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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Avv. Alberto Foggia - curatore dell'osservatorio di proc. civ.

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Giustizia 28.10.2016    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Due parole sulle sentenze emesse dai computer

Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare

 

Indice

  • GIUDICE INFORMATICO E MANICHEO
  • INFORMATICA
  • CONCLUSIONE
M

Mi sono ripromesso da tempo di non inseguire piu' quello che dicono in tanti seguendo le mode.

La notizia della settimana e' che un computer emettera' sentenze in UK. O almeno potrebbe farlo.

Ora se non fossi programmatore commenterei con prudenza che, perlomeno, prima voglio leggere le decisioni emesse dal computer,  poi parlerei.

GIUDICE INFORMATICO E MANICHEO

Se non conoscessi il diritto non mi permetterei mai di dire che il compito del giudice e' dire giusto o sbagliato, come ho sentito dire da avvocati miei coetanei. Siamo impazziti ? Dove e' finito lo studio universitario ? La pratica con gli avvocati di una volta ?

Come si puo' pensare che il giudice perfetto e' quello che non sbaglia mai ?

Mai letto Beccaria ? Le mie prigioni ? Sbagli il giudici assolvendo il reo, piuttosto che condannare l'innocente. Un innocente condannato e' una mina per una societa'. Cesare Beccaria aveva ragione da vendere. Meglio un impunito in piu', al diavolo tanti giornali che ipocritamente si stracciano le vesti gridando ad una incompetenza generalizzata di chi non condanna.

Ed e' per questo che alcuni giudici hanno avuto paura di non condannare. Alcuni con gravissime conseguenze personali.

Ma pazienza: l'importante e' ingannare il popolo sul fine della giustizia.

INFORMATICA

Ma visto che sono programmatore ho qualche argomento dalla mia.

L'intelligenza artificiale e' finita. Non ne parla piu' nessuno. Si parla invece di smart computing. Leggetevi la voce del mio dizionario.

Facile fare giustizia prenendo ad esempio tanti casi simili.

E allora giustamente si parla del dottore informatico che trova soluzioni che sfuggono ai medici, curando i pazienti.

Vi posso dire che con tecniche che ho teorizzato e iniziato a sviluppare esiste veramente la possibilita' di misurare la giustizia e ripeterla.

Tuttavia il mio metodo non sara' mai schiavo del mercato: la struttura e' di chi propone un aiuto ai giudici, non sostituirli.

Perche' non mi interessa niente che in casi simili la soluzione sia quella. Voglio una persona che guarda e rifiuta in parte e decide di propria iniziativa.

Non lo chiede il buon senso. Lo chiede la legge. Il giudice risponde solo alla legge, non alle domande delle parti (conosco l'extra petitum, capitemi bene per favore).

E la legge contempera interessi. Come fine ha l'armonia sociale. La decisione migliore e' quella che scontenta tutti.

CONCLUSIONE

Facile essere manichei e gridare ad una giustizia rapida e informatica. 

La penna e' lo strumento del giudice, non e' la testa del giudice.

L'informatica non e' una testa. E' uno strumento.

Strano piuttosto che io sia preoccupato a dover ribadire una cosa tanto ovvia.

Per favore, non voglio piu' sentire dire che compito del giudice e' dire si o no.

Non e' questo che gli avvocati devono chiedere e non e' questo quello che il giudice deve fare.

Rispettare le regole si'.

Ma l'equitas romana o l'equivalente islamico esiste per un motivo: nessuno e' perfetto.

Avere una giustizia perfetta significa mettere le regole sopra l'umanita' degli esseri umani.

La legge regola gli uomini, ma non l'essere umani.

28.10.2016 Spataro
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