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"Spesso una cosa stupida si regge perche' viene approvata dalla Legge." - Trilussa



Educazione    

L'intelligenza artificiale spiegata dallo Stregatto Savastano al Senato con le palline

Le palline, i token, la compressione e l'allucinazione = creazione. Al link il suo video nella relazione di 10 minuti al Senato, imperdibile

22.11.2025 - pag. 100565 print in pdf print on web

Indice generato dai software di IusOnDemand
su studi di legal design e analisi testuali e statistiche

P

Piero Savastano è l'ideatore dello Stregatto.

Non è riuscito a dirlo per l'entusiasmo, ma è l'unico strumento per usare AI restando indipendenti.

Rileggete e sedetevi, santoni che vi ripetete le stesse menate sulla AI.

Complotti ? Anima ?

E' una macchina, e per lei allucinazioni e comprensione è la stessa cosa.

Lo dico anche io da tempo, in tono polemico: se allucina, sei tu che non sai usare la macchina.

Sveglia voi che avete paura della AI: non la sapete usare, non è fatta per quello che le chiedete e vi aspettate.

Dal macellaio chiedete il pesce fritto ? Ad un notaio chiedete di ripararvi il rubinetto che perde ? Ecco.

E allora capitelo: non sapete chiedere (e non c'è nulla di male) e vi hanno insegnato male (e quelli devono tacere).

Poi arriva l'esempio delle palline. Piero, te lo rubo (ma ti cito).

Tutti inizia da palline. Sono i dati personali. Poi le palline cambiano continuamente e diventano sfumature di colori simili. Poi i colori simili si pesano insieme a colori diversi, e Parigi e Tour Eiffel sono la stessa cosa sia in Francese che in Cinese.

Sono token, stracazzo.

E i deficienti che fanno demagogia sparano supercazzole, ma senza Tognazzi.

Un token è un dato anonimizzato. Una AI, che è un file compresso di nozioni e relazioni tra di esse (questo lo dico io, scusa Piero), è anonimo. Esistono i dati anonimi. Lo ha appena confermato la sentenza Europea di Curia che ha mandato alle ortiche 3.000 pagine di guide ufficiali delle autorità europee e di tutti coloro che parlano di dati personali dentro i modelli linguistici.

 

A te la parola. Stregatto. Va bene Ollama e tutti gli altri in locale. Ma Stregatto li supera tutti, siamo in migliaia a supportarlo in giro per il mondo, ed è una idea italiana. Sua.

 

Al link il suo video nella relazione di 10 minuti al Senato, imperdibile

Trascrizione da YouTube rielaborata con genai

Piero Savastano: L'Intelligenza Artificiale e la Compressione

Piero Savastano è un esperto italiano di intelligenza artificiale e imprenditore. È il fondatore dello Stregatto, una realtà che si occupa di intelligenza artificiale e innovazione tecnologica. Ha studiato neurobotica e intelligenza artificiale presso la Sapienza e il CNR, e ha scritto la sua prima rete neurale a 19 anni. L'argomento è lo Stregatto framework, tutto italiano. Prego.


Piero Savastano:

Buonasera. Ero rimasto d'accordo col ragazzo della regia che avrei preso il telecomando per le slide perché c'avevo le slide. Io ho giurato che sarei passato prima di venire sul palchetto. Me so scordato. Quindi cambio totalmente programma e facciamo un esperimento di immaginazione. No, no, fa niente le slide. No, no, perché poi là è pieno di Genza, lì si addormentano con slide. Allora, l'esperimento è questo.

Siete in una stanza buia, soli, non c'è tempo, non c'è spazio, silenzio totale, non esiste il gusto, non esiste l'udito, il tempo è fermo.

Non abbiamo paura, non hai paura perché non senti niente. È tutto fermo. Un certo punto in lontananza si apre uno spiraglio di luce e dalla luce piano piano si avvicina un nastro.

È interessante perché c'è solo quello. E allora a un certo punto lungo il nastro arriva una pallina gialla e poi bianca e poi gialla e poi bianca. Bianca gialla bianca gialla bianca gialla. Nastro fermo.

Scopri di avere due mani e nelle due mani ci sono due palline, una rossa e una bianca. Che fai? Dici vabbè, giallo, bianco, giallo, bianco, facciamo una cosa nuova. No, metto la rossa. Metti la rossa. T' arriva una sberla sul collo, non devi prendere iniziativa, devi capire più o meno quello che arriva, no? E allora giallo bianco, giallo bianco, giallo bianco, pallina blu, pallina gialla. Stavolta metto giallo. Metti giallo, senti il vento tra i capelli. C'hai beccato per chi c'ha i capelli sempre.

Il nastro continua, i colori diventano sempre di più. Questi colori diventano 100.000 colori. Da fuori senti delle voci perché cominci a sentire anche fuori quello che succede, no? Li chiamano token. Dici vabbè. E tra le tue mani ogni volta devi scegliere quale tra 100.000 palline di colori diversi va a completare questa sequenza che arriva sul nastro e tu fai solo quello e Tariano ogni tanto delle sberle, ogni tanto invece la la follata di vento.

Diventi talmente bravo a completare la sequenza di colori che le raggruppi sempre di più. Inizialmente era solo giallo, bianco, giallo bianco. A un certo punto hai scoperto che se c'è viola e poi rosa, con una probabilità del 20% in una certa finestra di prossime palline c'è pure il rosso e hai scoperto che se viene menzionata la Tour Fel da qualche parte c'è pure Parigi. Di solito. Hai scoperto che quella cosa lì si mappa più o meno verso biglie che sono di tonalità diversa ma che hanno lo stesso andamento e c'è scoperto che pure in cinese quando c'è Tour FL poi dopo si parla di Parigi, hai scoperto che ci sono sequenze di biglie molto lunghe che tu padroneggi perché le vedi le vedi a blocchi, le vedi a blocchi sempre più ampi.

Da fuori hai cominciato a descrivere la storia del Cile del 1980. Hai cominciato a descrivere come funziona una caldaia. Sei diventato un interprete perfetto per chi ti guarda da fuori dell'oroscopo di Paolo Fox. Sei un fenomeno.

Allora da fuori si comincia a dire "Ma sarà intelligente? Abbiamo scoperto che se gli diamo tanti tanti tante palline, sequenze sempre più lunghe e gli diamo sempre più mani, sempre più capacità di calcolo e gli diamo sempre più energia, diventa sempre più potente. E senti anche dire che la quantità di risorse che ti devono dare in questa tua attività che è un'attività di compressione, perché tu leggi, cioè tu trovi dei pattern, no? Diventi sempre più bravo a trovare combinazioni di combinazioni di combinazioni e da fuori senti dire che sempre queste voci lontane che ogni tanto ti mollano una sberla o una follata di vento, senti dire.

Senti dubitare, sei un'intelligenza o meno, ma conta. E soprattutto la nostra è un'attività di comprensione. Compressione è la stessa cosa di comprensione. Cioè io ho capito, secondo voi? Nel frattempo fuori cominciano a fare scommesse sempre più alte sulle nostre capacità di prevedere questi andamenti. Cominci a vedere sequenze che sono prodotte da centinaia di milioni di persone e questi zeri aumentano.

E questa è l'intelligenza artificiale fino a ora.

Grazie.

Ok, prendo un minuto. Posso prendermi un ultimo minuto? Prego.


Piero Savastano:

Allora, m'avevano invitato, dovevo anche menzionare lo Stregatto, che è il motivo, diciamo, per cui mangio ogni tanto, oltre a prevedere palline. Però questo esperimento era un pò un modo per farvi immedesimare nei panni del language model, dici GPT, perché effettivamente se guardi dal punto di vista della teoria dell'informazione loro questo fanno, sono dei compressori, cioè c'è GPT è una specie di zip, è un file e quindi nella misura in cui siete disposti a credere che compressione e comprensione sono la stessa cosa, che è una cosa durissima da fare, c'è gente che non ci dorme, avete capito di che cosa stiamo parlando? Dopodiché c'è tutto un aspetto applicativo e ci tengo a dirvi questo riguardo a, se non ho finito il tempo, che il discorso delle risorse che devono essere esponenzialmente sempre di più per fare in modo che questa macchina sia sempre più capace, indifferentemente dalla morale che ci proiettiamo sopra, è giusto, sbagliato, allucinato per questa macchina qua. Allucinare e creare è la stessa cosa. L'allucinazione o la creatività è un'interpretazione morale che noi facciamo di quello che spara, perché se si inventa una poesia è creativa, se ti dice una cappellata allucinato, ma è la stessa cosa geometricamente e in termini probabilistici.

È tutta roba nostra, è tutta proiezione e a questo dobbiamo stare attenti. Siamo bombardati da questi intellettuali che si presentano ai podcast e ci sparano queste cose, no? Perché l'intelligenza artificiale si ribella.

La EGI, intelligenza artificiale generale, ma sicuramente a un certo punto magari ci arriviamo, però magari perché questa gente ha tutto questo ascolto, ha tutto questo seguito perché è una super cazzola, noi le costruiamo. Diceva un vecchio intellettuale del 1900, "Comincerò a preoccuparmi della rivoluzione delle macchine quando il computer si connetterà alla stampante, che è impossibile." Quindi il problema non è è intelligente, non è intelligente la rivoluzione delle macchine, Terminator, ex macchina. Il problema è chi ha la spina, chi ha i dati. Se è parlato bene di dati, calcolo e algoritmi, parametri, cioè la capacità che ho di prevedere queste sequenze. Queste sequenze possono essere testo, immagini, video. La cosa è appena iniziata perché se scaliamo altri tre o quattro zeri effettivamente stiamo a dimensione cervello umano e poi ci divertiamo. Ma in ogni caso sono macchine e c'è qualcuno che investe per addestrarle. C'è qualcuno che costruisce i data center che consumano tanta energia quanto città intere per costruirli. C'è chi si mette a fare le leggi, c'è chi invece gioca al Monopoli e quello che fa le leggi fa: "Ragazzi, allora tu devi andare in prigione senza passare dal via, io però faccio le regole e basta". Questo è l'ICT. Secondo me sta succedendo di tutto. Ricordatevi solo che se seguite i soldi avete capito l'intelligenza artificiale perché quei 10x sono tutti capitali e non c'è nessun pericolo se non quel pericolo là.

Grazie.


Piero Savastano:

Grazie. [applauso] Grazie


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