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"Chi regala le ore agli altri vive in eterno" - Alda Merini
Guerre
Creare comunità, non nuove leggiDal messaggio del Papa un metodo infallibile.
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"Nessuno dev'essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà" Cosa significa per un cittadino, un legislatore, un interprete ? Di smetterla di chiedere nuove leggi perchè altri si occupino dei problemi. E' una presa di consapevolezza dei problemi e che siamo noi a doverli affrontare. Umiltà e responsabilità. Senza proporre nuove leggi per applicare regole esistenti, nè invocando l'intervento di altri. Significa dire: adesso basta, smetto di scollare Instagram e parlo con chiunque. Rivoluzioni e culture: vanno a braccetto. La Chiesa ha sperimentato tante volte, nel suo navigare lungo i secoli, tempeste e “venti contrari”, e anche noi possiamo identificarci con i sentimenti di paura e di dubbio provati dai discepoli durante la traversata del lago di Tiberiade. È ciò che proviamo nei momenti in cui ci sembra di affondare, sopraffatti da forze avverse, quando tutto appare oscuro e ci sentiamo soli e fragili. Ma non è così. Gesù è con noi, sempre, più forte di qualsiasi potenza del male; in ogni bufera ci raggiunge e ci ripete: “Io sono qui con te: non aver paura”. Per questo ci rialziamo da ogni caduta e non ci lasciamo fermare da nessuna tempesta, ma andiamo avanti, con coraggio e con fiducia, sempre. Ed è grazie a Lui che, come diceva Papa Francesco, tanti «uomini e donne […] onorano il nostro popolo, onorano la nostra Chiesa […]: forti nel portare avanti la loro vita, la loro famiglia, il loro lavoro, la loro fede» (Catechesi, 14 maggio 2014, 2). Gesù si fa vicino a noi: non placa immediatamente le tempeste, ma ci raggiunge in mezzo ai pericoli, e invita anche noi, nelle gioie e nei dolori, a stare insieme, solidali, come i discepoli, sulla stessa barca; a non guardare da lontano chi soffre, ma a farci prossimi, a stringerci gli uni agli altri. Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà e di aiuto reciproco in cui, di fronte alle crisi – siano esse sociali, politiche, sanitarie o economiche – tutti possano dare e ricevere aiuto, in base alle proprie capacità e secondo i propri bisogni. Le parole di Gesù, “sono io”, ci ricordano che, in una società fondata sul rispetto della dignità della persona, l’apporto di tutti è importante e ha un valore unico, indipendentemente dallo status o dalla posizione di ciascuno agli occhi del mondo. 18.04.2026 Valentino Spataro Vatican.va Link: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies
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