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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Bullismo 21.09.2016    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

CyberBullismo e Stalking: con i sordi non si arriva a nulla

Mai una risposta puntuale. Tuttavia riportiamo le dichiarazioni dallo stenografico della Camera.
I dubbi sollevati sono i nostri, prima di tanti altri a parte Fulvio Sarzana al quale il merito gia' ai primi di agosto di aver sollevato il problema. Per informazioni: appellobullismo.wordpress.com

 

Indice

  • che si che chi si occupa di questo
  • smettiamola di scrivere queste norme su
  • c’è un punto della legisla
D

DONATELLA FERRANTI, Presidente della II Commissione. Sì, vorrei intervenire perché credo che sia importante precisare qualcosa, in quanto di cose se ne sono dette tante e a un certo punto poi anche il silenzio può sembrare, può dar adito a un atteggiamento che non viene compreso, credo, fino in fondo.
  Allora, in realtà io voglio risponde all'onorevole Sannicandro, che pure fa parte della nostra Commissione e che forse – credo – non ha riletto le audizioni e l'indagine conoscitiva che abbiamo svolto.
  Innanzitutto, c’è da precisare un punto: non abbiamo aumentato nessuna pena. Questo è importante dirlo, perché sempre si parla di un'attività di questa Commissione giustizia – sia pure questa volta congiunta con la Commissione affari sociali – che va a individuare nuove figure di reato e ad aumentare le pene tout-court: non è così.
  Già oggi il reato di stalking, che fu introdotto nel 2009 con il decreto-legge Carfagna, prevede l'aggravante dell'atto persecutorio commesso attraverso strumenti informatici e l'aggravante comporta, già oggi, un aumento di pena fino a un terzo, cioè i cinque anni che sono previsti per il reato base diventano 6 anni e 7 mesi.
  Nella struttura nuova, che la Commissione ha voluto dare all'esito dell'indagine conoscitiva, all'aggravamento rispetto al reato di stalking realizzato attraverso Internet o attraverso strumenti informatici è stata soltanto precisata in via autonoma la pena: sei anni, quindi, onorevole Sannicandro e colleghi, più bassa di quella in astratto prevista dal codice.
  La cosa importante, invece, è quello che si è voluto precisare della condotta, cioè che si tratta di atti che oggi sono privi di sanzione, oggi sono privi di reato, oggi quelle condotte di sostituzione di persona, di realizzazione di video attraverso Internet, che poi vengono messi in circolazione, video carpiti con violenza o minaccia, oggi quella tipologia di condotte, che ha creato e crea vessazione, che crea emarginazione, che crea paura ed ansia, quelle condotte che spesso hanno portato al suicidio, quelle condotte oggi – lo ha confermato, durante l'indagine conoscitiva, l'intervento che ha fatto in Commissione il procuratore aggiunto della procura di Roma che si che chi si occupa di questo – sono prive di sanzione e su questo c’è stato un emendamento dei relatori delle Commissioni, che hanno voluto farsi carico di questa precisazione, che credo che sia molto importante e consenta di dare degli strumenti ulteriori di tutela alle vittime.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO PAOLO SISTO. Grazie, Presidente, io non entro nel merito di questo provvedimento, nel senso che, checché ne dica il presidente Ferranti, che indubbiamente ha tutte le competenze per poter esprimere quel giudizio che ha espresso, certamente questa è un'ipotesi di aggravamento della sanzione: sa bene che la previsione dell'aggravante, allorquando invece viene caratterizzata da una pena che va da 1 a 6 anni, perde la sua caratura di aggravante, in qualche maniera ha una sua autonomia dal punto di vista funzionale, quindi si tratta certamente tout-court di un aggravamento.
  Ma l'affermazione che io vorrei, diciamo così, discutere rapidamente in questo intervento, per cui io mi asterrò su questo emendamento e non voterò favorevolmente, non è tanto sul merito di questo emendamento, quanto sulla tecnica legislativa che questo Governo e quindi, ahimè, anche questo Parlamento portano avanti in tema di norme penali, cioè è Pag. 40evidente che siamo passati dalla supplenza degli anni Settanta, dalla decodificazione di Natalino Irti, dal timore delle norme in bianco, ad una sorta di ipertrofia dalla sanzione penale e soprattutto siamo tornati a quella emotività, nella gestione delle norme penali, che io trovo quanto di peggio si possa immaginare.
  Rammenterò a quest'Aula che siamo passati ad una normazione assolutamente frettolosa purché si giunga al risultato – l'obbligazione di risultato – una caratteristica del modo di legiferare in materia penale: purché si cambi, purché si faccia, ma poi quello che accade per i cittadini ovviamente è affidato alla pazienza e alle difficoltà che la magistratura ha nell'applicare queste norme e soprattutto nella capacità dei cittadini di impattare con questo risultato, che deve essere comunque raggiunto.
  Allora, questa emotività normativa – che ci ha portato ad un omicidio stradale in cui i reati colposi possono essere puniti fino a 18 anni di reclusione, a concedere immunità penali a delegati di affittuari per quanto concerne l'IVA – io credo che oggi non sia lontana da quello che io non esito a definire un pandemonio penale, cioè sostanzialmente una legislazione penale affidata al caso in qualche modo, affidata agli interessi di taluni che spingono per determinate norme.
  In questo caso, mi sembra che quest'ulteriore aggravamento, benché possa essere giustificato, è un'ulteriore dimostrazione di come, benché una volta si pensasse alla norma penale come una norma di tutti, cioè una norma indirizzata a regolamentare fenomeni che vedevano il bene giuridico posto in pericolo o comunque leso, oggi la sensazione è che, in questo scorcio di legislatura, l'ipertrofia del ricorso a norme penali non trovi altra giustificazione che nel raggiungimento di risultati assolutamente estemporanei.
  A me non piace questo modo di scrivere il diritto penale, perché poi si passa da una magistratura eccessivamente discrezionale ad una magistratura costretta in qualche modo a fare i conti con questo fenomeno.
  Io penso che bisogna rivalutare oggi, in qualche modo, il ruolo della magistratura intera e vederla come il difensore in qualche maniera di uno Stato, rispetto a un modo di fare politica e politica penale che mette a rischio e mette in pericolo la stessa incolumità dei cittadini di fronte al diritto soggettivo di punire.
  Allora smettiamola di scrivere queste norme sulla scorta di emotività e di interessi personali e torniamo a quel sano diritto penale sistematico – fatemi citare Nuvolone, da questo punto di vista – che consente di riconoscere, in una norma, una piccola parte armonizzata, una tessera di un mosaico di un sistema che sia riconoscibile per mappatura, per luoghi e soprattutto per filosofia culturale.
  Il diritto penale non deve avere colore, non deve avere emotività e questo credo che debba essere il modo con cui il Parlamento debba legiferare e continuare a legiferare.
  È una speranza, Forza Italia si batterà per questo, io continuerò a battermi per questo, non me ne vorrà qualcuno se su questo emendamento ci sarà il mio voto di astensione.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Daniele Farina. Ne ha facoltà.

  DANIELE FARINA. Grazie, Presidente, un minuto: io credo che la domanda posta dall'onorevole Sannicandro non sia, diciamo, marginale: c’è un punto della legislatura in cui ci si guarda indietro e si guarda se le cose che abbiamo fatto vanno nella direzione giusta oppure no.
  Ecco, noi abbiamo, nel corso di questa e di altre legislature, reagito ad alcune emergenze oppure alla cronaca incalzante con questo meccanismo dell'innalzamento delle pene, a volte svincolato da altri provvedimenti di carattere culturale, sociale, eccetera. Allora, siccome la cronaca continua ad inseguirci e non si vede beneficio nel nostro intervento, anzi, la domanda è questa: ma stiamo andando nella direzione giusta oppure, forse, dovremmo un attimo fermare, su questo e altri provvedimenti, Pag. 41le macchine e provare a ragionare se la politica penale che abbiamo intrapreso vada nella direzione corretta oppure no ?

21.09.2016 Spataro
Fonte: Camera




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