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Oblio 08.09.2014    Pdf    Appunta    Letti    Post successivo  

Oblio e indicizzazione degli atti parlamentari

Il Tribunale di Roma ha emesso due sentenze in unico grado, con le quali ha accolto le richieste degli interessati volte a ottenere la sottrazione all'indicizzazione, da parte di motori di ricerca generalisti, di dati personali non attuali e non contestualizzati

 

&

 Laura Boldrini
Presidente
Camera dei Deputati
Palazzo Montecitorio
Roma

Roma, 25 novembre 2013

 

Cara Presidente,

questa Autorità ha ancora una volta ricevuto un ricorso da parte di un cittadino nei confronti della Camera dei deputati, volto a ottenere la cancellazione o la sottrazione ai motori di ricerca generalisti, dei propri dati personali contenuti in un atto di sindacato ispettivo, in quanto, tra l'altro, superati dalla successiva evoluzione dei fatti.

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, in accoglimento, tra l'altro, delle eccezioni relative all'autonomia normativa riconosciuta alle Camere dall'articolo 64 della Costituzione, che consente di non ritenere di per sé applicabile agli atti espressivi della funzione parlamentare il Codice in materia di protezione dei dati personali, in assenza dell'intermediazione di atti regolamentari interni che ne recepiscano il contenuto.

Il Garante ha peraltro avuto notizia dalla stessa Camera delle specifiche misure che l'Ufficio di Presidenza intende adottare in tema di diritto all'oblio ed è anche su tale presupposto che si fonda l'odierna declaratoria d'inammissibilità del ricorso. Le annunciate procedure potrebbero, infatti, rappresentare quelle misure – auspicate dal Garante sin dal 2009 – idonee ad assicurare il più alto equilibrio tra il diritto all'oblio e i principi di pubblicità dei lavori parlamentari e di autonomia delle Camere.

Tale esigenza è stata, del resto, riconosciuta anche in sede giurisdizionale: come noto, infatti,  il Tribunale di Roma ha emesso due sentenze in unico grado, con le quali ha accolto le richieste degli interessati volte a ottenere la sottrazione all'indicizzazione, da parte di motori di ricerca generalisti, di dati personali non attuali e non contestualizzati, "idonei a ledere il diritto all'immagine" dei ricorrenti, contenuti in atti di sindacato ispettivo (cfr., in particolare, le sentenze 28 novembre 2011, n. 21961 e 13 febbraio 2012, n. 1213, della I Sezione).

Queste pronunce dimostrano dunque l'urgenza – che il Garante ritiene utile sottolineare – di un'adeguata disciplina interna idonea a garantire i diritti dei cittadini, in assenza della quale l'"indipendenza guarentigiata" riconosciuta alle Camere a tutela della sovranità della funzione parlamentare rischia di essere percepita come un'ingiustificata prerogativa.

Certo della attenzione che vorrà riservare a questo tema e nella consapevolezza della sensibilità da Lei sempre dimostrata rispetto alla tutela dei diritti di libertà,

La ringrazio sin da ora e Le porgo i sensi della mia più alta considerazione

Antonello Soro

08.09.2014 Spataro
Fonte: garanteprivacy




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