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Il Comune di Milano sull'occupazione dello stabile in via Lecco

La posizione del Comune
22.11.2005 - pag. 29080 print in pdf print on web

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"Da oggi questa occupazione non è più diversa dalle altre; – ha affermato il vice sindaco Riccardo De Corato, dopo l’incontro tra l’assessore Maiolo e gli occupanti di via Lecco – il Comune ha offerto ai profughi ospitalità e, ancor più importante, una possibilità di inserimento, con un percorso lavorativo e corsi di lingua italiana, ma loro non hanno accettato. Dopo l’offerta del Comune, dal momento che questi extracomunitari rifiutano di inserirsi nella nostra società mediante un percorso di legalità e integrazione, l’occupazione dello stabile di Via Lecco diventa una occupazione come tutte le altre, la cui ragione d’essere a questo punto è solo quella di mettere in atto una vera e propria manovra politica. Questa vicenda, guidata da "mediatori" e "centri sociali", ha come obiettivo non certo quello di aiutare i rifugiati bensì di screditare il lavoro di questa Amministrazione. A questo punto, non c’è niente di diverso rispetto alle altre occupazioni, con tutte le conseguenze di ordine penale che possono esserci nei confronti di coloro che stanno continuando a commettere un reato a tutti gli effetti, occupando abusivamente uno stabile privato. Di questa situazione, credo siano bene a conoscenza il vice prefetto vicario attualmente facente funzioni, il Dottor Francesco Antonio Musolino, e il questore di Milano, il Dottor Paolo Scarpis, i quali da oggi sanno in quali ricoveri del Comune e della Caritas indirizzare questi occupanti abusivi, mi auguro, senza ulteriori ripensamenti".

"Prendiamo atto - ha detto da parte sua Guido Manca - che gli immigrati e i loro "mediatori" si rifiutano di accettare le proposte dei Servizi sociali per una loro ospitalità nei centri di accoglienza. Avevamo chiesto al Questore di intervenire già all’indomani dell’occupazione. Si è ritenuto invece di procedere all’identificazione degli occupanti e al controllo dei requisiti necessari per la permanenza in Italia: ciò che è stato puntualmente fatto. Il temporeggiamento, forse inevitabile, ha però proiettato immediatamente il caso, come era prevedibile, sul piano politico con il consueto corredo di "fiancheggiamento" dei centri Sociali e le pantomime demagogiche della sinistra con scope alla mano per la ripulitura dell’immobile occupato. Chiediamo alla Prefettura e alla Questura un’azione risolutiva del problema nel segno del ripristino della legalità così come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini milanesi. L’accoglienza non può essere declinata a senso unico: essa deve essere coniugata con la legalità e la sicurezza altrimenti si rischia di vanificare ogni sforzo di integrazione nel segno della civile convivenza tra cittadini residenti e immigrati".


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22.11.2005 Spataro

Spataro Link: http://www.comune.milano.it

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