Civile.it
/internet
Osservatorio sul diritto e telecomunicazioni informatiche, a cura del dott. V. Spataro dal 1999, documenti.

Il dizionario e' stato letto volte. Scarica l'app da o da



Segui via: Email - Telegram
  Dal 1999   spieghiamo il diritto di internet  Store  Caffe20  Dizionario  App  Video Demo · Accesso · Iscrizioni    
             

Abbonati:




Scarica il dizionario:


Per cancellarsi dalla precedente newsletter interna

  


Agcom 29.09.2014    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Diritto d'autore all'Agcom e guerra all'anonimato (UPD)

Due novita'.

1) ordinanza Tar Lazio 10016 del 2014 sul regolamento agcom

2) licenza di installare software sui computer che sfruttano strumenti a tutela dell'anonimato.

Nell'audio l'approfondimento per caffe20.it e civile.it

Download or Play, List or RSS:

 

Indice

  • In breve il tema riguarda i poteri di av
  • Invece il secondo aspetto riguarda l'ano
  • AGGIORNAMENTO del 30.9.2014
  • Violazione
  • D’autore
(

(Aggiornamento in fondo)

Due novita'.

1) ordinanza Tar Lazio 10016 del 2014 sul regolamento agcom

2) licenza di installare software sui computer che sfruttano strumenti a tutela dell'anonimato.

 

L'ordinanza del Tar e' ampia. Nel podcast cerchiamo di mettere ordine nel commento audio corredato a questo post.

In breve il tema riguarda i poteri di avviare un procedimento contro i gestori di siti ai quali vengano contestate, tramite agcom, violazioni del diritto d'autore, con un doppio binario piu' rapido rispetto alla magistratura ordinaria, competente per violazioni del diritto d'autore.

La questione centrale era se l'Agcom avesse o meno i poteri di legge per decidere sul diritto d'autore.

 

Invece il secondo aspetto riguarda l'anonimato europeo al quale si contrappone una proposta di legge americana per autorizzare i servizi di installare software di controllo sui computer degli utenti che sfruttano strumenti a tutela dell'anonimato. Un vero atto ostile nei confronti dei cittadini non U.S., un qualcosa che l'Europa condanna inutilmente.

Continuando cosi', ogni nazione avra' la propria internet e ogni fornitore decidera' quali contenuti permettere, senza nemmeno poter organizzare vpn.

Insomma: lo scontro sale ancora. Internet non sara' comunque piu' la stessa, e ancora non possiamo dire se sara' meglio o peggio.

Nell'audio l'approfondimento per caffe20.it e civile.it

 

AGGIORNAMENTO del 30.9.2014

Nel podcast ci chiediamo come il Tar abbia attribuito all'Agcom i poteri di vigilanza ex d.lgs 70 /2003 (direttiva ecommerce),e non piuttosto all'agcm che si occupa di mercato.

Abbiamo voluto rileggere con piu' calma a mente fredda, dopo aver letto i commenti entusiasti di chi ritiene, giustamente, la decisione del Tar una conferma della bonta' del provvedimento.

Ecco il passo della ordinanza (che leggete sempre al link indicato):

Considerato che, pertanto, le norme di legge richiamate dal Regolamento, disciplinando gli obblighi che gravano sui prestatori di servizi ed individuando al contempo l’AgCom quale autorità che ne può esigere il rispetto, legittima l'intervento della medesima Autorità anche sui servizi della società dell'informazione in veste di "autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza”, piuttosto che in veste di "autorità indipendente di settore” e ciò, osserva il Collegio, determina, come detto, la non fondatezza delle dedotte censure di illegittimità del regolamento per violazione di legge, per violazione della riserva di legge e per incompetenza dell’AgCom.

Poi dopo:

a) la competenza attribuita dalla legge all’AgCom, non quale autorità indipendente ma quale amministrazione vigilante, abilitata non ad accertare e sanzionare le violazioni del diritto d’autore, bensì ad adottare provvedimenti recanti l’ordine di rimozione dei contenuti del “web” o di oscuramento dei siti immediatamente precettivi nei confronti degli operatori della rete;

Cosa dice il Tar ? Il regolamento afferma che l'agcom e' l'autorita' prevista, quindi e' legittimato, in quanto autorita' indipendente di settore e non solo vigilante.

Se il regolamento afferma che e' autorita' indipedente di settore, puo' occuparsi delle violazioni e non solo di vigilare.

Peccato che il regolamento se lo sia dato l'autorita' stessa, non certo la legge.

E qui abbiamo ancora una divagazione: la competenza e' attribuita dalla legge. Purtroppo no. Ci sono tante autorita'. Solo l'agcom afferma di essere lei. Non c'e' nessuno testo di legge che dice che l'agcom e' quella autorita'. Anzi, dovrebbe essere l'agcm.

Ma di questo nessuna motivazione.

Ed era questo il nodo che andava spiegato. Mancando una legge, la distinzione tra poteri di vigilanza ed altri e' il passaggio successivo solo ove agcom avesse i poteri. Ma il regolamento e' regolamento agcom che da' i poteri ad agcom stessa.

Ripeto: la decisione e' ben argomentata. Utilissima per sintetizzare moltissimi scontri verbali. Ma sul punto decisivo no.

Il rinvio alla Corte Costituzionale riassume molto sommariamente tutti i temi. Sara' dura per la Corte Costituzionale trovare i temi spiegati nel rinvio e non anche al di fuori di esso (!) cosa che alla Corte non e' dato fare.

Insomma: ce n'e' abbastanza per andare in appello per affrontare una buona volta il nodo centrale.

 

29.09.2014 Spataro
Fonte: spataro




Segui le novità in materia di Agcom su Civile.it via Telegram
oppure via email: (gratis Info privacy)



Dossier:



dallo store:
visita lo store

Altro su Agcom:


"Per tutti i cambiamenti importanti dobbiamo intraprendere un salto nel buio" - W.James


Spieghiamo contratti, ecommerce, privacy e il diritto di internet su Civile.it dal 1999



Tinyletter - I testi sono degli autori e di IusOnDemand srl p.iva 04446030969 - diritti riservati - Privacy - Cookie - Condizioni d'uso - in