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Eutanasia

Eutanasia, accanimento terapeutico o condanna a morte ?

Interviene il sottosegretario al ministero della Salute, sottlineando la morte per inedia. Neanche ai cani si riserva tale trattamento che qui, seguendo alcuni principi di diritto, impongono il non intervento attivo. Ma e' giustizia ? - photo courtesy of fishmonk

11.07.2008 - pag. 60977 print in pdf print on web

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Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali

UFFICIO STAMPA


Caso Eluana Englaro: dichiarazione Sottosegretario Francesca Martini


In riferimento alla vicenda di Eluana Englaro e alla sentenza dei giudici della Corte d’Appello civile di Milano con cui il padre della donna è stato autorizzato ad interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione forzata che da 16 anni la tiene in vita, il Sottosegretario alla salute Francesca Martini ha dichiarato:

“Considero il provvedimento dei giudici milanesi in contrasto con il diritto alla vita e alla cura di ogni paziente ed una ingerenza rispetto alla normativa nazionale che vieta di fatto in Italia l’eutanasia.


Considero umanamente la storia di Eluana una vicenda drammatica e per questo esprimo la mia partecipazione al dolore dei familiari. Mi sento però, per il mio ruolo istituzionale, ma anche come donna e come madre, di valutare in totale serenità questo caso, in analogia a quello di Terry Schiavo che scosse le coscienze a livello internazionale, una vera sentenza di morte.

Va infatti sottolineato che ^ la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione della paziente attraverso sondino equivale, nei fatti, a farla morire di fame e di sete. Mi adopererò per quanto di mia competenza nelle sedi appropriate, auspicando che il Procuratore impugni la sentenza in Cassazione.


Questo caso, come molti altri, ci richiama al valore della vita umana come principio fondante l’azione del Servizio sanitario nazionale. Emerge, a mio avviso, dalle parole con cui il giudice Lamanna ha steso il provvedimento la comunicazione di un disvalore rispetto a tutti i numerosi pazienti che, ricoverati in strutture sanitarie o assistiti a domicilio, vivono una condizione di totale dipendenza per compiere gli atti quotidiani della vita. Ravviso inoltre il pericolo di una deriva economicista che arrivi a valutare troppo costosi sul piano assistenziale questi pazienti.


Tengo a sottolineare che da sempre sono a fianco di questi malati e delle loro famiglie e che lunedì prossimo 14 luglio, come avevo da tempo programmato, sarò proprio a visitare i pazienti in stato cosiddetto “vegetativo” (definizione che considero assolutamente inadeguata) presso il reparto dedicato all’interno dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (Verona), a partire dalle ore 11,00.


Alla mia visita seguirà una conferenza stampa”.

Aggiungo, dal discorso di Giovanni Paolo II: AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SU "I TRATTAMENTI DI SOSTEGNO VITALE E LO STATO VEGETATIVO. PROGRESSI SCIENTIFICI E DILEMMI ETICI" (17-20 MARZO 2004, AUGUSTINIANUM)

"guarire se possibile, aver cura sempre


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