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"L'unita' dell'Europa era un sogno di pochi. e' stata una speranza per molti. Oggi e' una necessita' per tutti." - Konrad Adenauer, 1954



Funzione giudiziaria    

Mattarella sulla credibilità della funzione giudiziaria 28.5.2025.

Il Presidente Mattarella incontra i Magistrati ordinari in tirocinio

"La condizione di legittimazione dell’Ordine giudiziario risiede anzitutto nella fiducia che i cittadini nutrono nei confronti della giustizia."

Nota di Civile.it: Per il Quirinale potrebbe essere giunto il momento di prevedere incontri annuali anche con le autorità indipendenti tutte.

16.01.2026 - pag. 100807 print in pdf print on web

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con i Magistrati ordinari in tirocinio nominati con i D.M. 15/04/2024 e D.M. 22/10/2024

 Palazzo del Quirinale, 28/05/2025 (II mandato)

Rivolgo un saluto cordiale al Vice Presidente e ai componenti del Csm, e, tra di essi, ai vertici della Cassazione, alla Presidente e ai componenti del Direttivo della Scuola superiore.

A tutti voi - magistrati in tirocinio – benvenute e benvenuti al Quirinale.

...

Per la raffigurazione della giustizia si ricorre spesso all’immagine della dea con la bilancia per indicare la corretta e obiettiva valutazione di posizioni contrapposte.

L’iconografia mitologica propone la Giustizia come bendata quale segno della sua imparzialità.

Per sottolineare queste inderogabili esigenze la nostra Costituzione assicura alla Magistratura indipendenza e autonomia affinché possa decidere in modo imparziale, senza influenze o condizionamenti, anche derivanti da eventuali pregiudizi personali.

L’appartenenza all’Ordine giudiziario impone un alto senso di responsabilità, dalla cui osservanza dipende, in ampia misura, la credibilità della stessa funzione giudiziaria.

L’esercizio rigoroso del senso di responsabilità è, quindi, un risvolto necessario dell’indipendenza e autonomia della Magistratura, che esige qualificazione professionale, rispetto puntuale della deontologia, irreprensibilità dei comportamenti individuali.

Giudici e pubblici ministeri hanno, dunque, il dovere di essere e di apparire – apparire ed essere - irreprensibili e imparziali, in ogni contesto (anche nell’uso dei social media); con la consapevolezza che, nei casi in cui viene - fondatamente - posto in discussione il comportamento di un magistrato, ne può risultare compromessa la credibilità della Magistratura.

Rigore morale e professionalità elevata sono la risposta più efficace ad attacchi strumentali intentati per cercare di indebolire il ruolo e la funzione della giurisdizione e di rendere inopportunamente alta la tensione tra le istituzioni.

La condizione di legittimazione dell’Ordine giudiziario risiede anzitutto nella fiducia che i cittadini nutrono nei confronti della giustizia. Questa fiducia non va confusa con consenso popolare sulle sue decisioni. Nel giudizio l’accertamento dei fatti e l’affermazione del diritto devono avvenire – ripeto - senza subire alcuna influenza o ricercare approvazioni esterne.

Anche per questo è necessario che i provvedimenti giudiziari siano correttamente motivati, in maniera tale da consentirne la valutazione a opera delle parti, del giudice dell’impugnazione, dell’intera collettività.

La stessa decisione giudiziale, infatti, non è espressione di un potere assoluto: è sottoposta a verifiche, a controlli, a riesami, per garantirne la conformità all’ordinamento e alle sue leggi.

In questa prospettiva assume importanza anche la prevedibilità della decisione: la coerenza giurisprudenziale nell’interpretazione delle norme deve essere obiettivo di ogni magistrato poiché rinforza la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario: rientra nel dovere di garantire attuazione al principio di uguaglianza, dettato dall’art. 3 della Costituzione, assicurando la parità di trattamento tra casi simili.

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