aspetti negativi, in particolare la norma relativa alla rivalutazione sostitutiva degli immobili che appare chiaramente incostituzionale e il ricorso ai fondi dormienti nelle banche per la copertura di alcuni interventi.

Il sen. Cagnin (LNP) ha invece dichiarato il voto favorevole del Gruppo ad un provvedimento che si inserisce in una serie di interventi governativi volti a sostenere le famiglie, a tutelare le imprese nazionali e a restituire nuove prospettive di crescita al Paese, finalmente nella consapevolezza che l'economia italiana potrà salvarsi soltanto salvaguardando le piccole e medie imprese e le piccole banche territoriali. Il decreto diventa ancora più importante grazie alle norme relative alla rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario che risolve finalmente il problema delle quote latte aperto da 25 anni.

Decisamente contrario il voto del sen. Bubbico (PD) che ha sottolineato la carenza di progettualità che caratterizza gli interventi del Governo volti a fronteggiare la grave crisi economica in atto, che appaiono sempre sbagliati nei tempi e nei modi. Il decreto presenta una serie di misure che deprimono la domanda pubblica e privata, incentivano la produzione in un momento in cui crollano i consumi, rinunciano a sostenere gli interventi strategici in tema di ricerca e sviluppo e si collocano al di fuori delle scelte operate dalle altre grandi economie mondiali.

Il convinto voto favorevole del Gruppo è stato infine espresso dalla sen. Vicari (PdL) che ha rilevato come il decreto costituisca l'ultimo tassello di un mosaico voluto dal Governo per tutelare i risparmiatori, evitare strette creditizie per imprese e famiglie, rilanciare i consumi e restituire fiducia agli italiani. Il provvedimento presenta una serie di misure atte a sostenere i redditi, tenere alta la domanda interna, tutelare le piccole e medie imprese e rendere più efficiente la pubblica amministrazione.

In discussione generale erano precedentemente intervenuti i sen. Di Nardo, Carlino (IdV), Armato, Leddi, Stradiotto, Vitali, Sangalli, Barbolini (PD), Butti, Costa, Giuliano (PdL), Pinzger (UDC-SVP-Aut) e Vallardi (LNP).


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14.04.2009 Spataro

Senato.it

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