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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Agcom 12.07.2017    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

AGCOM: garantire le liberta' dalle fake news

Relazione annuale interessante, come sempre, dell'AGCOM. Emergono due punti: l'interesse a garantire la verita' contro le fake news e la richiesta di altri poteri; ed anche che l'Agcom porta la sua relazione su temi propri dell'Antitrust e del Garante della Privacy.
Ecco alcuni passi estratti dalla relazione annuale del 2017 sul 2016. Il Grassetto non e' nell'originale, e' stato aggiunto solo per evidenziare alcuni punti.

 

Indice

  • Nessuna regola, nessuna forma di autore
"

"E anche  l’anno in cui consumatori e cittadini hanno invocato a gran voce un nuovo ruolo e nuove protezioni dentro l’economia e la societa' digitale. Richieste in positivo, in risposta alla complessita' derivante dalla crescente quantita' e qualita' dei servizi o all’esigenza di alfabetizzazione digitale e riduzione dell’esclusione sociale ( digital divide); all’opposto si invoca tutela contro i fenomeni devianti e deviati del web quali hate speech , fake news, cyberbullismo.

"Nuove prestazioni e nuove tutele, qualita' e capacita' di protezione piu' avanzate sono le sfide, e al tempo stesso i doveri, che l’Autorita' e' chiamata ad assumere, con l’aiuto del legislatore invitato a conferire con urgenza ad Agcom le competenze necessarie ad affrontare le “nuove” garanzie nelle comunicazioni nell’ecosistema digitale.

 




  • "Vorrei concludere sottolineando un aspetto che emerge da tutta la presentazione. Il mondo della comunicazione e' cambiato. Non e' piu' soltanto quello della carta stampata o digitale, della televisione lineare o della radio analogica, ma e' anche quello della Rete. Sara' dunque importante per tutti noi continuare a studiare i fenomeni emergenti (come le fake news , l’incitamento all’odio, il cyberbullismo ), ma e' anche il momento di prendere coscienza che si sono affermati nuovi attori e nuove problematiche nella scena e che l’Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ha bisogno del sostegno del legislatore per avere nuovi strumenti adatti ad affrontarle, ricordando a tutti loro una frase, scolpita nella sala Consiglio dell’Autorita', del nostro amato e compianto collega Antonio Preto: “ A questo servono le regole: non a limitare le nostre liberta', ma a garantirle e tutelarle”.




  •  
    "Focus tematico 4 Agcom e Internet da infrastruttura di libertà a controllo dei diritti individuali, della qualità e della sicurezza Internet è un bene comune e una “rete di libertà”: libertà di espressione e di comunicazione, accesso alla conoscenza e partecipazione, libertà d’impresa e di innovazione. A questo titolo occorre garantirne accessibilità, buon funzionamento e neutralità. E questo – come visto – è compito dell’Agcom. Ma Internet è, nei livelli più alti, una piattaforma che richiede all’Autorità – alla luce delle sue funzioni di controllo degli effetti della concentrazione dei poteri economici sul pluralismo e sulla qualità dell’informazione – uno sforzo di natura diversa, con l’intento di interrogarsi sui rimedi più efficaci per limitare alcuni fenomeni dannosi generati dalla Rete e sulla fiducia riposta nella capacità dei sistemi e dei gestori della comunicazione in Rete di autoregolarsi. L’Agcom ha nel corso dell’anno appena trascorso aperto il dibattito per affrontare anche questi temi.

    "Un fenomeno certamente di estrema gravità è la diffusione voluminosa, istantanea e incontrollata di notizie deliberatamente falsificate o manipolate.

    "Nell’architettura del cyberspazio possono generarsi e moltiplicarsi informazioni manipolate e falsificate, con effetti anche gravi derivanti  dalla  loro  diffusione  attraverso  la  Rete.  Come  ha  scritto Charles Spurgeon 7 ben 162 anni fa, “mentre le bugie fanno il giro del mondo, la verità si sta ancora infilando le scarpe”. La velocità della Rete deve permettere alla verità e, meno prosaicamente, all’informazione di qualità di correre più veloce della disinformazione, di interessare le nostre menti e di attrarre la nostra attenzione.

    "La libertà di espressione e il libero mercato delle idee non hanno nulla a che fare con la diffusione di notizie false. Nel sistema dei media (inclusi gli editori online) queste ultime incontrano degli ostacoli alla loro diffusione grazie all’organizzazione del sistema dell’informazione 8;  alle  regole  sul  diritto  di  cronaca  (che  tutelano l’interesse pubblico dell’informazione, ma anche la loro corretta esposizione, la verifica delle fonti e la verità dei fatti pubblicati); all’esercizio del diritto di rettifica da parte del singolo che si ritenga leso per la falsità dei fatti (ingiuria, denigrazione) o di intervento da parte dell’Autorità in caso di lesione di diritti della persona (ingiurie, denigrazione) o di istigazione all’odio. Nelle comunicazioni e nella diffusione di informazioni in Rete attraverso i social network non si hanno queste tutele e al tempo stesso il web non si presta inequivocabilmente ad essere una piazza di confronto delle opinioni.

    "La diffusione di notizie false sul web è ancor più pericolosa a causa della velocità con cui si realizza; tali notizie, infatti, diventano virali e generano effetti che possono essere estremamente gravi a livello sociale (in quanto in grado di influenzare la libera costruzione delle opinioni e plagiare le coscienze dei più deboli) e individuale, arrivando ad avere conseguenze a volte anche drammatiche 9.

    "Il problema non sono le troppe bugie, sono, paradossalmente, le troppe verità che si fronteggiano antagoniste, senza dialogo. Verità antagoniste che appaiono prigioniere del tifo, della polarizzazione, del pregiudizio di conferma. Occorre a questi fenomeni porre rimedio, come avviene con i limiti alla libertà di espressione e alla libera circolazione delle idee nei media “riconosciuti”, garantendo che le piattaforme online non offrano opportunità di diffusione virale di forme illegali di informazione manipolata, di incitamento all’odio, di denigrazione. Attualmente il dibattito vede schierarsi da un lato i promotori dell’autoregolamentazione, attraverso rimedi proposti dai gestori delle piattaforme online (a cui possono essere ricondotte le soluzioni messe in campo da Google o  Facebook attraverso, per esempio, la costituzione di  black list e la sottrazione di introiti pubblicitari alle pagine web che falsificano o manipolano notizie). Dall’altro i sostenitori di rimedi attuati attraverso interventi legislativi o regolamentari volti sia a costituire organismi deputati a definire regole per l’individuazione, la verifica e la rimozione delle informazioni false o calunniose, sia a fare obbligo alle piattaforme di rimuoverle 10.

    "Depone a favore di un intervento normativo la preoccupazione per l’eccessivo potere delle piattaforme online. Ci si chiede, infatti, come sia possibile fidarsi della promessa dei colossi del web di sviluppare algoritmi finalizzati a rimuovere le informazioni false e virali se questi stessi colossi sono anche i principali “utilizzatori” gratuiti dell’informazione attraverso i motori di ricerca e la gestione degli algoritmi che determinano la gerarchia delle preferenze. Inoltre, sembra legittimo dubitare che, in assenza di un controllo esterno e terzo, questi operatori siano disponibili a sacrificare i ricchi introiti pubblicitari a favore di costi (tra l’altro indiretti perché danneggerebbero in via diretta gli inserzionisti) per il contenimento dei danni in reputazione.

    "È vero che le soluzioni di controllo ed enforcement sono estremamente difficili da attuare, soprattutto perché dovrebbero essere condivise a livello globale, ma è altresì auspicabile che, anche laddove si optasse per soluzioni di autoregolamentazione, queste partano dal basso e consentano la partecipazione dei veri danneggiati dalle notizie false e virali o dalla diffamazione: innanzitutto i consumatori fuorviati e i singoli individui lesi, in secondo luogo l’informazione plurale, garantista e di qualità difesa dalla nostra Carta Costituzionale.

    "Occorre in ogni caso un forte investimento culturale nella  digital literacy , trasformandoci tutti in ricercatori di verità e di informazione di qualità. Nessuna regola, nessuna forma di autoregolamentazione può sostituire il nostro attivismo intellettuale, la nostra capacità di ascolto dell’altro, la volontà di discutere punti di vista lontani dal nostro.




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