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Formazione

Formazione permanente: 3 di 5 - come organizzare la life long learning e non come criticarla

Una visione d'oltralpe aiuta a comprendere come si vive all'estero la formazione.

weirdvis

19.12.2007 - pag. 50848 print in pdf print on web

V

Vivo e faccio ricerca all'estero da diversi anni, quindi il mio punto di vista
non riflette in pieno quello del legale oberato di clienti, piuttosto quello di
uno studioso. Secondo la mia esperienza la formazione permanente (lifelong
learning) è un dato acquisito, come la conoscenza di una lingua straniera, oltre
alla propria lingua madre, da parte di tutti i giuristi (avvocati, notai,
magistrati, docenti, chiunque abbia avuto una formazione giuridica).

Leggendo
alcuni degli ultimi interventi sono stupita dell'iniziativa "contro" la
formazione, prima ancora di comprendere "come" organizzare gli eventi formativi.
Mi rendo conto che stare seduti passivamente a subirsi delle lezioni frontali
sia noioso e frustrante per tutti, infatti vi sono molte altre modalità di fare
formazione, anche qualificata, per esempio basandosi sulla condivisione delle
esperienze e della conoscenza, o per esempio a distanza attraverso la modalità
di e-learning.


Alzare un muro non aiuta certo l'adempimento di un obbligo che prima di essere
tale è una necessità, considerato il tumultuoso e magmatico evolversi della
normativa giuridica, della giurisprudenza, ormai multilivello, e delle
conoscenze necessarie per orientarsi nel diritto attuale sempre più
decodificato.


Indubbiamente è riduttivo limitarsi ad evocare i propri ricordi scolastici e
universitari. Non bisogna dimenticare che il giurista (avvocato, notaio,
giudice, cancelliere...) deve trovar risposte alle esigenze dei cittadini,
spesso sballottati in una società complessa e simile ad un muro di gomma. Tra
queste figure di giuristi è l'avvocato ad accogliere per primo le richieste di
giustizia delle persone, per questo motivo l'avvocato deve essere sempre più
sensibile ai mutamenti del diritto.


La lifelong learning è una opportunità e come tutte le opportunità si tratta di
una carta che va giocata bene e sfruttata con intelligenza, senza rifiuti
preconcetti, cercando di focalizzarsi su problemi specifici.


Questo il mio contributo, spero proficuo, al dibattito in oggetto. Ringrazio di
avermi letto e auguro a tutti di trascorrere serenamente le imminenti festività
natalizie.


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19.12.2007 Spataro

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