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Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

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Video 15.12.2015    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Il valore insostituibile, e non protetto, della privacy

Ted. Eccezionale speech.

 

L

L'umanita' intera e' debitrice con TED.com

La scelta degli oratori che parlano delle proprie competenze e' senza valore pecuniario, ma cambia il mondo.

Glenn Greenwald e' uno dei tanti esperti di privacy che sanno che ci sara' un problema nei prossimi anni con la privacy, a dispetto di tutti gli sforzi delle autorita' costrette ad operare nei parametri formali di una legge che considera i computer pericolosi al pari di una attivita' nucleare.

Peccato che questi computer siano nelle tasche di ognuno di noi. La legge sulla privacy oggi e' incostituzionale per sopravvenuta modifica delle basi sostanziali della legge: nessuno reputa il computer o uno smartphone piu' pericoloso di un'automobile. E' un qualcosa che impattera' direttamente i legislatori.

Questo non significa che la privacy non sia un valore. Solo che interpreti e giudici sono costretti ad applicare nozioni che si sono allontanate dalla realta'. Non parlo di disapplicazione diffusa del diritto. Parlo di cambiamenti di valori, di bene giuridico tutelato, di fondamenta delle leggi soggette all'invecchiamento.

Le autorita' lo sanno, e continuano a trovare nuovi regolamenti per inseguire le tecniche e applicare le regole che, bisogna dirla, molto vogliono o non possono fare a meno di non rispettare, per motivi giuridici e motivi commerciali.

Negli USA questi temi servirebbero solo per riflettere. Il pericolo in Europa e' di gridare al lupo, contro chi vuole minare le basi del diritto con ragionamenti rivoluzionari, mentre si tratta invece di conservare il valore della Costituzione che consente la liberta' di vivere, professare, lavorare e nascondere.

Il relatore espone chiaramente un principio che pochi conoscono. La mancanza di privacy non e' un problema se non si ha nulla da nascondere, come vorrebbero tutte le forze di polizia del mondo, come ho potuto constatare personalmente in piu' gruppi internazionali.

La mancanza di privacy, di spazi dove ognuno di noi possa nascondere quello che ha da nascondere, e tutti hanno qualcosa da nascondere anche per motivi legittimi o di convenienza legittima, e' direttamente connesso al principio di democrazia.

Che ognuno possa nascondere una propria area e' correlato alla liberta' di poter dire quello che si pensa.

Ricerche internazionali lo confermano: piu' sei libero di tenere nascoste parti di te, piu' sei libero di pensare, di fare ragionamenti sbagliati che poi correggi e, in fin dei conti, non diventare conformista come avviene tipicamente la' dove ogni comportamente viene valutato da terzi.

Le societa' dittatoriali sono quelle che controllano tutto di tutti, perche' tanto non c'e' niente da nascondere.

Lo Stato deve stare fuori dalle dimensioni personali. I programmi di sorveglianza di massa servono a descrivere e predire, probabilisticamente, la possibilita' del singolo di essere terrorista. C'e' gente rimasta per 12 anni a Guantanamo per un errore simile. Immaginate ? E oggi e' noto che i giovani programmatori utilizzatori di linux sono piu' pericolosi di altri. Cazzo significa ? Una analisi di dati fatti fuori dal contesto e con finalita' estranee al contesto, nella solo finalita' scientifica di contare la possibilita' statistica di commettere reati. Minority report e' gia' realta', il problema pero' e' diverso: non importa che si possa predire un reato, l'importante e' che statisticamente chi rientra nel tal panel nella maggior parte dei volte diventa o e' terrorista.

Significa solo alimentare cultura del sospetto o, come direbbe Beccaria e Voltaire, solo strumenti per mettere in carcere le persone che la pensano diversamente senza fondati e comprovati motivi.

In tutto questo la normativa privacy si inserisce come un coltello affilato e rovente all'interno delle vite socialmente connesse (e non solo informaticamente) tra tutti noi. Si deve tagliare a monte o a valle ? Si deve bloccare lo strumento o chi lo usa ? Si deve vietare una tecnologia o controllare caso per caso ? Si puo' applicare la privacy senza riconoscere il pari rango costituzionale che tutelano le altre attivita' umane ?

Non e' filosofia. E' pratica quotidiana.

Abbiamo tutti bisogno di un antivirus per legge. Io credo che serva di piu' un firewall o un browser rispettoso delle mie ricerche e dei miei dati personali. Tutto questo ha gia' danni visibili nel settore del marketing online, dove la pubblicita' contestuale ha fallito per il 99% delle aziende, lasciando i pochi in posizione dominante a raccogliere tali e tanti dati da far impallidire gli esperti di sicurezza.

Siamo una societa' che demonizza ancora oggi, ancora nelle leggi, il trattamento informatico dei dati personali e ha bisogno di una circolare dell'agenzia delle entrate per poter inviare una fattura in pdf, solo dopo espresso consenso accettato in condizioni generali che nessuno legge.

La privacy non e' oblio, non e' una scelta centralizzata, non e' principi che soffrono le altre attivita'.

La privacy e' rispetto.

Di tutti gli essere umani, di tutte le liberta', di tutte le informazioni e di tutti gli strumenti (hardware e software) che usiamo.

Al momento siamo al cortocircuito. Inon riesco a impedire a Microsoft di segnalarmi windows10, a Google di leggere il mio telefono Android, ad Apple di usare il dispositivo senza un account, Google senza analisi di ricerche, posti e comportamenti, Facebook di sapere come reagisco alla selezione di notizie che mi sceglie.

Poi noi applicamo i concetti di spam alle attivita' commerciali che propongono i propri prodotti a chi visita le loro attivita', o ai medici di registrare files sugli stessi computer dove leggono la posta elettronica.

La privacy e' rispetto anche degli equilibri. E sanzione di chi ne abusa.

Il tema vero e': cosa dobbiamo proteggere ? Il libero pensiero o i dati personali ?

Se proteggeremo il primo, progettegeremo anche i dati personali.

Se proteggeremo solo i dati personali, fermeremo il libero pensiero, la libera attivita', la libera circolazione delle informazioni.

Se proteggeremo le liberta', capiremo anche cosa, come e per quanto tempo proteggerle.

Dio voglia che la privacy resti uno strumento di liberta'. Al momento ha consentito agli autorizzati di raccogliere dati di chiunque nell'interesse degli Stati, e vincolato tanti operatori che hanno cercato di essere vicini ai propri clienti. Ed anche ha consentito a chi ha voluto diffondere i dati a terzi, di farlo comunque tramite fusioni, incorporazioni.

Vedremo

15.12.2015 Spataro
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