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Mafia

La mafia, il mezzogiorno, le chiacchiere

Piu' che un articolo un arguto spunto di discussione proposto da Giovanni Falcone. Lo pubblichiamo perche' pensiamo che la lotta alle mafie si faccia anche con le idee. Quelle buone. (Spataro)
24.01.2005 - pag. 28400 print in pdf print on web

E

E’ di questi giorni l’autorevole grido di allarme del Procuratore Nazionale Antimafia, di cui gli organi di stampa hanno dato ampio risalto, circa la perdurante e nefasta ingerenza della criminalità organizzata nell’economia di larghe fasce territoriali del nostro Paese.

A dire il vero l’alto Magistrato non ha parlato di “Mezzogiorno”.. ha usato dei sinonimi, forse per non apparire noioso, come “aree deboli”, Regioni con basso sviluppo” etc.. La realtà la conosciamo tutti, la conosciamo bene, se ne parla da cinquanta anni. Continuiamo a chiacchierare.

E’ un allarme tanto giustificato quanto condivisibile.

Il Dr. Vigna, nel suo intervento, ha invitato le forze sindacali e imprenditoriali e la società civile in genere a ribellarsi alle organizzazioni mafiose. Non possiamo che associarci.

A leggere ed interpretare certi fenomeni nelle diverse realtà territoriali, possiamo dire che la criminalità organizzata è tanto più forte quanto maggiore è il degrado, il sottosviluppo, la disoccupazione.

Se appare così facile fare una diagnosi, la terapia stenta a decollare e nel frattempo il paziente soffre, è agonizzante, non tutti se ne accorgono, potrebbe morire.

Ho vissuto alcuni decenni nella laboriosa Regione Calabria, ho comandato un Reparto della Guardia di Finanza deputato al contrasto alla criminalità organizzata. Ho vissuto una realtà difficile e compreso che non è un problema di repressione o comunque, ciò rappresenta, come nel resto del Paese, un aspetto fisiologico per una problematica complessa.

I problemi sono soprattutto economici. L’imprenditoria sana viene soffocata e sopraffatta dalle organizzazioni mafiose, ramificate e padrone del territorio, non cresce, lo Stato latita, non si vede, non si percepisce nel sentire comune.

Ho parlato in precedenti occasioni di “Aiuti al Mezzogiorno” finiti nel nulla, o meglio, serviti unicamente ad alimentare il malaffare (1) (2) (3).

Non voglio ripetermi. Dico solo che basterebbe veramente poco: sommiamo i soldi erogati negli ultimi 10 anni, pianifichiamo un piano di interventi per i prossimi 10 in opere strutturali (idriche, trasporti aeroportuali, ferroviarie) destinando la stessa somma spesa in passato.

Andrò in Aspromonte, pensando di trovarmi a Cortina d’Ampezzo.

Poche idee, ma confuse.

Continuiamo a chiacchierare.

giovannifalcone@excite.it giovanni falcone

(1)GLI “IGNOTI DESTINATARI” DEGLI AIUTI AL MEZZOGIORNO (2)L’ARTE DELLA TRUFFA NEGLI AIUTI AL MEZZOGIORNO (3)APPALTI PUBBLICI: Il “nolo a freddo” della criminalità organizzata


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24.01.2005 Giovanni falcone

Giovanni falcone

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