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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Milano, 13 ott 2020
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Sicurezza 10.07.2020    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Soro: Scuola, cloud della P.A. e piattaforme americani e cinesi ? Meglio il nostro registro elettronico

Non possiamo vivere appoggiandoci alle #piattaforme cinesi e americane di cui non sappiamo assolutamente niente.

Civile.it ha deciso di ripubblicare l'intervento originale in audio e video per evidenziarlo ai lettori, nel rispetto della licenza parlamentare, cosi' come facemmo ben poche altre volte con Quintarelli e il capo della Polizia Postale


Valentino Spataro

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I

In un mondo ideale io avrei avuto torto e mi darebbero dell'allarmista.

Ma da anni ho tolto tra i miei fornitori le piattaforme americane, manentendo per necessità solo un server Amazon in Irlanda e Alexa ma senza usare i loro server per lo sviluppo.

Google Calendar, Gmail, Dropbox ed anche i fornitori di hosting: chiuso tutto da anni. Ma a distanza di anni, non si finisce di bloccare ancora.

La scuola in mano a Google ?

Tutta la P.A. a breve scegliera' in un bando contestatissimo, che salterà per la non conformità al GDPR, un fornitore che per standard richiesti o e' americano o non e'.

L'allarme gira tra gli esperti, ma sono tutti nerd. Passiamo per allarmisti, finche' Soro non dichiara:

Non possiamo vivere appoggiandoci alle #piattaforme cinesi e americane di cui non si  sa nulla

Lo dico di anni. Il giorno che avro' una questione seria, chiedero' al mio avvocato come usa il suo pc.

Tutti su dropbox e scherzarci pure su.

L'Europa poi non ci aiuta a sviluppare alternative, anche se ce ne sono. Ma non sono come quelle americane, cosi ben posizionati nella ricerca organica (!) dei motori di ricerca. Tutti i software migliori sono USA, ve ne siete accorti ?

Ora lo dice il Garante. Noi diciamo solo che per non usare tool negli USA abbiamo costi e incertezze molto maggiori. Ma lo facciamo per gli utenti, in mezzo ai quali, ci siamo anche noi.

Il 16 luglio una corte europea puo' dire basta ai pessimi accordi in materia di privacy che sono stati negoziati con gli USA.

L'EDPS invoca i governi: basta fornitori esteri.

Google arriva annunciano investimenti per un miliardo di dollari in Italia, annuncio costruito perche' sia utile ai politici.

Stupendo. Che tempi. Quanta capacità di controllo.

E invece il resoconto sommario edulcora.

^ COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA

MERCOLEDÌ 8 LUGLIO 2020

^ 40ª Seduta

 

Presidenza del Vice Presidente

PILLON 

 

  Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, dottor Antonello Soro.                                  

 

La seduta inizia alle ore 8,05.

 

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

 

Il PRESIDENTE avverte che della seduta verrà redatto il resoconto sommario e che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo, con contestuale registrazione audio, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. I lavori della Commissione, che saranno oggetto di registrazione, potranno essere quindi seguiti in diretta - dall'esterno - sia sulla web tv Camera che su quella del Senato.

Non essendovi osservazioni contrarie tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.

 

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

^ Seguito dell'indagine conoscitiva sulle forme di violenza fra i minori e ai danni di bambini e adolescenti: audizione del Presidente del Garante per la protezione dei dati personali   

 

Prosegue la procedura informativa, sospesa nella seduta il 24 giugno scorso.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il presidente Antonello Soro per la disponibilità a partecipare ai lavori della Commissione e a fornire il suo contributo sulle questioni afferenti alla violenza tra i minori e ai danni di bambini e adolescenti. Dà quindi la parola all'audito.

 

Il presidente Antonello SORO rileva come il contesto in cui gli abusi in danno di minori maturano e si amplificano sia sempre più spesso la rete, che nella vita dei ragazzi ha un’incidenza determinante.

Le relazioni intessute on-line, la condivisione sui social di ogni più intimo frammento di vita, la percezione del mondo sempre più mediata dalla rete impongono nuove esigenze di tutela, a fronte dell’inadeguatezza delle categorie tradizionali del diritto a normare fenomeni in continua evoluzione, come le tecnologie che li plasmano.

Il cyberbullismo, le vessazioni esibite da ragazzi in danno di coetanei, il revenge porn, ma anche il più rigido conformismo e l’emarginazione di chiunque pensi o agisca diversamente dalla maggioranza, sono solo alcune delle implicazioni dell’uso distorsivo della rete.

Da veicolo di straordinarie opportunità di crescita ed emancipazione, il web rischia infatti, se vissuto in assenza della necessaria consapevolezza, di esporre a   pericoli sottostimati  ragazzi sempre più fragili, nello iato tra illusione di autonomia e introiezione di regole, esperienza della libertà ed esercizio di responsabilità.

Anche perché la rete è lo spazio dove i minori sono troppo spesso lasciati soli e liberi di navigare.  Secondo una ricerca della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) presentata in occasione del Safer internet day, l’80 per cento del campione dichiara di aver ricevuto dai genitori limitazioni solo in ordine al tempo di utilizzo dei dispositivi telematici, al carattere chiuso dei profili social, al divieto di accesso a siti porno, ma non regole di condotta più puntuali.

La ricerca riferisce, poi, che oltre il 50 per cento dei ragazzi tra gli 11 e 17 anni avrebbe subito episodi di bullismo e tra chi utilizza quotidianamente il cellulare (85,8 per cento), ben il 22,2 per cento sarebbe stato vittima di cyberbullismo, oltre che di "trolling" da parte di coetanei, percepite come particolarmente umilianti.

La rete è, infatti, anche il luogo in cui, nell’illusione dell’anonimato, minori violano altri minori.  Dalla violenza carnale - agìta off-line e poi esibita on-line– all’hate speech; dalla "servitù volontaria" cui si espone la ragazza che si vende in rete, al cyberbullismo. Dopo aver svolto ampie considerazioni sulla legge sul cyberbullismo e sulle misure di tutela da essa apprestate si sofferma sulla procedura d’urgenza per la rimozione dei contenuti lesivi, con una prima istanza rivolta al gestore e, quindi, sottoposta al Garante in caso di inerzia, rigetto o impossibilità di identificazione del titolare. E’ una tutela remediale innovativa ed efficace che, da un lato, evita ogni forma di ingerenza da parte del gestore nelle comunicazioni degli utenti, dall’altro lo responsabilizza nel caso in cui gli sia segnalata la presenza di contenuti illeciti in rete, come dimostra del resto l’adesione spontanea e in tempi celeri della maggior parte delle piattaforme. E’ peraltro prossimo all’adozione il codice di co-regolamentazione previsto dalla legge e alla cui redazione l’Autorità ha fornito un contributo rilevante.

Rilevanti sono anche le misure previste dalla legge per l’educazione all’uso consapevole della rete, che se ben attuate potrebbero davvero agire sulle cause profonde, culturali e sociali del cyberbullismo.

Dopo aver svolto alcune considerazioni sui disegni di legge di modifica della legge n. 71 del 2017 attualmente all'esame del Senato, si sofferma sulla questione della regolazione dell’uso dell’anonimato sul web.  

Dopo aver affrontato la tematica relativa all’alfabetizzazione digitale quale vera e propria "educazione civica" al tempo della cittadinanza digitale, rileva, concludendo che la "neutralità" del web – intesa come suscettibilità ad usi lesivi o invece solidaristici- carica gli utenti della responsabilità per la propria condotta on-line e fa carico agli adulti del delicato compito di rendere i minori consapevoli di quanto straordinaria, ma anche rischiosa, possa essere questa nuova – e mai abbastanza "esplorata"- dimensione della vita.

 

Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato l'audito per l'intervento svolto, dichiara aperto il dibattito.

 

L'onorevole Maria SPENA (FI) svolge alcune considerazioni sulla progressiva importanza che l'uso della rete ha assunto durante la fase 1 della emergenza epidemiologica da Covid 19: attraverso il web non solo tanti lavoratori hanno potuto proseguire da remoto la propria attività, ma tanti studenti sono riusciti a continuare le attività didattiche, pur con le ben note difficoltà. Sono evidenti i molteplici aspetti positivi della rete, ma non devono essere sottovalutati i limiti e le criticità legati all'uso di quest'ultima. Dall'attività svolta dalla Commissione è emerso come spesso i minori non abbiano piena consapevolezza dei rischi e dei pericoli connessi alla navigazione online. Navigando privi di controllo e supervisione, tanti bambini e adolescenti rischiano di imbattersi in orchi, potenziali autori di abusi e violenze.

Ricorda quindi l'approvazione unanime nel luglio dello scorso anno da parte della Assemblea della Camera dei deputati di una mozione proprio sui temi della violenza ai danni dei minori. In quella mozione si segnalava l'importanza di avviare un sistema di monitoraggio del fenomeno attraverso la raccolta di dati statistici, attività in relazione alla quale si prevedeva la costituzione di un tavolo tecnico con il coinvolgimento anche del Garante per la protezione dei dati personali. Chiede quindi al dottor Soro di sapere se il tavolo tecnico sia stato costituito e se siano stati compiuti progressi nella rilevazione statistica e nel monitoraggio della violenza ai danni di bambini e adolescenti.

 

L'onorevole Rossella MURONI (LEU) sottolinea come durante il periodo di lockdown si sia assistito, anche in ragione dell'avvio della didattica a distanza, ad un significativo aumento della presenza in rete dei minori. Chiede al dottor Soro se il Garante per la protezione dei dati personali si sia occupato della questione relativa alla tutela della privacy in relazione alla didattica a distanza e all'inserimento per l'accesso alle classi virtuali di dati personali dei minori.

Conclude ribadendo l'importanza di assicurare adeguate forme di protezione ai minori in rete.

 

L'onorevole Patrizia MARROCCO (FI) dopo aver posto quesiti sulla questione relativa alla tutela dei minori e della privacy sui social network e in particolare sulla piattaforma Tik Tok, si sofferma sull'aumento della violenza ai danni di minori, soprattutto attraverso la rete, che, fra gli altri, le forze di polizia hanno registrato nel periodo di lockdown.

 

Il dottor SORO risponde ai quesiti posti soffermandosi in primo luogo sulla questione relativa al funzionamento dei tavoli tecnici, in proposito fa presente l'imminente conclusione dei lavori del Tavolo previsto dalla legge n. 71 del 2017 in materia di contrasto al cyberbullismo. Fornisce poi elementi di risposta sul tema violenza ai danni dei minori anche attraverso l'uso della rete nel periodo di lockdown. Si sofferma in particolare sui profili relativi alla didattica a distanza e alle piattaforme utilizzate dalle scuole per l'espletamento di tali attività. Dopo aver dato conto delle iniziative avviate a livello europeo e che vedono il coinvolgimento anche del Garante della privacy italiano, per assicurare agli utenti che utilizzano Tik Tok una adeguata tutela dei dati personali, si sofferma sul tema dei diritti e delle misure di protezione, quali filtri e sistemi di parental control, che devono essere garantiti a coloro, soprattutto minori, che navigano in rete. E' importante che nella dimensione online siano tutelati quegli stessi diritti che l'ordinamento riconosce nel mondo "offline".

 

Il PRESIDENTE dichiara concluso il dibattito e, dopo aver ringraziato il dottor Soro, dichiara chiusa l'audizione odierna.

 

Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato.

Al link sotto indicato il video con la relazione di Soro - Mercoledì 8 Luglio 2020, n. 40

10.07.2020 Valentino Spataro
Valentino Spataro


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